Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00590 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19970702
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri per la funzione pubblica e gli affari regionali e del tesoro, per sapere - premesso che: notoriamente, il primo comma dell'articolo 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94 (cosiddetta "seconda legge-Bassanini") sancisce "l'accorpamento del ministero del tesoro e del ministero del bilancio e della programmazione economica in un'unica amministrazione, che assume la denominazione di "ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica", nel quale confluiscono tutte le funzioni, gli uffici, il personale e le risorse finanziarie dei due ministeri interessati"; ai sensi del secondo comma della medesima legge, il Governo e' delegato all'emanazione (entro sei mesi dall'entrata in vigore della stessa) di uno o piu' decreti legislativi; il terzo comma dispone, invece, che sia emanato un regolamento sull'organizzazione, la dotazione organica, l'individuazione degli uffici di livello dirigenziale e delle relative funzioni, conformemente a quanto previsto dal primo comma dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400; i riflessi di tali materie - fra l'altro - sull'organizzazione amministrativa del settore e sul personale fanno loro certamente assumere una grande importanza d'impatto sociale ed una complessita' ordinamentale della quale dovranno tener conto i cittadini-utenti; dopo circa tre mesi dall'entrata in vigore della legge (ed a circa tre mesi dal termine ivi previsto per il varo dei menzionati decreti legislativi) mancano totalmente, in merito, informazioni e notizie dal Governo; preoccupa l'atteggiamento dell'attuale Governo, se si pensa che, prima dell'entrata in vigore della legge 23 ottobre 1992, n. 421, un consociativismo sconcertante ispirava le relazioni tra la parte pubblica e quella sindacale, mentre in questo momento storico il pretesto di trascorse aberrazioni appare sfruttato per negare ai sindacati anche l'informazione dovuta in conformita' del vigente ordinamento giuridico; motivo di preoccupazione e' anche il prevedibile costo sociale ed economico-strutturale di quest'operazione riorganizzativa, specialmente in relazione alle possibilita' effettive per l'inserimento dei singoli lavoratori del settore pubblico nella struttura "accorpata" ed alla conseguente necessita' di rispettare - fra l'altro - le diverse qualificazioni e situazioni professionali di cui essi sono portatori; perche' l'operazione governativa vada a buon fine, appare indispensabile prevedere misure ispirate per tutti i settori a criteri d'omogeneita' organizzativo-funzionale, nonche' definire senza equivoci i termini concernenti il reinserimento lavorativo del dipendente e la correlativa spesa sociale; il documento governativo di programmazione economico-finanziaria non appare avvertire la necessita' d'aver ben chiara la vera portata degli "ammortizzatori sociali", e non farebbe comprendere con quali modalita' questi debbano effettivamente esser finanziati; tale incertezza previsionale rende, di conseguenza, vivissima la preoccupazione dei lavoratori pubblici del settore soprattutto in tema di mobilita' -: se siano stati effettuati, ovvero siano in corso, eventuali studi sulle modalita' attuative di quest'"accorpamento" (previsto per legge) dei ministeri del tesoro e del bilancio; se, quando e come il Governo intenda rendere partecipi di tale rinnovamento strutturale i sindacati che rappresentano gli interessi dei lavoratori del settore. (2-00590)