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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00701 presentata da TASSONE MARIO (MISTO) in data 19971007

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro del tesoro, per sapere - premesso che: i fondi strutturali dell'Unione europea avrebbero dovuto produrre risultati utili per la programmazione dello sviluppo delle aree depresse del Mezzogiorno d'Italia; dai dati rilevati dal ministero del tesoro (IGFOR), al 30 giugno 1997 tali risorse risultano scarsamente utilizzate in molte regioni, in particolare per i programmi relativi a risorse idriche, turismo, ricerca e sviluppo, infrastrutture stradali ed assistenza tecnica; i programmi appaiono nel complesso vanificati e notevolmente ridimensionati nei loro originari contenuti economici piu' significativi. Ad esempio, non sembra giustificata l'utilizzazione delle risorse, oltre le previsioni, nel settore delle telecomunicazioni e dei trasporti ferroviari, mentre la localizzazione di moderne infrastrutture e servizi, tra loro complementari, dovrebbe essere realizzata in modo da garantirne una efficace ed equilibrata distribuzione nel territorio di tutte le regioni, come condizione generale per lo sviluppo; le politiche di coesione dell'Unione europea tendono infatti, come obiettivo primario, al riequilibrio socio-economico delle aree interessate e ad accrescere l'impatto occupazionale degli interventi finanziati dai fondi strutturali; da un'attenta lettura dei risultati al 30 giugno 1997 per impegni e spese relativi, al quadro comunitario di sostegno delle regioni di cui all'obiettivo 1 1994-1999, appare evidente che non risultano sfruttate a pieno le risorse disponibili a causa della ridotta capacita' della pubblica amministrazione centrale e regionale, che limita, di fatto, la possibilita' offerta dall'utilizzo dei fondi strutturali per contenere l'ampliarsi delle divergenze tra Nord e Sud d'Italia; i pesanti ritardi nell'attuazione dei programmi imponevano una tempestiva rimodulazione degli stessi con una riprogrammazione delle risorse finanziarie assegnate al quadro comunitario di sostegno, incentivando progetti ed interventi generatori di sviluppo e soprattutto di incremento dei livelli occupazionali; si e' invece preferito costruire una artificiosa "lista della spesa" per poter rendicontare opere di dubbia utilita' e certamente di scarso impatto socio-economico, gia' realizzate, a volte solo parzialmente, con finanziamento a valere su leggi nazionali e regionali; sono stati in sostanza privilegiati i cosiddetti "progetti di sponda", in gran parte recuperati negli archivi della ex Casmez tra le opere residuali di quello che fu definito "intervento a pioggia"; e' quindi evidente che i risultati esposti in termini di avanzamento dei programmi (22 per cento) sono frutto di un puro artifizio contabile per elevare i livelli di rendicontazione utili ai fini delle percentuali di impegno di spesa; se con questa operazione di trucco contabile si evita in tutto o in parte una decurtazione dei fondi comunitari assegnati all'Italia, per altro verso si deve registrare il fallimento o la vanificazione dei programmi diretti a colmare il divario socio-economico delle regioni "in ritardo di sviluppo"; e' di difficile comprensione come alle forze sociali possa essere giustificato il mancato conseguimento dei risultati che erano stati prefigurati in termini di sviluppo e occupazione e come alla rappresentanza della Commissione europea, per quanto benevola, una operazione puramente sostitutiva, possa garantire il rispetto del fondamentale principio dell'"addizionalita'" -: se, alla luce delle considerazioni su esposte, intendano verificare in concreto l'utilita', o almeno la funzionalita', delle pletoriche e dispendiose strutture dell'Amministrazione centrale dello Stato (cabina di regia - servizio per le politiche di coesione, eccetera) che, avendo la responsabilita' del coordinamento delle iniziative e degli adempimenti in materia di utilizzazione dei fondi strutturali, hanno prodotto tali negativi risultati. (2-00701)

 
Cronologia
lunedì 6 ottobre
  • Politica, cultura e società
    Dopo il fallimento del vertice tra Governo e Rifondazione comunista, che ha annunciato il proprio voto contrario al disegno di legge finanziaria, il Presidente della Repubblica Scalfaro ribadisce di essere contrario alle elezioni anticipate.

martedì 7 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Prodi interviene alla Camera e sottolinea la necessità dell'apporto di tutte le forze della maggioranza in vista dell'approvazione della legge finanziaria per il 1998. Nella seduta del 9 ottobre il gruppo di Rifondazione annuncia il voto contrario alle risoluzioni Sgarbi n. 6-00023 e Mussi ed altri n. 6-00025, pertanto il Presidente del Consiglio dichiara che si recherà dal Capo dello Stato per rassegnare le dimissioni.

martedì 14 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Dopo un comunicato della Presidenza del Consiglio che annuncia il superamento del dissenso con Rifondazione comunista, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro respinge le dimissioni del Governo e lo invita a presentarsi alle Camere.