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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00178 presentata da BERGAMO ALESSANDRO (FORZA ITALIA) in data 19970710

La Camera, premesso che: i progressi dell'integrazione europea e mondiale e l'internazionalizzazione crescente dei mercati che ne deriva impongono all'Italia, in quanto "sistema-paese", una forte presenza sui mercati finanziari multilaterali, in particolare nell'ambito dell'Unione europea; in tale quadro lo stato dell'arte dimostra che il Paese ha un bisogno urgente di strumenti per realizzare un return on investment; se si considera il contesto economico-finanziario mondiale, si evince che gli organismi istituzionali internazionali che erogano contributi a fondo perduto e prestiti agevolati, costituiscono il target per eccellenza che permette di realizzare i grandi progetti-investimenti indispensabili all'orizzonte del Duemila. Questo sia nell'ambito delle istituzioni pubbliche e private che per quanto riguarda i gruppi industriali moderni, piccole e medie imprese incluse; l'Italia e' uno dei Paesi industrializzati che usufruiscono meno dei finanziamenti in questione; in particolare i risultati sui programmi della Unione europea possono essere sinteticamente riepilogati come segue: A) Principali programmi destinati alle istituzioni pubbliche italiane (istruiti e gestiti dalle medesime realizzati in genere da entita' o imprese private o miste); si tratta dei Fondi strutturali suddivisi in: a) Fondo europeo di sviluppo regionale (Fers); b) Fondo sociale europeo (Fse); c) Fondo europeo per l'organizzazione e la garanzia agricola (Feoga); in questo ambito, dal 1989 sono stati assegnati all'Italia 8932 Mecu; nel giugno del 1994 tale somma risultava impegnata su progetti precisamente individuati, ma in realta' solo la meta' e' stata erogata; se per il periodo considerato (1988-1993) si fa un raffronto tra Italia e Spagna, si constata che quest'ultimo Paese ha utilizzato il novantacinque per cento della somma che gli era stata attribuita dall'Unione europea. Invece, piu' di quattromila Mecu devono essere ancora erogati all'Italia; esemplare in questo quadro e' il caso dei programmi integrati mediterranei (Pim), creati nel 1985 a beneficio della Francia, della Grecia e dell'Italia per aiutare questi paesi a superare gli scompensi dovuti all'ingresso della Spagna nella Comunita' europea; per quanto riguarda i due primi paesi sopracitati, i fondi provenienti dai Pim sono stati utilizzati in tempo; mentre l'Italia, alla fine del 1993, non aveva ancora esaurito la dotazione di duemilacinquecento Mecu disponibili gia' dal 1985. Di conseguenza l'Unione europea ha offerto alla Francia e alla Grecia il rimanente venti per cento dei fondi riservati all'Italia, che in tal modo il nostro Paese ha perso; non stupisce che per il periodo 1994-1999, l'Italia si sia vista attribuire sui fondi strutturali una percentuale minore rispetto al periodo precedente. Per esempio - relativamente all'obiettivo 1, fondamentale per il Paese - e' stato ottenuto solo il 15,85 per cento (pari a 1480 Mecu) invece del 20,7 per cento (pari a 1800 Mecu); cio' poiche' l'erogazione "vera e propria" dei fondi strutturali nasce dalla competizione tra le istituzioni pubbliche in cui la disposizione, l'acquisizione e l'organizzazione dei mezzi necessari costituiscono gli strumenti fondamentali per ottenere risultati concreti; B) Principali programmi destinati a tutte le realta' socio-economiche pubbliche e private italiane (in quanto beneficiarie o realizzatrici); la quota annua italiana di partecipazione di finanziamenti di tutti i programmi dell'Unione europea e' del 14,5 per cento; paradossalmente, in nessun programma che vede la presenza di realta' socio-economiche pubbliche o private italiane, il nostro Paese riesce a garantirsi un ritorno di investimenti pari alla somma versata; in tal senso, alcune aree appaiono emblematiche; 1) assistenza tecnica e cooperazione economica con i Paesi dell'Europa centro orientale e con la Csi; Programma Phare per i Paesi dell'Europa Centro-Orientale: sono stati assegnati circa 1100 Mecu per anno, cui si aggiungono 1500 Mecu di prestiti provenienti dalla Banca Europea degli investimenti (Bei): dal 1990 al giugno 1994 l'Italia si e' aggiudicata il 6,5 per cento del programma Phare per i servizi e le forniture; la Germania il 15,3 per cento, la Francia il 17,1 per cento, la Gran Bretagna il 19,8 per cento; programma Tacis per la Csi: dal 1990 al giugno 1994 sono stati assegnati circa 510 Mecu annui. Per i progetti inferiori ai 300 mila Ecu l'Italia ha conquistato il terzultimo posto. Per i progetti superiori ai 300 mila Ecu la Francia, la Gran Bretagna e la Germania superano di gran lunga l'Italia: rispettivamente con 137 Mecu, 118 Mecu, 94 Mecu contro 56 Mecu; 2) Settore commerciale (Task force risorse umane): dal 1989 al 1994 sono stati attribuiti 1400 Mecu, di cui l'Italia ha ottenuto solo il 5-6 per cento; 3) Fondi per gli affari industriali (ricerca interna della commissione riguardante l'Europa nel quadro della direzione generale III): sui 30 Mecu annui l'Italia ottiene circa il 4 per cento; dall'altra parte va sottolineato che per quanto riguarda le aree: Ricerca e Sviluppo, fondi per la ricerca atomica, Dotazione per l'aiuto all'internazionalizzazione delle imprese nel quadro della direzione generale XXIII, fondi per la formazione e la consulenza ai servizi della Commissione nel quadro della direzione generale IX mancano addirittura statistiche precise, sebbene siano noti gli scarsi risultati raggiunti; unica area in cui si segnala una controtendenza e' quella dell'assistenza allo sviluppo, dove gli investimenti erogati sfiorano il 12 per cento di quelli stanziati; per quanto riguarda le aree bancarie, la situazione e' la seguente: 1) banca europea degli investimenti (Bei): i prestiti concessi all'Italia nel 1993 consistono in 3362 Mecu, di cui 2455 Mecu in mutui individuali per progetti specifici e 906 Mecu in prestiti globali ed enti bancari. In questo ambito la realta' italiana va comparata a quella della Spagna, che nel 1993 ha ottenuto 4005 Mecu; 2) Banca Europea per la ricostruzione e lo sviluppo: se e' vero che nell'ambito dei prestiti agevolati l'Italia ha ottenuto dei successi discreti, altrettanto non si puo' affermare nel campo delle consulenze dove e' molto forte la presenza inglese con il 33 per cento dei lavori ottenuti rispetto alla quota totale disponibile. Seguono la Francia con il 10 per cento e la Germania con l'8 per cento. La quota italiana si aggira intorno al 6 per cento; C) stato di attuazione dei programmi comunitari 1994-1999: le opportunita' offerte dall'Unione europea nel 1994-1999 sono molto consistenti come si evince dai seguenti esempi rilevanti: nell'ambito dei fondi strutturali il quadro comunitario di sostegno destina all'obiettivo 1 circa 35 miliardi di Ecu di cui: Fondo sociale europeo (Fse): 16 miliardi di Ecu; Programmi integrati comunitari (Pic): 2 miliardi di Ecu; per gli altri fondi: Fondo europeo di sviluppo: 12 miliardi di Ecu; (Fed Convenzione di Lome') Paesi Ala (America Latina e Asia): 1.200 Mecu/annuo; Paesi Mediterranei (senza Turchia): 300 Mecu/annuo; Phare: 1.100 Mecu/annuo + 1.500 Mecu della Bei; Tacis: 510 Mecu/annuo; Task Force risorse umane: 2.000 Mecu (di cui 801 per il Programma Leonardo); Aiuto all'internazionalizzazione delle imprese; 30 Mecu/annuo. Lo stato di attuazione del quadro comunitario di sostegno (1994-1999) delle regioni italiane dell'obiettivo 1, al 30 settembre 1996, mostra che secondo i dati sull'avanzamento finanziario nelle regioni italiane dell'obiettivo 1, gli impegni complessivamente assunti (7.094 Mecu) costituiscono poco piu' di un quinto (21,9 per cento) delle previsioni di spesa, mentre il livello dei pagamenti (3.399 Mecu) e' attestato intorno al 10 per cento delle risorse nazionali e comunitarie stanziate: 3.399 Mecu su 32.438. Rispetto al carattere multiregionale o regionale degli interventi, emerge in particolare che la parte multiregionale del Qcs, gestita da enti e amministrazioni centrali, presenta un migliore stato attuativo, sia in termini di impegno che di pagamento, rispetto alla parte affidata alle regioni, tra di esse, la Sardegna, la Basilicata e l'Abruzzo sono le regioni che dimostrano una migliore capacita' di spesa, mentre la regione che presenta i maggiori ritardi attuativi risulta la Campania, dove le risorse impegnate e quelle spese rappresentano il 2,1 per cento e lo 0,7 per cento di quelle programmate; se si confrontano i dati relativi ai fondi strutturali impegnati e spesi di alcuni dei Paesi europei obiettivo 1, ci si rende conto dei forti ritardi dell'Italia. Basti il confronto tra i dati relativi a Spagna, Grecia, Portogallo e Italia desunti da analisi effettuate dalla Commissione Europea (nella 7^ relazione annuale dei Fondi strutturali), sui pagamenti effettuati a tutto il 1995: su impegno totale di 4.780 Mecu la Spagna ha speso 3.780 Mecu; la Grecia su 2.655 Mecu ne ha spesi 1.705; il Portogallo, su 1.380 impegnati, ne ha addirittura spesi in piu' (1.670); l'Italia su 2.230 ne ha spesi 1.175; un ulteriore elemento di valutazione e' dato dai movimenti finanziari del fondo di rotazione registrati, nel periodo 1^ gennaio-28 febbraio 1997, sui due conti correnti di tesoreria n. 777/23209 (ministero del tesoro - fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie: finanziamenti nazionali) e n. 975/23211 (ministero del tesoro - fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie: finanziamenti Cee), che vengono riepilogati nella tabella 26 del Bollettino bimestrale del fondo di rotazione per l'attuazione delle politiche comunitarie, a cura del ministero del tesoro - Ragioneria generale dello Stato; in particolare disaggregando gli importi relativi ai finanziamenti comunitari, C/C 975/23211, per tipo di fondo, si evince la scarsa capacita' di spesa ancora una volta di enti e amministrazioni pubbliche; il trend attuale dei ritorni non e' sicuramente migliore rispetto al passato; impegna il Governo: ad assumere le iniziative necessarie per individuare le cause della mancata spesa dei fondi comunitari; a pianificare tempestivamente un progetto strategico dettagliato e credibile di interventi e di misure correttive. (1-00178)

 
Cronologia
martedì 8 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Delega al Governo per l' istituzione del giudice unico di primo grado (AC 3483), approvato dal Senato il 26 marzo 1997 (legge 16 luglio 1997, n. 254).

mercoledì 16 luglio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva il disegno di legge Istituzione dell' Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo (AC 3755), che sarà approvato dal Senato il 29 luglio (legge 31 luglio 1997, n. 249).