Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00731 presentata da BIONDI ALFREDO (FORZA ITALIA) in data 19971021
Il sottoscritto chiede di interpellare i Ministri dell'interno e di grazia e giustizia, per sapere - premesso che: da notizie apparse sulla stampa ed attribuite ad importanti magistrati della procura di Palermo, si afferma che ci troviamo di fronte ad un fenomeno definito "Cosa Nostra due", con ramificazioni internazionali e che le stesse notizie sono state smentite dal procuratore della Repubblica di Caltanissetta; inoltre, e' stata sostenuta sulla stampa la singolare tesi secondo la quale la disponibilita' delle armi in uso ad alcuni pentiti dipenderebbe da una putativa legittima difesa dei collaboratori stessi -: come sia possibile che collaboratori soggetti a tutela, e percio' a sorveglianza, si organizzino individualmente o collettivamente per poter commettere omicidi proprio nelle zone di loro provenienza; da chi dipenda la omessa tutela e sorveglianza dei collaboratori deviati per effetto della quale gli stessi hanno acquisito la possibilita' di raccogliere armi, stabilire collegamenti tra loro, commettere delitti; a quale titolo e per quali motivazioni soggetti pluriomicidi, anziche' essere sorvegliati per la pericolosita' intrinseca alla loro attivita' delinquenziale, abbiano potuto godere di una liberta' di movimento e di azione da cui e' dipesa, quale ne sia la motivazione, la possibilita' e l'attuazione concreta di atti delittuosi; quali iniziative, anche di tipo ispettivo, intenda assumere per accertare per quale ragione l'autorita' inquirente, di fronte a questo sconvolgente comportamento di soggetti assurti a ruolo di collaboratori di giustizia, anziche' procedere alle necessarie verifiche con il rispetto del segreto investigativo, abbia ritenuto opportuno fornire a giorni alterni "spiegazioni", motivazioni e anche giustificazioni, creando, per la dissonanza quasi quotidiana di esse, sconcerto nella pubblica opinione; se non ritenga il Governo opportuno provvedere a fornire indicazioni precise sulle disfunzioni verificatesi, senza che vengano meno i doveri di riserbo e di imparzialita' propri della funzione giurisdizionale, anche nella fase inquirente. (2-00731)