Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00693 presentata da GIANNATTASIO PIETRO (FORZA ITALIA) in data 19971001
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed i Ministri dell'interno con incarico per il coordinamento della protezione civile, dei lavori pubblici e della difesa, per sapere - premesso che: il terremoto verificatosi in Umbria e nelle Marche, con scosse di rilevanti intensita', nella notte tra giovedi' 25 e venerdi' 26 settembre e nella mattina di venerdi' 26 settembre 1997, era stato preceduto da varie avvisaglie di natura sismica e continua ad essere seguito da leggere scosse di assestamento; il dottor Barberi, lamenta la mancata elaborazione, da parte dei sindaci della zona, della pianificazione di emergenza relativa agli eventi sismici, ammettendo, peraltro, che le direttive in proposito risalgono al 1987 e nonostante siano state reiterate ogni anno, non hanno mai trovato esecuzione; gli interventi a favore delle popolazioni dell'alta valle del Chienti, del Potenza e del Musone, stanno giungendo in ritardo e, soprattutto, si limitano a visite di personale tecnico che non attengono all'immediata fornitura di un tetto "sia pure di stoffa", ma realizzano l'atavico sogno del burocrate che intende mettersi a posto l'anima e la coscienza con le "carte"; gli abitanti dei paesi della comunita' montana delle Marche (provincia di Ancona e Macerata), hanno avuto quasi tutti le case lesionate, per non parlare di quelli che le hanno avute distrutte, e che sono terrorizzati dal passare la notte in queste abitazioni insicure; in dette localita', ormai, di notte si giunge a temperature molto basse e non e' da illudersi che l'alta pressione eviti l'avvento delle piogge autunnali; l'Umbria e le Marche sono le due uniche regioni che non godono ancora di una autostrada che le colleghi col Tirreno, ed in particolare con la capitale, mentre l'Abruzzo e' attraversata da ben due autostrade e cosi' e' collegata l'Emilia-Romagna con Roma e cosi' le Puglie con la Campania; la zona in questione e' completamente sguarnita di presidi militari che possano intervenire con uomini, materiali e mezzi, per portare soccorso alle popolazioni, come attuato egregiamente in passato in tutte le regioni italiane colpite da calamita' naturali; esiste, in prossimita' dell'aeroporto di Falconara, un consistente deposito di roulotte di proprieta' della protezione civile -: perche', in dieci anni di attesa, il Ministero dell'interno con incarico per il coordinamento della protezione civile non abbia svolto un'azione ispettiva di collaborazione e controllo nei confronti dei sindaci inadempienti nella pianificazione delle misure di prevenzione sismiche; per quale ragione i prefetti delle province in esame si limitino, quando va bene, ad effettuare ricognizioni con l'elicottero, dall'alto, e non scendano tra le popolazioni a rendersi conto dei loro bisogni ed a portare la parola del Governo ai cittadini, pur potendo utilizzare l'atterraggio ed il decollo verticale degli elicotteri; che cosa aspetti il Ministro della difesa ad emanare disposizioni affinche' i giovani di leva, chiamati in questo mese, siano rinviati per il servizio militare a tempi migliori e quanti gia' in servizio, siano inviati in licenza straordinaria presso i loro paesi; perche' il Ministro della difesa, che sta ristrutturando l'intero esercito, non si renda conto che ormai e' inutile presidiare la soglia di Gorizia e tenere approntate sei brigate su tredici, tra le quali tre brigate alpine, a nord del Po, mentre sarebbe giunta l'ora di realizzare la presenza istituzionale delle Forze armate su tutto lo "stivale" e, in particolare, schierare una delle tre brigate alpine, proprio sull'Appennino abruzzese-marchigiano dove il reclutamento alpino ha tradizioni antiche e di valore; se non sia giunto il momento di costituire, senza attendere ulteriormente, un commissario straordinario che piloti, ma soprattutto coordini gli interventi sui due versanti dell'Appennino umbro-marchigiano, notoriamente separati per la carenza di vie di comunicazione mai realizzate per interessi politici o per incapacita' politica decisionale. (2-00693)