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Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00696 presentata da CALZAVARA FABIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19971001

I sottoscritti chiedono di interpellare i Ministri delle finanze, di grazia e giustizia e della difesa, per sapere - premesso che: il giorno 4 settembre 1997, sui quotidiani Il Gazzettino e La Tribuna, e' apparsa la notizia che il procuratore capo di Treviso stava valutando l'esposto del maresciallo della Guardia di finanza - Oscar D'Agostino - al fine di stabilire se fosse il caso di avviare un'inchiesta penale sulle procedure di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica riservati alle forze dell'ordine; lo stesso procuratore capo, in alcune dichiarazioni rilasciate a Il Gazzettino ed alla Tribuna di Treviso, ed in particolare in quella rilasciata a quest'ultimo quotidiano il 5 settembre 1997, ha affermato, al riguardo dell'esposto presentato dal D'Agostino, "di non aver avviato al riguardo alcuna inchiesta, riservandosi di proporre l'archiviazione del fascicolo, o la richiesta di ulteriore documentazione necessaria"; il prefetto di Treviso, sempre in dichiarazioni rilasciate agli organi d'informazione, ha ammesso che nelle procedure concorsuali vi sarebbero stati dei vizi che hanno inficiato la regolarita' del concorso stesso, al punto che, a seguito del ricorso del maresciallo D'Agostino, avrebbe avviato un procedimento disciplinare nei confronti del funzionario incaricato, nonche' avrebbe sospeso la validita' della graduatoria, provvedendo, altresi', a modificarla con l'esclusione dal concorso, ovvero con la modifica dei punteggi di merito, della gran parte dei concorrenti; dalle suindicate fonti giornalistiche risulta inoltre che: il maresciallo Oscar D'Agostino ha inviato un esposto all'Ufficio della procura di Treviso gia' il 24 aprile 1997 a mezzo del servizio postale. Tale esposto, consistente in circa 50 pagine dattiloscritte, e' stato ricevuto dalla procura il 28 dello stesso mese ed archiviato il successivo giorno 29 come "atti non costituenti notizie di reato", omettendo tra l'altro di informare l'interessato, disattendendo in tal modo quanto stabilito dal codice di procedura penale (secondo comma dell'articolo 408); prima ancora che il D'Agostino venisse a conoscenza dell'archiviazione dell'esposto, questi, il 12 maggio 1997, inviava ulteriore documentazione e, nella circostanza, provvedeva anche a meglio qualificare giuridicamente, sia pure in astratto, quelle che a prima vista sembravano le violazioni commesse solo a seguito di cio': in data 19 maggio 1997 il dottor Giuseppe Candiani - procuratore capo di Treviso - apriva un fascicolo come "atti relativi all'esposto di Oscar D'Agostino", e tra l'altro il giorno stesso in cui rilasciava alla tribuna di Treviso le dichiarazioni sopra riportate aveva gia' inviato al Gip la richiesta di archiviazione; agli atti del fascicolo non risulta siano state fatte particolari indagini, ne' tantomeno che siano mai stati assunti a testimoniare sia il ragionier Francesco Bruni che, nel rispondere agli addebiti disciplinari contestatigli, si sarebbe assunto la responsabilita' di aver attribuito al capitano Stefano de Braco un punteggio superiore, sia il comandante del gruppo della Guardia di finanza che, in violazione di quanto disposto nel bando di concorso, avrebbe omesso di redigere la graduatoria provvisoria che, qualora redatta, non avrebbe certamente consentito al ragionier Bruni di incorrere in un "errore" cosi' vistoso; nel richiamato fascicolo non risulta alcun segno di indagini al riguardo dell'altro reato ipotizzato dal D'Agostino (falso ideologico) atteso che tutti i pubblici ufficiali, nella trasmissione delle istanze dei concorrenti, avevano affermato di aver verificato la completezza e corrispondenza sia della documentazione prodotta sia dei punteggi attribuiti; il capitano Stefano de Braco, all'atto in cui ordina di affiggere all'albo la graduatoria e, quindi, quando acquista conoscenza del fatto che risulta vincitore di concorso solo ed esclusivamente in funzione di un punteggio erroneamente attribuitogli, forse dimentico di quelle che sono le sue funzioni, delle sue prerogative, del suo onore, non ha provveduto ad informare i diretti superiori ovvero la prefettura dell'errore, diventando egli stesso veicolo e causa dell'esposto presentato e, quindi, del successivo discredito apportato al corpo di appartenenza a seguito degli articoli pubblicati dalla stampa locale; lo stesso tenente colonnello Stefano Grassi, nella circostanza, ha dimostrato di non saper esercitare la dovuta vigilanza, ne' tantomeno ha saputo dimostrare di essere all'altezza del delicato ruolo rivestito (comandante provinciale di un reparto della Guardia di finanza) allorquando, forse dimenticandosi di aver curato la pratica relativa all'autorizzazione a contrarre matrimonio dell'ufficiale a lui subalterno (capitano Stefano de Braco), successivamente all'atto della pubblicazione delle graduatorie (pratica che egli stesso "vista", dando disposizione di affiggerla agli albi dei reparti dipendenti) non si avvede che il punteggio attribuito a quest'ultimo e' viziato da un errore palese, avendo questi contratto matrimonio ben tre mesi dopo il trasferimento alla sede di Treviso -: se non si intenda disporre - ove le circostanze riportate dalla stampa fossero confermate - l'avvio di un procedimento disciplinare sia nei confronti del capitano Stefano de Braco sia nei confronti del tenente colonnello Stefano Grassi, il primo per quel che all'interpellante pare essere, sulla base di quanto esposto, una carenza di qualita' morali, il secondo perche' avrebbe dimostrato altrettante carenze dal punto di vista professionale, non essendosi attivato per trasmettere al proprio subalterno l'importanza della scrupolosa osservanza dei valori propri dei militari, quali l'onesta' ed il senso del dovere, valori tanto piu' importanti proprio nel momento in cui la Guardia di finanza appare sempre piu' spesso in episodi di cronaca giudiziaria e non certo in termini positivi; se non si intenda provvedere - sempreche' risultassero confermate le circostanze riportate dalla stampa - all'avvicendamento dei due ufficiali, atteso che il loro prestigio ed il relativo ascendente nei confronti sia dei militari subordinati sia dei contribuenti appare definitivamente compromesso alla luce dell'episodio oggetto della presente interpellanza; se non si intenda avviare analogo procedimento disciplinare nei confronti del prefetto, atteso che al di la' di quella che e' stata l'evoluzione della vicenda, non avrebbe dimostrato di saper gestire una situazione oggettivamente viziata da numerosissime inadempienze concorsuali, situazione che avrebbe dovuto portare, in modo naturale, all'annullamento del concorso e all'indizione dello stesso ex novo: e' deprimente constatare che, al di la' delle contestazioni disciplinari nei confronti di un funzionario, questa vicenda si sia conclusa senza che sia stato individuato alcun responsabile dei numerosi disservizi. (2-00696)

 
Cronologia
martedì 30 settembre
  • Politica, cultura e società
    I parlamentari di Rifondazione comunista, in contrasto con la politica economica del Governo, annunciano il loro voto contrario alla legge finanziaria per il 1998.

giovedì 2 ottobre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    I Ministri degli Affari esteri dei quindici Stati membri dell'Unione europea firmano il trattato di Amsterdam.