Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00702 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19971007
I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che: il terremoto che ha colpito di recente le regioni Umbria e Marche ha evidenziato una disfunzione per quanto riguarda la prevenzione e il coordinamento tra amministrazioni centrali e amministrazioni locali; gli interpellanti attraverso appositi atti di sindacato ispettivo, ai quali non e' stata data alcuna risposta (come, ad esempio, all'interpellanza n. 2-00272 del 31 ottobre 1996), avevano richiamato l'attenzione del Governo sulle esigenze di porre in essere una strategia politica della protezione civile nel rispetto anche delle decisioni adottate alla conferenza mondiale di Yokohama (Onu 1994), dove sono state accolte tre proposte della delegazione italiana tra cui quella di integrare l'intervento finanziario dello Stato (stimato sulla scala mondiale in cinquantamila miliardi di lire per anno - per l'Italia si e' trattato di duecentomila miliardi di lire in venti anni - secondo le stime del Ministro dell'interno) con un sistema di assicurazione e di riassicurazione obbligatorio, al duplice scopo: a) di migliorare prioritariamente la tutela delle strutture monumentali, artistiche, sanitarie ed ambientali essenziali per la civilta' del Paese e la vita della comunita'; b) incentivare la predisposizione della prevenzione (come funzione e come missione fondamentale dello Stato e della societa' civile) in ossequio al principio che prevenire e' essenziale almeno quanto il soccorrere nell'emergenza e che una incessante prevenzione riduce i rischi e gli effetti letali delle catastrofi naturali; occorre richiamarsi alle linee di intervento decise alla conferenza Onu di Rio de Janeiro, che ha approvato il piano d'azione denominato Agenda XXI secolo per lo sviluppo sostenibile, nel quale campeggia il tema della "promozione della pianificazione della prevenzione per la difesa degli insediamenti umani delle zone soggette a catastrofi naturali" e che, a questo riguardo, rimanda alla risoluzione n. 44/236 dell'assemblea generale gia' ricordata; disposizioni della legislazione italiana (difesa antisismica, del suolo, del mare, dell'ambiente, eccetera) pongono a carico delle amministrazioni centrali dello Stato (coordinate con le regioni) l'esercizio della prevenzione nei settori di interesse (lavori pubblici, trasporti e navigazione, beni culturali e ambiente, ambiente, difesa, sanita', interno) anche mediante l'impiego dei servizi tecnici dello Stato (idrologico, sismico, geologico, vulcanologico) e di quelli militari (geografico idrografico, meteorologico, valanghe, eccetera) -: se il Governo, riconoscendo il valore assoluto del principio che l'ottimizzazione dei soccorsi, in caso di emergenza, e' condizionata da una pregressa attivazione di un sistema di prevenzione-previsione, intenda concentrare la sua attenzione sulla predisposizione di una politica e di una strategia della prevenzione, istituendo - come prima misura - sotto la specifica responsabilita' della Presidenza del Consiglio, il coordinamento delle molteplici amministrazioni centrali, che per legge sono impegnate nella riduzione dei rischi nei settori di competenza (leggi per la difesa del suolo, del mare, dell'ambiente, delle aree protette, delle aree urbane, eccetera), e delle regioni, provvedendo fin da subito ad unire le risorse culturali, scientifiche, professionali ed operative di cui il nostro Paese abbondantemente dispone; se il Governo concepisca che, nel caso suddetto, non si tratta di una operazione meramente amministrativa o tecnica, bensi' - come nel caso del rischio sismico - di far decollare una politica innovativa che punti a promuovere: a) il coordinamento durevole delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, non previsto - sotto questo profilo - dalla legge n. 225 del 1992, ma certamente deducibile dai principi ispiratori di tale legge e dalle ricordate linee guida definite con le convenzioni e con i trattati internazionali; b) la messa in opera di programmi da rendere operanti nelle diverse aree a rischio del territorio nazionale, secondo un piano nazionale di previsione-prevenzione in continuo aggiornamento; c) la tassativa sollecitazione, nei confronti delle amministrazioni centrali e periferiche destinatarie, della attivazione di progetti specifici finalizzati: alla ricognizione dello stato delle infrastrutture e degli immobili, cominciando da quelli di servizio per la comunita' ed afferenti al patrimonio monumentale, artistico e religioso del Paese; alla anticipata realizzazione di interventi di risanamento e di ristrutturazione che presentino caratteri di assoluta urgenza; alla informazione ed alla formazione della consapevolezza dell'autodifesa da parte del pubblico e degli apparati dello Stato; alla diramazione di prescrizioni operative alle autorita' civili responsabili ed a quelle cui sono affidate l'amministrazione e la sicurezza degli immobili, delle infrastrutture e di quanto altro abbia attinenza alla riduzione dei rischi di calamita' e di disastri; se il Governo riconosca che l'attuazione della descritta politica di prevenzione richiede di ristrutturare lo stesso intervento finanziario dello Stato che - secondo quanto previsto in diverse proposte di legge, rimaste purtroppo senza seguito - dovrebbe essere regolato mediante l'istituzione di un fondo nazionale di solidarieta', destinato alla prevenzione ed al soccorso, integrato obbligatoriamente con un sistema di assicurazione che imponga allo Stato stesso ed ai cittadini la responsabilita' di mantenere vigile e serena la consapevolezza di dover essere sempre pronti a fare fronte alla minaccia di calamita'; se, specie dopo gli ultimi eventi sismici in Umbria e nelle Marche, il Governo intenda prendere in maggiore considerazione, in sede parlamentare ed in collaborazione con le Camere - al fine di trarre ogni utile indicazione - le linee individuate, nelle precedenti legislature, da apposite iniziative legislative (gli interpellanti si riferiscono in particolare al disegno di legge Golfari n. 1164 - Senato - X legislatura, ed ad altre per un piano di ristrutturazione antisismica del territorio nazionale, nonche' richiamate dalla mozione conclusiva della inchiesta sul terremoto in Irpinia; se il Governo, oltre a disporre l'erogazione di mezzi finanziari per il primo soccorso, intenda finalizzare gli investimenti eventualmente destinati alla ricostruzione, alla ristrutturazione, alla rimessa in opera delle attivita' produttive, all'avvio della organizzazione della prevenzione, compiendo i primi opportuni interventi. (2-00702)