Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00735 presentata da STAGNO D'ALCONTRES FRANCESCO (FORZA ITALIA) in data 19971022
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali, per sapere - premesso che: il Governo e la maggioranza parlamentare che lo sostiene perseverano nel mutare radicalmente, nel momento dell'attuazione delle politiche, quanto dichiarato nei propri programmi; a puro titolo di esempio, la legge 2 ottobre 1997, n. 334, ha statuito che ai Ministri e ai sottosegretari che non sono parlamentari venga corrisposta un'indennita' aggiuntiva pari a lire ventiquattro milioni lordi annui, maggiorati del trenta per cento, e integrati da un assegno corrispondente alla differenza con l'importo dell'indennita' parlamentare; la medesima legge dispone che il personale della Presidenza del Consiglio dei ministri della nona qualifica funzionale transiti, anche in soprannumero, nelle qualifiche ad esaurimento, ed assuma, pertanto, funzioni dirigenziali, con il relativo trattamento giuridico, a decorrere dal 27 settembre 1988, ed economico, dalla data di entrata in vigore della legge -: perche' i Ministri e i Sottosegretari, che non sono parlamentari, debbano percepire una retribuzione uguale a quella di coloro che, invece, si sono battuti per le loro idee, hanno ricevuto il mandato dal popolo e rappresentano la Nazione in Parlamento; perche' il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali non sia tutore del buon andamento dell'amministrazione, ma chieda la "disfunzione", blindata con legge, della pubblica amministrazione stessa, in spregio alle altre leggi di razionalizzazione del settore pubblico, che costituiscono anche principi fondamentali ai sensi dell'articolo 117 della Costituzione, ed ai quali, pertanto, si devono obbligatoriamente uniformare le regioni; perche' il Governo, di cui il Presidente del Consiglio dirige la politica generale ed e' responsabile, manifesti tanta pervicace ostinazione nel rimescolare le carte delle politiche proclamate di rigore e di razionalita' dell'azione dello Stato, quando si tratta di tradurle in atti concreti. (2-00735)