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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01545 presentata da PEZZONI MARCO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19971009

Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: dal 24 settembre 1997 l'esercito turco ha superato il confine con il Kurdistan irakeno ed ha lanciato un'offensiva di grande rilievo, con 40-50mila uomini e centinaia di carri e blindati penetrati per una profondita' di 25-30 chilometri e su un fronte ampio 150-250 chilometri e con largo uso di aviazione impegnata in bombardamenti che hanno gia' costretto all'evacuazione, il 30 settembre 1997, l'intera popolazione di quattro villaggi di frontiera; l'operazione avvicina pericolosamente le truppe turche ai confini iraniano e irakeno, suscitando la reazione dei due Paesi che hanno minacciato ritorsioni militari, mentre la Siria risulta aver schierato lungo il suo confine divisioni corazzate per 5 mila uomini e una delle due principali milizie kurdo-irakene, il Puk, ha avvertito della sua netta contrarieta' alla presenza militare turca; l'offensiva, presentata come operazione "chirurgica" contro la guerriglia kurda, appare invece destinata a durare nel tempo e indirizzata al controllo militare di citta' capoluogo come Zakho e Dohuk, nelle quali secondo alcune fonti si sarebbero gia' attestati blindati turchi, ed all'occupazione o al controllo di parti importanti del territorio kurdo-irakeno; in particolare pericolo risultano i profughi kurdo-turchi in territorio irakeno, dei quali, secondo fonti kurde, settanta sarebbero gia' stati prelevati dalle milizie del Pdk di Barzani, alleate della Turchia, nel campo di Mukupli e consegnati all'esercito turco, mentre si e' stretto l'assedio del grande campo profughi di Ain Soufni (Ninowa), gia' segnalato dall'Unhcr e da una delegazione di Ong italiane per un urgente intervento di emergenza da parte del Governo italiano; l'invasione turca, effettuata in flagrante violazione del diritto internazionale, e' stata condannata dai governi irakeno, iraniano e siriano, dalla Lega araba, dai parlamenti russo e greco, e ultimamente anche dal governo francese; gia' l'analoga ma meno incisiva operazione militare lanciata dall'esercito turco nello scorso maggio-giugno aveva trovato una ferma condanna da parte delle istituzioni europee e del Segretario generale delle Nazioni Unite, ed anche il Governo italiano aveva invitato la Turchia a ritirare le truppe entro i propri confini; la situazione rischia di evolvere rapidamente in un conflitto internazionale e di coinvolgere massivamente profughi e popolazione civile, mettendo in serio pericolo gli equilibri mediorientali ed ogni prospettiva di pace e cooperazione nella regione -: se il Governo non ritenga di adottare le opportune iniziative diplomatiche perche' sia chiaramente condannata della violazione da parte turca del diritto internazionale e con un fermo invito a sospendere le operazioni e a ritirare le truppe, congelando, in caso contrario e con effetto immediato, ogni fornitura di armamenti e affini e ogni forma di assistenza e cooperazione militare con la Turchia, sollevando la questione anche in ambito Nato; se non ritenga opportuno, autonomamente o di concerto con altri Paesi europei, chiedere la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni unite; se, alla luce di quanto riportato e delle ripetute violazioni dei diritti fondamentali (attestate anche dalla violenta repressione dell'iniziativa pacifista del "Treno della pace" che ha coinvolto anche cittadini italiani, dall'arresto della dirigente dell'Hadep Selma Tarikoglu e di altri dirigenti dello stesso partito, e dalla recente ennesima condanna del Governo turco per tortura da parte della Corte europea per i diritti umani), non ritenga opportuno e urgente riferire al Parlamento sulla situazione in Turchia e nel Kurdistan turco e irakeno, sullo stato delle relazioni italo-turche e sul grado di avanzamento dell'ipotesi, affacciata un anno fa dallo stesso Ministro interrogato, in Parlamento, di un'iniziativa italiana per una Conferenza internazionale per la pace nel Kurdistan. (3-01545)

 
Cronologia
martedì 7 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Prodi interviene alla Camera e sottolinea la necessità dell'apporto di tutte le forze della maggioranza in vista dell'approvazione della legge finanziaria per il 1998. Nella seduta del 9 ottobre il gruppo di Rifondazione annuncia il voto contrario alle risoluzioni Sgarbi n. 6-00023 e Mussi ed altri n. 6-00025, pertanto il Presidente del Consiglio dichiara che si recherà dal Capo dello Stato per rassegnare le dimissioni.

martedì 14 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Dopo un comunicato della Presidenza del Consiglio che annuncia il superamento del dissenso con Rifondazione comunista, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro respinge le dimissioni del Governo e lo invita a presentarsi alle Camere.