Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00710 presentata da CALZAVARA FABIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19971009
I sottoscritti deputati, chiedono di interpellare i Ministri delle finanze, di grazia e giustizia e della difesa, per sapere - premesso che: il giorno 7 gennaio 1996, i maggiori quotidiani nazionali riportarono la notizia di una conferenza stampa tenuta a Milano dall'associazione Progetto democrazia in divisa, nella quale si resero pubbliche le seguenti vicende relative all'allora brigadiere della guardia di finanza Giuseppe Belcore: a) in relazione ad un'indagine della guardia di finanza che vedeva coinvolto il signor Grazia, sindaco del comune di Castelmaggiore (Bologna) in merito alla gestione di una discarica per lo smaltimento di rifiuti tossici, il pomeriggio del giorno 17 gennaio 1992, questi si sarebbe presentato nell'ufficio della sezione di polizia giudiziaria di Bologna, capitano Filippo Pesole, accompagnato da un maresciallo del corpo non appartenente alla stessa sezione della guardia di finanza. Lo stesso capitano Pesole avrebbe confermato al titolare di quella indagine, il maresciallo Giuseppe Belcore, di aver discusso col sindaco della vicenda oggetto d'inchiesta precisando, inoltre, che un alto ufficiale del corpo gli aveva chiesto di usare dei riguardi nei confronti dello stesso sindaco; b) al riguardo di una pratica relativa alle Ferrovie dello Stato, assegnata al maresciallo Belcore verso la meta' del 1992, il capitano Pesole avrebbe dato l'ordine di "chiuderla subito", redarguendo duramente il sottufficiale che non avrebbe dovuto annotare nel rapporto i risultati di una telefonata intercorsa tra il Belcore ed un funzionario delle Ferrovie dello Stato del compartimento di Ferrara che aveva fornito il nome di una persona che poteva riferire circostanze utili alle indagini sui presunti rapporti commerciali e/o professionali esistenti tra l'Ente e le mogli di alcuni suoi dirigenti. Nella consegna del predetto rapporto il capitano Pesole avrebbe comunicato al maresciallo Belcore che la pratica in questione era stata archiviata per ordine del pubblico ministero procedente. Tra l'altro non risulterebbe che tale rapporto sia stato allegato alla successiva relazione sull'esito dell'indagine; c) in relazione a un'indagine riguardante le anomalie in un concorso all'universita' di Bologna nonostante il maresciallo Belcore avesse riferito al capitano Pesole che un dirigente dell'Universita' aveva cose importanti da dire in merito, il capitano gli avrebbe ordinato di non assumere alcuna informazione da quello e solo allora gli comunico' che la pratica era archiviata per ordine del pubblico ministero; d) relativamente ad un'altra pratica che vedeva indagato, tra gli altri, un bolognese influente, per reati contro la pubblica amministrazione (accertamenti su appalti e commesse a vari ministeri), il capitano Filippo Pesole avrebbe impartito i seguenti ordini: non verbalizzare le precisazioni di un indagato che dimostrava di collaborare e che aveva rivelato l'esistenza di una presunta "talpa" nella guardia di finanza, la quale informava l'indagato sopraccitato sullo sviluppo delle indagini (a riguardo, come confermato dal capitano Pesole, esiste la registrazione della deposizione); non fare domande allo stesso indagato, in sede del medesimo verbale (giugno 1994), tendenti ad accertare i rapporti esistenti tra l'influente bolognese ed un dipendente della Sip addetto alle intercettazioni telefoniche (a questo proposito il capitano Pesole avrebbe asserito che "erano fesserie e che comunque non poteva mettersi contro queste persone" ed, inoltre, avrebbe affidato le pratiche inerenti solo pochi giorni prima che scadessero i termini per le indagini); e) in altra circostanza, alcuni anni fa, nel corso di un'attivita' di intercettazioni telefoniche nei confronti di una societa' sportiva il Bologna calcio, sarebbe stata registrata una telefonata nel corso della quale si sarebbe parlato di "andare a prendere un caffe' con l'ufficiale della guardia di finanza capitano Villanacci" che, all'epoca, lavorava presso il nucleo regionale Pt di Bologna, per parlare delle indagini in corso. Ascoltata la telefonata, i militari della sezione l'avrebbero subito riferita al capitano Pesole, il quale si sarebbe fatto consegnare le chiavi di servizio di un'auto di servizio, assicurandosi che a borgo ci fosse l'apparecchio lampeggiatore e la sirena, recandosi quindi presso il nucleo regionale della guardia di finanza per avvisare il collega ufficiale dell'intercettazione e facendo cosi' in modo che questi non fosse raggiunto da alcuna telefonata; f) il maresciallo Giuseppe Belcore, dopo aver denunciato mediante rapporto questi fatti, senza apparente e giustificato motivo nei primi giorni di luglio del 1995 sarebbe stato trasferito - per ordine e su richiesta dell'allora procuratore capo Gino Latini - dalla sezione di polizia giudiziaria - aliquota guardia di finanza - presso la procura del tribunale di Bologna, al nucleo regionale di polizia tributaria della stessa citta', oltre ad essere stato insultato dal suo superiore (il procedimento relativo a tale episodio fu addirittura archiviato dal Gip della procura militare della Repubblica del tribunale di La Spezia perche' l'insulto fu ritenuto non rilevante e non offensivo in quel contesto!), subendo un provvedimento punitivo, per di piu' senza avere alcuna possibilita' di dare spiegazioni, in violazione di ogni regola sul procedimento disciplinare; g) il contenuto dei rapporti del Belcore non e' mai stato accertato, non avendo la magistratura ritenuto necessario assumere le testimonianze dello stesso ufficiale; le uniche indagini penali, svolte dalla procura militare di La Spezia sul contenuto dei rapporti del sottufficiale, peraltro con modalita' e risultati che, eufemisticamente potremmo definire superficiali e che hanno riguardato aspetti secondari dell'intera vicenda, non si sono peraltro soffermate su quelle che erano le contestazioni piu' pesanti rivolte dal Belcore al suo superiore diretto; h) le indagini svolte dalla procura di Bologna e dalla procura militare di Torino su segnalazione - (argomento questo di non poco conto) dei comandi locali della guardia di finanza per i reati - sia comuni che militari - di diffamazione e calunnia, non hanno superato la fase delle indagini preliminari essendo risultate archiviate a seguito di richiesta avanzata dai rispettivi pubblici ministeri -: in ordine a quanto denunciato nei rapporti del Belcore e, nel caso in cui se ne ravvisassero gli estremi, se non intenda assumere le conseguenti doverose iniziative al fine dell'esercizio dell'azione penale; se non si ritenga di intervenire, esercitando i propri poteri ispettivi, sulla procura militare di La Spezia, la cui richiesta di archiviazione nei confronti del superiore del Belcore - capitano Filippo Pesole - non solo sembra prescindere dagli stessi fondamenti sia del diritto che della consolidata giurisprudenza in materia, bensi' sembra trascurare l'importanza della affermazione del principio del completo e corretto esercizio dell'azione penale, indipendentemente dal grado o dalla funzione rivestita; anche nei confronti di coloro che appartengono alle forze armate; se non si reputi opportuno e doveroso, qualora si condivida la dimostrata palese fedelta' alle istituzioni ed al giuramento prestato dal maresciallo Belcore, reintegrae il sottufficiale nell'incarico, restituendogli in tal modo sia la serenita' che l'onore. (2-00710)