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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00197 presentata da CALZAVARA FABIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19971009

La Camera, premesso che: la situazione politica nell'Algeria e' sempre tesa per i ben noti scontri tra il governo algerino ed i gruppi fondamentalisti islamici e a nulla sono sino ad ora valsi gli accorati appelli al dialogo formulati dalla societa' civile e dalla comunita' internazionale, a livello di singoli Stati, di Nazioni unite, di Unione europea; un intervento di forze multinazionali nel paese sotto l'egida delle Nazioni unite o dell'Unione europea, se volute dal governo algerino, pongono quesiti concernenti la sicurezza dei soldati in quell'area geografica e, conseguentemente, sull'opportunita' di un loro invio; la presenza di soldati di pace che possano essere oggetto di attentati non e' una scelta responsabile ed umanamente accettabile; certamente chiunque legga od ascolti le notizie provenienti dall'Algeria sente profondo orrore per le uccisioni, inumane per la loro cruenta ferocia, e vorrebbe poter fare qualche cosa per porre fine a questa barbarie. Note sono infatti le atroci uccisioni, innanzi anche ai loro familiari, di intellettuali, giornalisti, scrittori, o del fatto che gli abitanti di interi villaggi sono stati ad uno ad uno sgozzati, bambini compresi; e' pero' possibile che azioni, anche politiche umanitarie, dettate da un sincero desiderio di porre fine ad uccisioni ed a massacri, possano non dare i risultati sperati; interventi di mediazione da parte dei paesi occidentali vengono accolti non sempre positivamente: da una parte essi sono intesi come un'intrusione nella politica del governo di Algeri, da un'altra sono interpretati, secondo una formula ormai nota, come una intrusione con secondi fini del mondo occidentale, capitalista, conquistatore ed oppressore, nelle vite di quei popoli che loro hanno precedentemente sfruttato o depredato; sono presenti in Italia cellule e gruppi legati a gruppi di fondamentalisti islamici, Gia; questo pone rilevanti problemi legati alla sicurezza interna, problemi che aumenteranno con l'approvazione, qualora cio' avvenisse, del disegno di legge sulla disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero. Conseguentemente, e' da chiedersi se azioni risolute contro i barbari massacri possano avere dei contraccolpi in Italia; l'oscuramento che le autorita' algerine adottano pone problemi di reale comprensione di cio' che accade in Algeria: il governo afferma che tutte queste atrocita' sono state organizzate dai guerriglieri islamici che vogliono far regredire il paese a teocrazia illiberale; gli islamici dichiarano che molte di queste atrocita' sono state organizzate dal governo a fini politici; e' forte e sentita la preoccupazione di non permettere che prese di posizione della comunita' internazionale, ed in special modo dell'Unione europea e dei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, possano comportare come ritorsione un'esportazione degli scontri, come e' gia' accaduto per la Francia a partire dal 1995; l'Algeria ha affrontato una storia sofferta e irta di ostacoli da quando conquisto' l'indipendenza dalla Francia nel 1962: i tentativi di portare alla prosperita' il paese tra gli anni sessanta e settanta attraverso politiche economiche e sociali pianificate non hanno avuto successo ed hanno lasciato il paese dipendente, per il proprio sviluppo, dalle esportazioni di idrocarburi; peraltro la crisi dei prezzi degli idrocarburi dagli anni ottanta agli anni novanta ha provocato la chiusura di industrie e un considerevole debito estero; dal 1994 l'Algeria e' in una fase economica positiva grazie alla produzione di petrolio e di gas naturale; per il fabbisogno energetico della penisola italiana si importano annualmente dall'Algeria diciannove miliardi di metri cubi di gas, per cui tale paese risulta essere il primo fornitore di gas dell'Italia, ovvero un partner economico di indiscusso rilievo; i problemi che incoraggiano il fondamentalismo islamico sono numerosi e nascono soprattutto dalla situazione sociale precaria: elevata disoccupazione, mancanza di prodotti di vario genere, accuse di falsa democrazia al Governo, crisi di alloggi sia nelle citta' che nei centri minori, accuse al Governo di corruzione su vasta scala, che impediscono uno sviluppo economico e sociale; impegna il Governo: nel condannare la terribile situazione di violenza efferata che coinvolge cittadini inermi, ad effettuare un'approfondita indagine conoscitiva sull'Algeria, intesa come laboratorio di analisi per affrontare in modo efficace i rapporti tra paesi occidentali e paesi islamici, evidenziato che, nei rapporti elaborati dalle istituzioni o da centri studi qualificati - ad esempio, il centro militare di studi strategici del ministero della difesa -, e' posta in risalto la necessita' di interessarsi ai paesi del sud del Mediterraneo, al fine di evitare, prevenendole, situazioni di crisi pericolose per la stabilita' dell'area e per la sicurezza di tutti i paesi del bacino del Mediterraneo; a valutare, attraverso anche approfondite audizioni delle forze di polizia e della difesa, la presenza e la diffusione sul territorio di gruppi legati a movimenti fondamentalisti islamici, ad accertare le azioni di contrasto e monitoraggio effettuate dalle forze di Polizia, dai carabinieri e dalla Guardia di finanza in questo settore ed il motivo per cui gli appartenenti a questi gruppi hanno fatto ingresso e soggiornano nel paese; a verificare se la presenza di persone legate a questi gruppi rappresenti un reale pericolo, anche futuro, per il Paese o per gli altri paesi dell'Unione europea anche in considerazione dell'accordo di Schengen e, nel caso questo pericolo sussista, a provvedere alla loro immediata espulsione. (1-00197)

 
Cronologia
martedì 7 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Il Presidente del Consiglio Prodi interviene alla Camera e sottolinea la necessità dell'apporto di tutte le forze della maggioranza in vista dell'approvazione della legge finanziaria per il 1998. Nella seduta del 9 ottobre il gruppo di Rifondazione annuncia il voto contrario alle risoluzioni Sgarbi n. 6-00023 e Mussi ed altri n. 6-00025, pertanto il Presidente del Consiglio dichiara che si recherà dal Capo dello Stato per rassegnare le dimissioni.

martedì 14 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    Dopo un comunicato della Presidenza del Consiglio che annuncia il superamento del dissenso con Rifondazione comunista, il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro respinge le dimissioni del Governo e lo invita a presentarsi alle Camere.