Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00683 presentata da SARACA GIANFRANCO (FORZA ITALIA) in data 19971001
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'interno con incarico per il coordinamento della protezione civile, dei lavori pubblici, dei beni culturali ed ambientali, per sapere - premesso che: il forte terremoto che ha colpito vaste zone dell'Umbria e delle Marche e che ha determinato dolorose perdite di vite umane e danni gravissimi al patrimonio abitativo ed artistico-culturale ha evidenziato ancora una volta l'assenza di adeguata prevenzione antisismica in aree che, da sempre, sono soggette a terremoti frequenti e che, per tale ragione, dovrebbero essere oggetto di prescrizioni edilizie ben precise non solo per le nuove costruzioni, ma anche per il patrimonio edilizio preesistente; in particolare e' risultata del tutto assente una politica di salvaguardia antisismica di tutto l'immenso patrimonio artistico-culturale umbro-marchigiano che rappresenta un valore non solo per il nostro Paese, ma per il mondo intero, in quanto testimonia un passaggio fondamentale dell'evoluzione artistico-culturale dell'occidente; ci sono stati evidenti errori e leggerezze nella valutazione del rischio sismico residuo dopo la prima scossa, i quali rappresentano quantomeno una concausa di nuovi lutti con riferimento soprattutto ai quattro morti nella Basilica superiore di San Francesco; si sono verificati finora gravi ritardi e notevoli sfasature nell'opera di soccorso e, soprattutto, di assistenza ai numerosissimi senza tetto che hanno lasciato in sostanza senza assistenza gli abitanti di molti piccoli centri di montagna dove - e' bene ricordarlo - si sono verificati i maggiori danni e dove molte piccole frazioni e molti casolari isolati sono stati letteralmente rasi al suolo -: in quali tempi si conti di fornire un ricovero adeguato a tutti i senza tetto, tenendo conto che gli alloggi di fortuna e le strutture mobili non possono essere collocati ad eccessiva distanza dai centri distrutti; quando si concludera' la verifica della stabilita' degli alloggi lesionati in modo da consentire il rientro nelle case in buone condizioni a tutti coloro che se ne sono allontanati; quali siano le interferenze politiche che hanno portato a distorsioni nella distribuzione dei primi soccorsi; perche' non sia stato fornito un adeguato presidio di forza pubblica a tutti i centri, specie di montagna, al fine di garantire assistenza, informazioni e collegamenti alla popolazione sparsa e per fornire prevenzione contro eventuali episodi di sciacallaggio; come si intenda operare per venire incontro alle molteplici esigenze delle popolazioni duramente colpite, evitando che l'assistenza si trasformi in assistenzialismo e calibrando gli interventi in relazione sia ai danni effettivamente subiti, sia alle perdite di reddito conseguenti a tali danni, il tutto nei tempi piu' stretti possibili al fine di sanare rapidamente la grave ferita inferta dal sisma al tessuto civile, economico e culturale di questa parte del Paese; se, in questa prima fase di emergenza, sia stato predisposto dalla protezione civile e sia operante un piano logistico di aiuto e assistenza civile e sanitaria adeguato per le persone portatrici di handicap e se sia stata organizzata un'azione di coordinamento con le associazioni di volontariato operanti nel settore. (2-00683)