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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

RISOLUZIONE IN COMMISSIONE CONCLUSIVE DI DIBATTITO 8/00025 presentata da GUARINO ANDREA (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19971029

La Commissione XIV, esaminata, ai sensi dell'articolo 126-bis, comma 2, del regolamento, la relazione semestrale del Governo al Parlamento sulla partecipazione dell'Italia all'Unione europea e sul programma di attivita' della presidenza del Lussemburgo del Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea; acquisito il parere delle Commissioni II, III, VI, IX, e XIII sulla predetta relazione semestrale; ritenuto che la definizione e l'attuazione degli indirizzi di politica comunitaria e dell'Unione europea costituisce questione della piu' grande rilevanza per il Paese, in ragione della sua incidenza su tutta l'attivita' del Governo e dello stesso Parlamento, ed a seguito della consolidata volonta' della Nazione di partecipare, con rilievo appropriato e nel rispetto assoluto e fermo dei valori fondamentali della Costituzione, all'instaurazione ed allo sviluppo di legami sempre piu' stretti tra gli Stati membri dell'Unione; rilevata pertanto la necessita' di instaurare un rapporto stretto, continuo e consapevole tra il Governo ed il Parlamento in merito alla definizione ed all'attuazione di tali indirizzi, anche al fine di garantire il necessario coordinamento con tutte le altre azioni del Governo e del Parlamento; apprezzata la tempestivita' con la quale il Governo ha trasmesso la relazione semestrale al Parlamento; impegna il Governo 1) per quanto riguarda l'elaborazione della relazione semestrale ed il suo contenuto: a) a mantenere e consolidare la prassi di sottoporre la relazione non oltre i trenta giorni successivi alla scadenza di ciascun semestre di presidenza di turno di ciascuno degli Stati membri dell'Unione europea; b) ad approfondire, avvalendosi anche di rapporti da allegare alla relazione e da sottoporre al Parlamento contestualmente a quest'ultima, la descrizione dell'attivita' svolta dall'Unione e dalle sue istituzioni, e a riferire della posizione di volta in volta assunta dal Governo e delle relative motivazioni, delle ragioni che hanno condotto all'eventuale accoglimento o rigetto della posizione del Governo italiano e dell'impatto sulla linea politica, europea ed interna, del Governo e sull'assetto normativo italiano; c) a fornire una descrizione il piu' possibile completa ed esauriente del programma di attivita' di ciascuna presidenza il cui semestre di turno inizia al momento della redazione della relazione semestrale, precisando il calendario delle deliberazioni, anche di carattere straordinario, degli organi dell'Unione e delle Comunita' europee che ci si propone di effettuare ed il relativo ordine del giorno e formulando la propria valutazione in merito alle linee generali di tale programma ed ai singoli atti attraverso i quali esso dovra' trovare attuazione. 2) Per quel che riguarda la definizione degli indirizzi di politica comunitaria e dell'Unione europea: a) a comunicare alle competenti Commissioni parlamentari, contestualmente alla loro ricezione, le proposte di atti di competenza dell'Unione europea o delle Comunita' europee, anche se a carattere conoscitivo o di indirizzo, nonche' degli atti ad essi prodromici o modificativi degli stessi, al fine di raccogliere gli indirizzi parlamentari; b) a riferirsi, in sede di definizione della posizione del Governo in relazione a ciascuno di tali atti, agli indirizzi che il Parlamento avra' ritenuto di formulare; c) a tenere al corrente il Parlamento dell'iter decisionale delle deliberazioni degli organi dell'Unione europea e delle Comunita' europee, e a comunicarne l'esito; 3) Nel merito, a) relativamente al proposto allargamento dell'Unione europea ai Paesi dell'Europa Centrale e Orientale (PECO): (i) ad assumere posizione nel senso di richiedere l'avvio simultaneo dei negoziati con tutti i PECO, ferma restando la possibilita' di graduare temporalmente l'adesione di ciascun Paese candidato, con il suo accordo, in rapporto al concreto raggiungimento dei requisiti richiesti per l'ammissione nell'Unione, e vigilando che la definizione di tali requisiti avvenga sulla base di considerazioni di carattere obbiettivo; (ii) a mantenere ferma la posizione gia' formulata che subordina il consenso italiano all'allargamento dell'Unione all'adozione di appropriate riforme istituzionali che non solamente permettano il suo funzionamento con uno numero di Stati membri sensibilmente superiore a quanto originariamente preventivato ma che diano concreta attuazione ai principi formulati all'articolo A del Trattato di Unione europea e che si prefiggono la costituzione di un Unione effettivamente e direttamente rappresentativa delle volonta' dei cittadini e nella quale le decisioni siano prese il piu' vicino possibile ad essi; (iii) a richiedere l'adozione, contestualmente all'adesione dei PECO ed all'attuazione di ogni intervento di sostegno ad essa prodromica, di adeguate misure, anche di carattere finanziario, mirate a favorire e sviluppare le relazioni euromediterranee, assicurando che la ripartizione degli sforzi e delle risorse tra l'area centro orientale e nordica da un lato e l'area mediterranea dall'altro lato, sia congrua e adeguata al rilievo del bacino mediterraneo per lo sviluppo della stessa Unione; (iv) a dare pieno sviluppo al partenariato euromediterraneo con scadenze precise, non per una necessita' di tipo geografico, bensi' mirando alla pace e alla stabilita' dell'area mediterranea, alla garanzia della sicurezza per l'Unione, ad un maggiore scambio economico-politico-culturale che tenda a un piu' celere ed adeguato sviluppo dei paesi dai Balcani al Nord Africa; a promuovere quindi con determinazione piani specifici che includano: la realizzazione di istituzioni democratiche a tutti gli effetti, l'applicazione inequivocabile dello Stato di diritto, il rispetto dei diritti umani, il rispetto rigoroso delle frontiere, il rispetto degli accordi internazionali; promuovere infine la realizzazione, nel piu' breve tempo possibile, del Forum Parlamentare Mediterraneo. b) relativamente alla riforma istituzionale dell'Unione, fermi restando i principi richiamati al precedente punto (3)(a)(ii), ad intraprendere ogni opportuna azione al fine di: (i) giungere alla definizione ed all'adozione, nell'ambito delle prescrizioni istituzionali dell'Unione europea, di un meccanismo elettorale unico per il Parlamento europeo, al fine di assicurare la pari rappresentativita' democratica di tutti i suoi membri; (ii) sollecitare l'approfondimento di opportune forme di rinnovo parziale, nell'ambito della medesima legislatura, del Parlamento europeo al fine di assicurare la continuita' della corrispondenza della sua composizione alla volonta' dei rappresentati; (iii) razionalizzare e snellire le attuali procedure di adozione degii atti normativi comunitari, con l'estensione delle deliberazioni a maggioranza in seno al Consiglio, rafforzando il potere di emenda del Parlamento europeo e precisando il ruolo della Commissione in rapporto alla funzione di esecuzione degli atti normativi, anche attraverso appropriate modifiche alla decisione di cui all'articolo 145, terzo alinea, del trattato CE; (iv) consolidare la cooperazione istituzionale tra Commissione e Parlamento attraverso il rafforzamento del rapporto fiduciario, anche al fine di assicurare il piu' incisivo controllo parlamentare nei confronti dell'esecutivo comunitario; (v) assicurare la partecipazione del Parlamento alla definizione degli indirizzi dell'Unione relativamente al 20 e 30 pilastro del Trattato di Unione europea; (vi) promuovere il trasferimento delle politiche dell'Unione non ancora attribuiti al quadro istituzionale delle Comunita' europee non appena sara stata conseguita la piena attribuzione al Parlamento Europeo delle prerogative e delle funzioni indicate ai punti precedenti. (vii) a promuovere adeguate forme di decentramento delle amministrazioni comunitarie, al fine di dare concreta visibilita' al principio cardine che vuole l'Unione vicina ai cittadini; (viii) a porre, come condizione imprescindibile per l'appartenenza all'Unione, l'interdizione assoluta della soppressione della vita umana, anche come pena per i piu' gravi reati; c) relativamente all'Unione Monetaria: (i) ad informare compiutamente e tempestivamente le competenti commissioni parlamentari della misura in cui sono stati attuati gli indirizzi definiti nella risoluzione adottata dalla Commissione per le politiche dell'Unione europea il 29 aprile 1997 in merito alla determinazione delle sanzioni di natura economica ed al loro automatismo di applicazione, esponendo le ragioni di un eventuale non completo conseguimento degli obbiettivi definiti dalla risoluzione medesima; (ii) ad esporre compiutamente e tempestivamente alle competenti commissioni parlamentari la valutazione del Governo in ordine all'incidenza, sulle politiche di sostegno e di sviluppo dell'occupazione ed alla disponibilita' di adeguate risorse finanziarie per la loro concreta e fruttuosa attuazione, della necessita' di consolidare la tendenza alla riduzione del debito pubblico e di ricondurne l'ammontare complessivo a valori vicini al rapporto del 60 per cento con il PIL prescritto dai termini dell'UME; (iii) a preservare l'indipendenza della Banca centrale europea; d) relativamente alla politica dell'occupazione: (i) a vigilare affinche' i principi del trattato di Amsterdam in materia di lotta alla disoccupazione trovino concreta ed immediata esecuzione nell'azione delle Comunita' Europee, promuovendo e sostenendo la conclusione di un Patto per l'Occupazione che dia la dimostrazione visibile che l'impegno dell'Unione a favore dell'occupazione ha valenza equiordinata all'impegno alla stabilita' finanziaria; (ii) richiedendo che in sede di definizione di tutte le azioni comunitarie siano valutate con la piu' grande precisione le loro conseguenze sui livelli di occupazione, con particolare riferimento alla disoccupazione giovanile ed alle aree depresse della Comunita', e che siano adottati opportuni correttivi agli atti in via di deliberazione al fine di mitigarne le conseguenze negative sull'occupazione e di promuoverne invece lo sviluppo; (iii) a considerare fondamentali, pur nel realismo della necessita' di ottemperare alle prescrizioni in tema di stabilita' monetaria degli Stati membri, i risultati fin qui conseguiti in tema di protezione, economica e sociale, del lavoratore e della sua dignita' e liberta', promuovendo, fin dal Consiglio straordinario previsto per il 21 novembre venturo in Lussemburgo, un'armonizzazione del regime di tutela dei lavoratori che consolidi ed estenda a tutti gli Stati membri i risultati fin qui conseguiti in sede nazionale e consenta di conseguirne di ulteriori, rafforzando la centralita' del lavoro per la costruzione di un'Unione Europea effettivamente ed efficacemente al servizio dei suoi cittadini, ed anche allo scopo di evitare che le disparita' tra i regimi nazionali comportino, in concomitanza con la piena realizzazione del mercato unico europeo senza frontiere interne, l'insorgenza di fenomeni di vero e proprio "dumping" sociale; (iv) a promuovere la creazione di meccanismi giuridici che consentano alle Comunita' Europee di dotarsi di mezzi finanziari da impiegare in azioni a sostegno dell'occupazione. e) relativamente alla completa attuazione del mercato unico: (i) a dare tempestiva attuazione al "Piano d'Azione per il Mercato Unico" elaborato dalla Commissione ed approvato dal Consiglio Europeo di Amsterdam, promuovendo l'adozione degli atti ad esso consequenziali, e adottando, sul piano interno, appropriate misure di razionalizzazione e semplificazione della normativa incidente sull'attivita' delle imprese al fine di sostenere la loro competitivita', eliminare gli ostacoli che ancora si frappongono alla piena integrazione dei mercati nazionali, specialmente nel settore dei servizi, e permettere l'effettivo dispiegamento delle potenzialita' del mercato unico a beneficio dell'intera collettivita'; (ii) sempre al fine di permettere al mercato unico di dispiegare le sue potenzialita' anche in ambito nazionale, ad avviare nei tempi piu' brevi, in consultazione con il Parlamento, la revisione dei diritti speciali od esclusivi attualmente esistenti, particolarmente con riguardo alle attivita' assoggettate a regime concessorio, mantenendoli soltanto nei casi in cui questo sia imposto dalla necessita' di tutelare interessi generali di ordine superiore e di natura non economica e convertendoli, negli altri casi, in regime autorizzatorio fondato su requisiti di carattere obbiettivo e non discriminatorio, e sostenendo il progetto di direttiva ad hoc per aprire, in tutti i Paesi dell'Unione Europea, le concessioni di pubblico servizio alla concorrenza comunitaria; (iii) a sostenere, sia in seno agli organi della Comunita' che mediante la tempestiva attuazione sul piano interno degli atti ad essa consequenziali, l'azione avviata dalla Commissione in materia di liberalizzazione dei trasporti e dei servizi pubblici, e del settore energetico, adoperandosi affinche' tale liberalizzazione venga attuata con modalita' che, garantendo l'effettivo mantenimento del diritto all'accesso di tali servizi da parte di tutte le categorie sociali a condizioni eque, assicurino l'instaurarsi di condizioni di reale concorrenza tra gli operatori ed evitino nel modo piu' assoluto la precostituzione di posizioni di privilegio tra le imprese o tra categorie di utilizzatori; (iv) a sostenere, in seno al Consiglio, l'azione avviata dalla Commissione al fine di limitare le distorsioni al funzionamento dei mercato unico derivanti dalle differenze dei regimi fiscali tra gli Stati membri; (v) ad assicurare, nel corso del negoziato concernente gli strumenti normativi previsti dall'articolo 94 del Trattato CE in materia di aiuti di Stato, che la relativa disciplina si fondi, anche con riguardo ai poteri d'intervento della Commissione, su criteri certi, non discriminatori e di carattere obbiettivo, i quali tengano adeguatamente conto, pur nel rispetto dei principi generali del Trattato CE, delle esigenze di carattere sociale, particolarmente con riguardo all'occupazione. f) relativamente all'incorporazione dell'acquis di Schengen nell'ambito dell'Unione europea: (i) ad impegnarsi affinche' la definizione della base giuridica di ciascuna delle disposizioni o decisioni che compongono l'acquis di Schengen venga effettuata in tempi rapidi e a tenere informato il Parlamento dell'andamento dei lavori in seno al gruppo di esperti competente per tale definizione, affinche' il Parlamento stesso possa esercitare efficacemente la sua funzione di indirizzo in relazione a una decisione la cui rilevanza non e' meramente tecnica. g) relativamente alle politiche di settore: (i) a sostenere ed a sviluppare l'impegno, anche finanziario, dell'Unione Europea nella ricerca, che va considerata come un valore ed un arricchimento sociale in se' stessa e non solamente uno strumento di intervento pubblico a favore del mondo imprenditoriale; (ii) a sostenere vigorosamente il riorientamento della PAC a favore delle produzioni di qualita' e rispettose dell'ambiente e della salute delle persone e degli animali, attuando, salvo che per i PECO, una progressiva attenuazione del sostegno indiscriminato alle produzioni agricole eccedentarie, al fine di eliminare l'obbiettiva distorsione dell'attuale funzionamento della PAC che pregiudica tanto l'agricoltura mediterranea quanto la possibilita' di accesso dei produttori dei Paesi meno sviluppati al mercato agricolo europeo, e assumendo nei tempi piu' brevi ogni opportuna iniziativa per concludere l'accordo internazionale per la pesca nell'Adriatico, che necessita del coinvolgimento delle istituzioni comunitarie in un'azione coordinata tra tutti i soggetti interessati; (iii) a promuovere una maggiore incisivita' dell'azione in materia di ambiente, destinandovi adeguate risorse organizzative e finanziarie, e considerando la tutela delle risorse naturali dall'eccessivo sfruttamento come una componente di tutte le azioni, settoriali e generali, intraprese dalla Comunita' nel perseguimento dei propri obbiettivi; (iv) ad adoperarsi, in seno al Consiglio, per una attuazione rapida e integrale del nuovo Titolo del Trattato istitutivo della Comunita' europea dedicato a "Libera circolazione delle persone, asilo e immigrazione", cosi' da contribuire all'elaborazione di una politica migratoria europea coerente al suo interno, nonche' strettamente coordinata con gli indirizzi fondamentali dell'azione delle istituzioni dell'Unione in materia di cooperazione allo sviluppo, di politica estera e di sicurezza comune, di relazioni commerciali esterne, di lotta alla criminalita', nonche' con lo svolgimento dei processo di allargamento dell'Unione ai nuovi membri; (v) ad adoperarsi per coniugare la libera circolazione interna ad una esigenza di armonizzazione nel controllo delle frontiere esterne dell'Unione e delle condizioni di accesso; (vi) ad adoperarsi, in materia di giustizia, per promuovere l'armonizzazione delle norme processuali e per il pieno riconoscimento delle sentenze, particolarmente con riguardo ai procedimenti in materia di famiglia e minori. 4) con riguardo alle azioni sul piano interno: (i) ad attenersi agli indirizzi fin qui formulati anche con riguardo all'attivita' normativa in sede nazionale, e pertanto a sostenere ogni iniziativa parlamentare finalizzata a darvi attuazione, anche in anticipo rispetto alle scadenze comunitarie. (8-00025)

 
Cronologia
domenica 26 ottobre
  • Politica, cultura e società
    In circa 22.000 seggi si svolgono le elezioni, indette dalla Lega nord, per eleggere il parlamento padano.

venerdì 31 ottobre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 301 voti favorevoli e 125 contrari, l'emendamento Dis. 1.1. del Governo interamente sostitutivo dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 settembre 1997, n. 324 Ulteriori interventi in materia di incentivi per la rottamazione (AC 4179), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.