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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00689 presentata da TATARELLA GIUSEPPE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19971001

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere - premesso che: la comunita' nazionale e' di fronte agli enormi problemi derivanti dall'eccezionale serie di terremoti che hanno colpito - e a tutt'oggi essi risultano apparentemente non esauriti - gran parte del territorio dell'Umbria e delle Marche, provocando morti e feriti, devastazione di un'altissima percentuale di abitazioni, abbattimento e compromissione di monumenti preziosi e di edifici pubblici, blocco e compromissione di attivita' economiche, danneggiamento di infrastrutture di servizi pubblici, si' da configurare una autentica calamita' nazionale e una emergenza che ha prostrato tante popolazioni e turbato profondamente la migliore sensibilita' dell'opinione pubblica, purtroppo non per la prima volta a contatto con sciagure siffatte, cio' che vale specificamente anche per le aree oggi funestate (se e' vero che l'intera Valnerina umbro-marchigiana ha sofferto per anni i postumi di piu' devastazioni sismiche e, piu' di recente, l'area che ha epicentro in Massa Martana ha avuto un'altrettanta dura esperienza, trovandosi ora nel pieno dei complessi problemi della ricostruzione); in cosi' tristi frangenti, e particolarmente nella fase acuta dell'emergenza, devono prevalere su ogni altro i sentimenti della vera, fraterna solidarieta' e - da parte di tutti - la massima tensione delle energie morali, fisiche, organizzative, finalizzata al soccorso alle comunita' sinistrate, al lenimento delle loro sofferenze, al rapido accertamento delle conseguenze dell'evento, all'altrettanto rapido concreto avvio delle procedure di effettiva ricostruzione per il ritorno alla serena normalita'; non di meno e' doveroso l'accertamento rigoroso e trasparente delle responsabilita', nonche' l'analisi di carenze, omissioni ed errori, anche al fine di rimediarvi e di scongiurarne la ripetizione, oltre che di scindere opportunamente le posizioni di chi abbia ben operato da quelle di chi merita l'attribuzione di responsabilita' negative; si e' avuta la sgradevole sorpresa di ascoltare intempestive, incaute, quando non addirittura provocatorie, dichiarazioni di esponenti politici del Governo e della maggioranza parlamentare che hanno evocato responsabilita' altrui quando elementare sensibilita' avrebbe dovuto loro consigliare un severo esame di coscienza sul ruolo proprio e di altri esponenti di rilievo dello stesso schieramento di maggioranza governativa; la popolazione sapra' meglio di chiunque altro giudicare e valutare, mentre al momento chiede e si aspetta che ogni risorsa ed impegno necessari vengano destinati senza il minimo ritardo al superamento dell'emergenza e alla ricostruzione -: quale sia, analiticamente, il quadro della situazione accertato dal Governo e dalle sue articolazioni locali, riguardo al patrimonio edilizio pubblico e privato, alle famiglie rimaste prive di agibile abitazione, alla continuita' dei servizi pubblici, all'esercizio delle attivita' produttive e commerciali; quale sia stato, quantitativamente e qualitativamente, l'afflusso di personale e strumenti di primo soccorso e ricovero delle persone; chi l'abbia organizzato e guidato per conto del Governo, considerata la situazione di generalizzata confusione e accentuato ritardo che ciascuno ha avuto modo di constatare in gran parte delle realta' colpite; con quali parametri e criteri siano state valutate le esigenze, atteso che vengono lamentate, ancora dopo diversi giorni dall'esplosione del fenomeno, gravi carenze, ingiustificabili inadeguatezze, disuguali distribuzioni, con caratteristiche peggiori di quelle riscontrate in precedenti, analoghe, tristi circostanze; quale sia la qualita' dei materiali impiegati, atteso che di buona parte di essi viene lamentata e denunciata la scadente consistenza e perfino condizione d'uso, quale sia stato e sia il grado di coordinamento, e la relativa efficacia tra Governo, struttura della protezione civile, organi di governo locali, tra di loro, nonche' dei medesimi con le amministrazioni dei comuni, atteso che l'impressione di marcato scollamento e' quella che purtroppo predomina e compromette anche l'impegno ammirevole di tanti volontari, singoli o associati, nonche' gli sforzi davvero commoventi dei terremotati stessi per organizzarsi di fronte alla sventura; se risponda al vero che autorita' di vario livello governativo abbiano disincentivato la partecipazione dei reparti delle forze armate all'opera di soccorso e di allestimento di strutture di ricovero, servizi annessi e vigilanza; se risponda al vero che esponenti parlamentari di area governativa si siano, di fatto, assunto un compito direttivo e coordinativo degli interventi, anche all'interno di strutture ufficiali, su mandato di chi, e con quali risultati; se risponda al vero che esponenti del Governo, invece di assumersi pubblicamente le proprie responsabilita' ed ammettere le proprie imprevidenze, disorganizzazioni ed inefficienze, si siano abbandonati a giudizi superficiali e polemici verso altri livelli di rappresentanza e di governo locale; perche' mai, pur avendo dovuto prendere atto che fenomeni sismici importanti sono in atto da tempo nelle zone interessate, e in modo particolare in tempi recentissimi anche in aree montane ora direttamente coinvolte, il Governo non si sia sentito in dovere di attivare misure prudenziali in vista di deprecati, quanto probabili, nuovi frangenti d'emergenza; in base a quali elementi, dopo che nella notte di giovedi' 25 settembre 1997 era avvenuta una prima serie di violente scosse telluriche, con un gia' pesante bilancio, si sia assistito ad una improvvisa campagna di tranquillizzazione delle comunita' locali, rivelatasi poi concausa di imprevidenze e aggravamento di danni alle persone e alle cose; quale consistenza abbiano le polemiche incrociate tra Governo, prefetture, organizzazioni di soccorso, regioni, forze dell'ordine, spesso ad ingeneroso carico di queste ultime, sui sistemi operativi in atto; e perche', se hanno aspetti fondati, questi stessi non siano stati oggetto di analisi e di razionalizzazione; quali sia l'entita' dei mezzi economici che il Governo intende destinare, a parte i 56 miliardi per i primi soccorsi, al pronto avvio della ricostruzione, essendo gia' vistosa l'inadeguatezza di quelli che sono stati annunciati come allocabili nel disegno di legge finanziaria, ed anche al precipuo fine di evitare che si riproducano "calvari" multiennali, come quelli che troppe popolazioni hanno dovuto subire e che oggi non sono francamente piu' tollerabili, se il Governo non ritenga di dar luogo ad una immediata iniziativa normativa speciale che renda piu' mirati, prontamente impiegabili e piu' chiaramente verificabili, gli interventi; a quali livelli politici e amministrativi si intenda attribuire la gestione dell'opera di ricostruzione, atteso che gia' circolano non tranquillizzanti segnali secondo cui proprio le comunita' locali, piu' consapevoli delle specifiche esigenze, ne verrebbero escluse; quali misure siano concretamente previste per accordare agli abitanti delle zone colpite incisivi e prolungati esoneri e sgravi d'ordine fiscale, nonche' per intervenire immediatamente a sostegno delle attivita' economico-produttive, senza il riavvio delle quali ogni ripresa della vita e' impossibile ed impensabile; quale sia lo stato della ricognizione degli immani danni subiti dal patrimonio monumentale e artistico; se sia vero che nel contesto dei primi interventi sono stati addirittura prodotti danni aggiuntivi per imprevidenze direttive e inadeguatezze esecutive; quali mezzi economici il Governo preveda di destinare specificatamente ai beni culturali, artistici e monumentali dell'Umbria e delle Marche, compromessi dal sisma; quali precise garanzie possa il Governo dare sul fatto che questa nuova, cosi' vasta sciagura, con le grandi necessita' che innesca non sottrarra' risorse e interventi ricostruttivi ad altre piu' circoscritte realta' (valga, come esempio, il gia' ricordato caso di Massa Martana), che hanno gia' subi'to gravi danni da terremoto e non hanno ancora certezza di mezzi adeguati; infine - circostanza evidenziata per ultimo per la sua preminente rilevanza di natura morale e civile - indagini amministrative siano in corso circa ogni configurabile responsabilita' per la morte dei cittadini, dei tecnici, dei religiosi, circostanza che rende ancora piu' doloroso ed inquietante l'insieme degli angoscianti interrogativi che in ciascuno vengono suscitati dalla sequenza dei drammatici avvenimenti esposti. (2-00689)





 
Cronologia
martedì 30 settembre
  • Politica, cultura e società
    I parlamentari di Rifondazione comunista, in contrasto con la politica economica del Governo, annunciano il loro voto contrario alla legge finanziaria per il 1998.

giovedì 2 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I Ministri degli Affari esteri dei quindici Stati membri dell'Unione europea firmano il trattato di Amsterdam.