Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00613 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19970715
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: in questi ultimi tempi il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro degli affari esteri ed altri esponenti del Governo hanno intensificato una serie di iniziative diplomatiche verso i Paesi dell'est, tendenti ad individuare corridoi economici di particolare interesse, considerato che tali iniziative sono importanti anche per il ruolo che l'Italia sta svolgendo nell'area balcanica; in occasione del vertice della Nato di Madrid il Presidente del Consiglio dei ministri ha avuto una frenetica consultazione con molti Paesi dell'est europeo, ai quali avrebbe assicurato non solo la dovuta attenzione politica sul terreno della sicurezza in relazione all'allargamento della Nato, ma che sarebbero state create le premesse per uno sforzo economico del nostro Paese in direzione dell'area orientale europea e balcanica; l'interpellante intende avere notizie puntuali circa gli impegni che il nostro Paese starebbe per assumere con le Nazioni su menzionate, i ritorni economici e quindi il progetto complessivo della nostra politica estera ed economica -: se tali iniziative non rischino di rendere sempre piu' inesistente l'impegno politico nei confronti dell'area mediterranea e di vanificare i risultati della conferenza di Barcellona, determinando quindi il pericolo del fallimento del progetto Meda. L'assenza di interesse del Governo verso l'area mediterranea confermerebbe la nostra sostanziale non opzione politica ed economica verso l'area del Mezzogiorno d'Italia. Il porto di Gioia Tauro in Calabria potrebbe ad esempio essere una grande occasione di sviluppo se inserito in un contesto piu' vasto ed articolato di scelte complessive del Governo nei rapporti con le nazioni delle regioni del Mediterraneo, mentre il silenzio del Governo sul significato strategico dell'attraversamento stabile dello stretto di Messina sposta oggettivamente il baricentro dell'interesse politico ed economico del nostro Paese verso il centro Europa. Tutto questo in una visione che oggettivamente va contro gli interessi del nostro Paese, contro le sue vocazioni e la sua collocazione geografica, evitando cosi' di fare delle infrastrutture del Mezzogiorno una cerniera dell'Europa nel Mediterraneo. Infatti al porto di Gioia Tauro, che ha segnato elementi di sviluppo, non vengono assicurate le condizioni per mettere a frutto tutte le proprie potenzialita' attraverso obiettivi mirati, per far si' che questa struttura non sia soltanto un "dato" di passaggio ma una occasione per creare indotti industriali e, quindi, attivita' commerciali stabili in loco. Anche l'ammodernamento dell'autostrada Salerno-Reggio Calabria puo' avere senso se raccordata al ponte di Messina come area di penetrazione nel Mediterraneo e i Paesi orientali. L'intermodalita' dei trasporti, la valorizzazione dei porti e degli aeroporti esistenti in Calabria puo' essere il dato di riferimento per politiche piu' appropriate, che superino la cultura assistenzialistica per una visione nazionale ed europea. Rispetto alle esigenze sopra richiamate, il Governo si presenta per la Salerno-Reggio Calabria con un piano di ammodernamento di alcuni tratti (in Calabria, svincolo Pizzo, Falerna e Lamezia Terme), interventi questi recuperati da piani gia' approvati nella meta' degli anni ottanta, mentre di Gioia Tauro non si parla piu', dopo le promesse per l'attribuzione dello status di porto franco. (2-00613)