Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00183 presentata da DE MURTAS GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970730
La Camera, atteso che il sistema di ricerca pubblico italiano si basa, oltre che sulle universita', su una rete di enti pubblici di Ricerca (Epr); tali enti, raggruppati con decreto del Presidente della Repubblica n. 68/1986 nel comparto della ricerca scientifica (a parte alcune inspiegabili omissioni, tra cui quelle dell'Enea e dell'istituto centrale per il restauro), in cui operano alcune migliaia di ricercatori e tecnici di elevatissime capacita' professionali; gli enti di ricerca costituiscono una risorsa materiale ed umana che, specie in questa fase, e' particolarmente preziosa per il Paese, data la stretta interconnessione tra il livello di sviluppo scientifico e tecnologico e quello culturale, materiale e industriale; tuttavia, gli enti di ricerca possono esplicitare le loro potenzialita' solo parzialmente, a causa dei ridotti livelli di finanziamento e del quadro legislativo e regolamentare che ne condizionano l'esistenza, senza tenere in alcun conto le necessita' della ricerca e della sua specifica organizzazione del lavoro. Inoltre, negli ultimi anni, un eccessivo peso del principio di autosufficienza economica ha imposto a questi enti il ricorso ossessivo a forme di finanziamento esterno, distogliendoli, in tal modo, dai propri compiti istituzionali; gli enti di ricerca, i cui organici sono in larga misura sottodimensionati rispetto alla media dei corrispondenti enti degli altri paesi industrialmente avanzati, hanno subi'to, per un periodo eccessivamente lungo, un sostanziale blocco delle assunzioni. Di conseguenza, questi enti si trovano attualmente in una situazione di seria difficolta', che potrebbe tradursi in un sostanziale collasso (il cinquanta per cento dei ricercatori andra' in pensione entro i prossimi dieci anni) se non verra' rapidamente inserito, con il ricorso a contratti a tempo indeterminato, un numero adeguato di giovani che possano completare il loro periodo di maturazione professionale, prima che il personale attualmente in ruolo lasci il servizio; i ricercatori in organico sono stati gravemente penalizzati dalla mancanza dei concorsi, subendo il blocco delle carriere e senza riuscire ad ottenere un equo ed adeguato riconoscimento per le professionalita' maturate con le attivita' di ricerca negli enti pubblici; e' prossima l'emanazione dei decreti delegati, con i quali il ministero dell'universita' e della ricerca scientifica e tecnologica dovra' procedere alla riforma degli enti pubblici di ricerca, impegna il Governo: a una programmazione dell'attivita' di ricerca pubblica in modo che essa sia chiaramente finalizzata alla ricerca di base in tutti i settori, allo scopo di garantire, in tal modo, un afflusso di nuove idee e conoscenze; ad indirizzare l'attivita' di ricerca ed il suo sviluppo verso quei settori socialmente utili per i quali non e' possibile o auspicabile l'intervento dell'impresa privata, quali la tutela della salute e la prevenzione delle malattie, la difesa dell'ambiente e il riassetto del territorio, il risparmio energetico e il controllo delle risorse naturali, la valorizzazione dei beni culturali; a dotare gli enti pubblici di ricerca di una struttura amministrativa e di una organizzazione del lavoro coerente con le attivita' della ricerca scientifica e funzionale al loro sviluppo, tenendo conto della specificita' di ciascuna struttura e a dotarli di un'organizzazione del lavoro che deve prevedere in particolare, per il personale ricercatore, la sostanziale equiparazione normativa alla docenza universitaria, in modo tale da superare i limiti e le incongruenze imposte dal decreto legislativo n. 29/1993; ad istituire, per gli enti pubblici di ricerca, organismi di dirigenza scientifica costituiti attraverso l'elezione diretta da parte del personale scientifico e tecnico, prevedendo la partecipazione di tutte le fasce del personale (incluso il personale amministrativo) alle strutture di dirigenza amministrativa; a predisporre l'ampliamento dell'organico e nuovi meccanismi concorsuali, caratterizzati dalla massima trasparenza degli atti e dalla obiettivita' dei criteri di selezione adottati; a limitare il ricorso ai contratti di lavoro a tempo determinato per la sola copertura di periodi sabbatici, destinando e programmando contestualmente l'assegnazione di borse di studio per circoscritti periodi di formazione; cio' al fine di evitare il continuo ricostituirsi di fasce di lavoro precario, incompatibile con la necessita' di sviluppo di progetti a lungo termine e con le esigenze di aggiornamento e di formazione permanente, che sono tipiche e connaturate alle attivita' di ricerca; a controllare e ridurre le operazioni di autofinanziamento svolte dagli enti pubblici di ricerca tramite prestazioni "in conto terzi", poiche' queste sottraggono risorse allo sviluppo delle attivita' di ricerca socialmente utili, provocano una ricaduta negativa rispetto alle possibilita' di occupazione nelle imprese di giovani laureati e tecnici, disincentivano la creazione di strutture di ricerca nelle imprese stesse e limitano, in tal modo, le possibilita' di un adeguamento tempestivo allo sviluppo tecnologico; a verificare, sia sul piano amministrativo e sia nel merito delle motivazioni scientifiche, i "grandi progetti" degli enti pubblici di ricerca in corso di realizzazione dal momento che si tratta di progetti che spesso sono caratterizzati da una concezione faraonica della politica edilizia degli enti stessi, e che quindi vanno nella direzione opposta rispetto alla necessita' di realizzare quei risparmi che corrisponderebbero al fabbisogno finanziario e all'effettivo potenziamento delle attivita' di ricerca. (1-00183)