Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00654 presentata da MELONI GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19970916
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: nella giornata del 12 agosto 1997, intorno alle ore 16,45, si e' svolto un incontro tra il sindaco di Santa Teresa di Gallura (Sassari) e il signor Vittorio Emanuele di Savoia, discendente della famiglia gia' regnante in Italia; tale incontro, gli aspetti politici e formali del quale costituiscono oggetto di un precedente atto di sindacato ispettivo inoltrato alla Presidenza della Camera in data 31 luglio 1997 e di cui l'interpellante e' il primo firmatario, sarebbe inteso a celebrare il 189^ anniversario della "fondazione" di Santa Teresa; l'incontro avrebbe dovuto svolgersi, secondo lo schema organizzativo predisposto e reso noto dall'Amministrazione di Santa Teresa, in acque internazionali (e precisamente nel canale delle Bocche di Bonifacio), stante il perdurante divieto, imposto dalla XIII disposizione finale della Costituzione, ai discendenti maschi di Casa Savoia di entrare e soggiornare nel territorio nazionale; il signor Vittorio Emanuele di Savoia, in una intervista al quotidiano la Repubblica del 13 agosto 1997, ha candidamente ammesso di essere penetrato in acque nazionali italiane, aggiungendo di aver superato i limiti di esse esattamente di 722 metri; tale precisa misurazione implica l'uso di appropriati strumenti per la rilevazione del punto nave e dunque la consapevolezza della violazione commessa, peraltro preordinata a costituire, com'egli stesso dichiara, una prova generale del suo rientro in Italia; risulta inoltre esservi la registrazione di una comunicazione radio, nel corso della quale chi parla, dopo essersi qualificato come "il comandante della barca del Principe", dando ragguagli circa la posizione del proprio mezzo rispetto al limite delle acque nazionali italiane, ha ammesso di trovarsi entro di esse, sia pure per poche centinaia di metri, attribuendo nel contempo a tale circostanza (ossia alla violazione costituzionale) scarso o nessun rilievo, dal momento che testuali parole "non siamo un peschereccio" e "qui non siamo in Tunisia", come dire che in Tunisia vengono protette con scrupolo le acque territoriali, mentre qui non importa tutelare le norme costituzionali; infatti aggiunge: "non importano duecento metri in piu' o in meno" -: quali iniziative il Governo intenda urgentemente assumere per accertare l'esatto svolgersi degli accadimenti e, in particolare, se al signor Vittorio Emanuele di Savoia sia stato consentito di violare le norme costituzionali sotto gli occhi impassibili di numerose autorita' della Repubblica cui e' fatto obbligo di rispettare e di far rispettare quelle norme; quali misure siano state adottate dalle autorita' preposte al fine di impedire o, comunque, mettersi in grado di rilevare tempestivamente e con precisione un evento facilmente pronosticabile, dato il carattere, per dir cosi', insofferente gia' dimostrato dal rampollo regale proprio in quelle latitudini, e considerata la ristrettezza del canale internazionale in cui avrebbe dovuto svolgersi l'incontro; se ritenga ammissibile che il sindaco di un comune della Repubblica possa trovarsi coinvolto in una cosi' evidente e grave violazione della Costituzione, per di piu' per ragioni del tutto extra vaganti rispetto ai propri compiti istituzionali; se non ritenga doveroso condannare, sul piano politico, un atto di cosi' palese indifferenza nei confronti della Costituzione e sanzionare, sul piano amministrativo, la responsabilita' di quanti abbiano consentito o promosso la violazione di essa, anche in considerazione del fatto che tutti erano a conoscenza che il sindaco di Santa Teresa e quanti lo accompagnavano a rendere omaggio al Savoia si trovavano su una barca non abilitata a uscire dalle acque nazionali, il che lascerebbe intendere la premeditata volonta' di svolgere l'incontro entro acque italiane; se, preso atto di questo atteggiamento sprezzante nei confronti delle norme dell'ordinamento italiano da parte del signor Vittorio Emanuele di Savoia e del suo seguito, nonche' del significato politico che alla violazione del divieto costituzionale egli stesso attribuisce, non ritenga doveroso provvedere al ritiro del disegno di legge di iniziativa governativa, all'esame della Camera dei deputati, tendente ad abrogare la XIII disposizione finale della Costituzione, per la parte che riguarda gli eredi maschi dell'ex regnante. (2-00654)