Vai al sito parlamento.it Vai al sito camera.it

Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

MOZIONE 1/00209 presentata da TURRONI SAURO (MISTO) in data 19971107

La Camera, premesso che: nel 1988 e' stato istituito - dall'Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) e dell'Agenzia delle Nazioni unite - l'Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), il comitato intergovernativo sul cambiamento climatico, una rete formata da oltre duemila scienziati e consulenti politici con il compito di fornire ai Governi le linee di indirizzo della politica per il clima; nel 1990 il Primo rapporto dell'Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) ha lanciato l'allarme sulle problematiche relative ai cambiamenti climatici e ai danni da essi causati; nel 1992, nell'ambito della Conferenza delle Nazioni unite su ambiente e sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro, e' stata firmata la Convenzione internazionale per la protezione del clima globale (Convenzione quadro sui cambiamenti climatici), ratificata dalla legge 15 gennaio 1994, n. 65; nel 1995 si e' tenuta a Berlino la prima Conferenza delle parti (Cop) della Convenzione, che raccoglie tutti i paesi firmatari; durante la Conferenza sono state gettate le basi per rendere la Convenzione operativa; nel dicembre 1995 l'Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) ha presentato il Secondo rapporto di valutazione, che fornisce un aggiornamento delle conoscenze relative al cambiamento climatico, un'analisi tecnico-scientifica degli impatti, degli adattamenti e delle mitigazioni, e una valutazione delle dimensioni economiche e sociali; a dicembre del 1997 si terra' a Kyoto la terza Conferenza delle parti, con il compito di adottare un protocollo per definire i tempi e l'entita' della riduzione delle emissioni di gas serra da parte dei paesi sviluppati, a partire dal 2000; il rapporto Ipcc del 1990, pur ammettendo i margini di incertezza scientifica nella valutazione dei cambiamenti climatici, aveva sottolineato il rischio di un riscaldamento globale, con effetti disastrosi e difficilmente prevedibili sugli equilibri climatici, dovuto all'aumento delle emissioni antropogeniche dei cosiddetti "gas serra", cioe' quelli maggiormente responsabili delle alterazioni atmosferiche e troposferiche, tra i quali si segnalano l'anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido di azoto, composti alogenati, ozono (O3), aerosol; la correlazione tra l'aumento dei gas serra e lo sviluppo delle attivita' industriali e' confermata da alcuni dati inoppugnabili: nel 1750 la concentrazione di CO2 (anidride carbonica) era di 280 parti per milione in volume ed e' arrivata all'attuale valore di 360 parti per milione in volume; la temperatura media annuale dei globo e' aumentata, dal 1866 ad oggi, da circa 14,5 gradi Celsius ai 15,4 gradi Celsius del 1995, ed e' improbabile che un aumento di tale portata possa essere imputato esclusivamente a cause naturali; in assenza di opportune politiche di mitigazione, le concentrazioni dei gas serra sono destinate a crescere e l'Ipcc ha elaborato alcuni scenari (a seconda dei provvedimenti adottati) con cui si prevede, nel 2100, un valore di emissioni globali di carbonio oscillante tra 6 GtC (miliardi di tonnellate di carbonio) - che e' praticamente il valore attuale - a circa 35 GtC; in base ai modelli di studio si ipotizza un possibile aumento della temperatura compreso tra 1 e 3,5 gradi Celsius entro il 2100 e un innalzamento del livello dei mari compreso tra 15 centimetri e 95 centimetri; le conseguenze di questi cambiamenti potrebbero essere disastrose: verrebbe modificata la composizione e la distribuzione di molti ecosistemi, con la possibile riduzione della diversita' biologica; aumenterebbe la desertificazione e gli ecosistemi montani si sposterebbero a quote piu' elevate; nell'arco di cento anni la meta' dei ghiacciai potrebbe scomparire per effetto del riscaldamento globale; sono facilmente ipotizzabili variazioni considerevoli nei raccolti e nella produttivita' agricola; le popolazioni costiere sarebbero piu' esposte ai rischi di inondazioni e di perdite di terreno per erosione; particolarmente preoccupante e' infine l'aumento dei rischi per la salute, poiche' la temperatura piu' elevata favorirebbe lo sviluppo di agenti patogeni e la diffusione di malattie infettive; i livelli finali di stabilizzazione dipendono, oltre che dalle emissioni annuali, dalle emissioni cumulative calcolate nell'intervallo di tempo considerato, ed e' per questa ragione che e' importante predisporre interventi di riduzione delle emissioni gia' nel breve e medio periodo; secondo gli studiosi infatti il mantenimento dei livelli di emissione attuali (pari a 7 GtC l'anno, corrispondenti a circa 26 GtCO2) comporterebbe alla fine del 2000 una concentrazione atmosferica di CO2 pari a 500 parti per milione in volume, circa il doppio di quella registrata nel 1750; nel marzo del 1997 il Consiglio dei ministri dell'ambiente dell'Unione europea individuato un primo obiettivo di riduzione del 10 per cento delle emissioni europee entro il 2010, preliminare ad una riduzione del 15 per cento, individuata come obiettivo finale; in questo quadro l'Italia dovrebbe garantire una riduzione delle proprie emissioni pari al 7 per cento; i settori nei quali e' opportuno intervenire per la riduzione delle emissioni sono: 1) efficienza energetica, che, attraverso interventi di conservazione dell'energia e miglioramento nelle pratiche di gestione, migliorerebbe del 10-30 per cento di efficienza nel breve periodo a costo negativo, ossia il costo degli interventi verrebbe compensato dal risparmio che ne deriverebbe; 2) settore industriale: tramite l'aumento dell'efficienza, il riciclaggio dei materiali, lo sviluppo di processi a basso consumo di energia e materiali; 3) settore dei trasporti: cambiando la progettazione dei veicoli, riducendone le dimensioni, utilizzando motori piu' efficienti, combustibili alternativi e modalita' di trasporto a piu' basso consumo di energia, modificando i sistemi di trasporto, la mobilita' e gli stili di vita (si pensi alla diffusione dell'informatizzazione e al telelavoro); 4) settore commerciale-residenziale: tramite l'impiego di lampadine, elettrodomestici e sistemi di condizionamento piu' efficienti, e l'isolamento termico degli edifici; l'adozione di adeguate misure per il decremento delle emissioni di gas serra comporterebbe, secondo le valutazioni dell'Ipcc, la possibilita' di passare a circa 4 GtC nel 2050 e circa 2 GtC nel 2100; in tal modo la concentrazione atmosferica di CO2 potrebbe essere mantenuta al di sotto del valore obiettivo di 500 parti per milione in volume; il danno economico che verrebbe causato dall'aumento della temperatura dovuto alle attuali emissioni (pari ad un valore compreso tra 2 e 3 gradi Celsius) e' stimato in alcuni punti percentuali del prodotto lordo mondiale, mentre la spesa necessaria per la stabilizzazione delle emissioni dovrebbe essere compresa tra lo 0,5 per cento e il 2 per cento del Prodottto interno lordo mondiale, senza tener conto dei benefici "diretti" che le misure adottate comporterebbero sul piano ambientale, della salute ed economico; l'Italia risulta essere, secondo le valutazioni scientifiche effettuate dalla Columbia University per conto del ministero dell'ambiente, particolarmente vulnerabile ai danni causati dai cambiamenti climatici, in particolare si ipotizza: una progressiva aridificazione nelle regioni centro-meridionali, con degradazione dei suoli, infiltrazione salina delle falde e modificazioni della produttivita' agricola; un aumento della frequenza delle inondazioni e della erosione delle coste; un aumento della frequenza degli eventi atmosferici "calamitosi", con conseguenti fenomeni alluvionali; il Cipe ha emanato il Programma nazionale per il contenimento delle emissioni di anidride carbonica (24 febbraio 1994), la prima e la seconda comunicazione nazionale alla Convenzione sui cambiamenti climatici (gennaio 1995 e ottobre 1997); le emissioni tendenziali di anidride carbonica al 2000 dovrebbero crescere nell'ordine del 4-5 per cento, con valori pertanto compatibili con l'obiettivo dell'Unione europea, e potrebbero essere ridotte mediante l'adozione di misure nel settore energetico; l'obiettivo di riduzione del 7 per cento entro il 2010 concordato con l'Unione europea richiede per l'Italia una riduzione progressiva delle emissioni fino a 106 milioni di tonnellate; gli interventi necessari per la riduzione delle emissioni nazionali fanno riferimento a tre principali tipologie: a) interventi comunque necessari alla modernizzazione dell'economia italiana ed alla protezione dell'ambiente, il cui onere e' stimato in 71 mila miliardi a fronte di un risparmio energetico dell'ordine di 44 mila miliardi e che permetterebbe di ridurre le emissioni tendenziali di gas serra pari a 77 milioni di tonnellate (pari al 2,6 per cento del valore del 1990); b) interventi aggiuntivi per ridurre le emissioni di gas serra fino all'obiettivo dell'Unione europea, il cui onere e' calcolato in 15 mila miliardi a fronte di un risparmio energetico dell'ordine di 32 mila miliardi e che permetterebbe un'ulteriore riduzione delle emissioni per circa 32 milioni di tonnellate; c) ulteriori interventi di riduzione delle emissioni, il cui costo sarebbe di circa 27 mila miliardi pari al risparmio energetico che ne conseguirebbe, con una riduzione per altri 30 milioni di tonnellate; gli interventi elencati garantirebbero una riduzione complessiva delle emissioni pari al 13,1 per cento del valore registrato nel 1990; la seconda comunicazione nazionale alla convenzione sui cambiamenti climatici prevede l'istituzione entro il 1998 di un fondo per la protezione dell'ambiente globale di 20 miliardi all'anno, di un fondo per la ricerca sul clima di 10 miliardi all'anno e di un fondo per la definizione di un programma di informazione sui temi della protezione dell'ambiente globale di 2 miliardi all'anno; impegna il Governo: a dare piena attuazione all'articolo 4, comma 2, della Convenzione sui cambiamenti climatici, in particolare riguardo all'adozione dei necessari provvedimenti di limitazione delle emissioni; a rispettare gli obiettivi di riduzione delle emissioni entro la data del 2010 descritti nella seconda comunicazione nazionale alla Convenzione sui cambiamenti climatici e, a tal fine, ad attuare gli interventi, cosi' come stabilito dalla delibera Cipe di approvazione, previsti ai seguenti punti della succitata comunicazione: 6.2.2 politiche e misure per la stabilizzazione al 2000 rispetto al 1990 delle emissioni di gas serra; 6.3.2 politiche e misure per la riduzione delle emissioni nazionali di gas serra al 2000; ad adoperarsi perche' per il 1998 sia previsto uno stanziamento per complessivi 32 miliardi per l'istituzione dei fondi finalizzati alla protezione dell'ambiente globale, per la ricerca sul clima e per il programma di informazione sull'ambiente globale, cosi' come previsto dalla seconda comunicazione nazionale alla Convenzione sui cambiamenti climatici ai seguenti punti: 6.5 politiche e misure di cooperazione internazionale per la riduzione delle emissioni globali di gas serra; 6.6 politiche e misure per la prevenzione e riduzione degli effetti; 6.7 politiche e misure per la formazione e l'informazione; a sollecitare una revisione delle attivita' della Banca mondiale nel campo energetico, con l'adozione di una politica vincolante che preveda la riduzione progressiva dei finanziamenti a fonti non rinnovabili, a vantaggio di fonti rinnovabili, nonche' con l'istituzione di un dipartimento per l'efficienza energetica; la Banca mondiale dovra' sostenere i Paesi in via di sviluppo nell'attuazione di politiche energetiche sostenibili ed adottare linee-guida e procedure vincolanti e trasparenti volte a valutare l'impatto dei suoi progetti sul clima globale; a riferire in Parlamento, prima dello svolgimento della terza Conferenza delle parti a Kyoto, sui provvedimenti attuativi che intende porre in essere in ottemperanza a quanto stabilito dalla seconda comunicazione nazionale alla Convenzione sui cambiamenti climatici e ad assumere, nell'ambito della medesima Conferenza, un ruolo propositivo e propulsivo per il pieno rispetto degli impegni assunti con la Convenzione quadro sui cambiamenti climatici. (1-00209)

 
Cronologia
giovedì 6 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 306 voti favorevoli e 201 contrari, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 9 settembre 1997, n. 292, Interventi urgenti per la soluzione della crisi della Sicilcassa Spa e per il risanamento e rilancio del Banco di Sicilia (AC 4245), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.

domenica 9 novembre
  • Parlamento e istituzioni
    Alle elezioni suppletive nel collegio senatoriale del Mugello è eletto il candidato dell'Ulivo, Antonio Di Pietro.