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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERPELLANZA 2/00821 presentata da MANTOVANI RAMON (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19971216

I sottoscritti chiedono d'interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri ed il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: all'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 9 dicembre 1997, il rappresentante dell'Italia presso le Nazioni Unite ha votato contro la mozione A/C.1/52/L.37 che chiedeva l'avvio, a partire dal 1998, di concrete trattative per il disarmo nucleare totale; la decisione dell'Italia di votare contro e' stata assunta senza dibattito parlamentare denotando un forte deficit democratico in decisioni che sono di grande rilievo politico; la mozione L.37 e' stata comunque approvata con 116 voti favorevoli, 24 astensioni e 26 voti contrari; contro le trattative per il disarmo nucleare hanno votato le potenze nucleari e l'Italia. Hanno votato a favore, fra gli altri, la Svezia, l'Irlanda, la Nuova Zelanda, il Sud Africa, la Cina e San Marino; Austria, Australia, Danimarca, Finlandia, Giappone, Liechtenstein, Norvegia e Portogallo si sono invece astenuti; gli interpellanti rilevano come gia' con l'interpellanza 2-00299 avevano chiesto conto al Governo del comportamento del rappresentante italiano presso l'assemblea generale delle Nazioni Unite che, di fronte ad analoga mozione nella sessione del dicembre 1996, aveva votato contro la stessa. Gli interpellanti rilevano inoltre come il Governo in risposta a tale interpellanza, arrivata con forte ritardo (24 settembre 1997) per bocca del sottosegretario agli esteri onorevole Fassino, cercava di giustificarsi affermando tra l'altro: "Vorrei inoltre ricordare che lo stesso atteggiamento da noi assunto sulla risoluzione presentata dalla Malaysia e' stato tenuto da paesi del cui impegno antinucleare non si puo' dubitare. Norvegia, Svezia, Danimarca, paesi che da sempre hanno un atteggiamento di punta nella battaglia antinucleare, non hanno aderito alla risoluzione della Malaysia proprio in considerazione dei limiti che hanno portato l'Italia a non votare a favore"; in questa occasione Danimarca, Norvegia e Svezia si sono astenute: nessuna giustificazione e' dunque apportabile al comportamento dell'Italia che, esprimendo voto contrario, ha deciso nuovamente di distanziarsi da una parte cosi' importante dell'Europa e da una battaglia di civilta', per appiattirsi sulle posizioni dell'oltranzismo nuclearista; con un importante parere reso l'8 luglio 1996 ex articolo 96 della Carta delle Nazioni Unite, la Corte internazionale di giustizia ha avuto modo di chiarire la portata delle norme di diritto internazionale generale applicabili alle armi nucleari, affermando che l'uso di tali armi non puo' in nessun caso contravvenire alle norme di diritto internazionale umanitario e che, di conseguenza, essendo tale violazione in re ipsa, la minaccia o l'uso di armi nucleari sarebbe contraria alle norme di diritto internazionale applicabili ai conflitti armati; la Corte ha ribadito inoltre, l'obbligo di tutti gli Stati dotati di armamenti nucleari di svolgere e concludere fattivamente negoziati internazionali volti all'eliminazione di tali armamenti; il voto contrario alla risoluzione presentata dalla Malaysia e da altri paesi e' tanto piu' disdicevole se si considera che il rifiuto del nucleare e' desumibile, per il nostro Paese, anche dal carattere fondante della Costituzione repubblicana; l'articolo 11 della Costituzione porta in se', infatti, un implicito divieto delle armi di distruzione di massa; il "ripudio della guerra" contempla non solo le guerre aggressive ma anche quelle difensive che in qualche modo contrastano con gli obiettivi di pace e di giustizia internazionali: cosi' quelle che per il loro catastrofico potenziale distruttivo non possono discriminare tra "belligeranti" e "innocenti" e annientano masse sterminate di popolazioni civili; tale atteggiamento del Governo non aiuta certamente la proposta italiana di riforma del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che ha notoriamente trovato consensi proprio tra i paesi firmatari della mozione contro le armi nucleari -: quali siano le ragioni che hanno portato l'Italia a schierarsi con i settori nuclearisti e a distanziarsi da una parte cosi' importante degli altri Paesi europei che, sempre piu' numerosi, si pongono all'avanguardia nella richiesta di bando totale delle armi atomiche; perche' non si sia scelto almeno l'astensione, che avrebbe indicato un sia pur timido passo avanti del nostro Paese verso le posizioni antinucleari, come hanno invece deciso di fare paesi dell'Unione Europea e della Nato come Norvegia, Portogallo e Danimarca; se il Governo non ritenga, in preparazione delle sessioni dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, di informare preventivamente il Parlamento dell'atteggiamento che il Governo intende assumere sulle mozioni piu' importanti all'ordine del giorno, consentendo alle Camere di approvare mozioni o risoluzioni d'indirizzo sulle materie in esame presso l'Onu e garantendo in tal modo un percorso piu' democratico dell'attuale. (2-00821)

 
Cronologia
mercoledì 10 dicembre
  • Politica, cultura e società
    Dario Fo, scrittore, regista e attore teatrale, riceve il premio Nobel per la letteratura.

martedì 16 dicembre
  • Parlamento e istituzioni
    La Commissione affari sociali della Camera approva in sede legislativa la proposta di legge recante Istituzione della Commissione parlamentare per l'infanzia e dell' Osservatorio nazionale per l' infanzia (AC 417-B), approvata dal Senato il 16 luglio 1997 (legge 23 dicembre 1997, n. 451).

lunedì 22 dicembre
  • Politica, cultura e società
    Il giudice per le indagini preliminari proscioglie il Presidente del Consiglio Prodi dalle accuse di conflitto di interessi e abuso d'ufficio nell'inchiesta sulla cessione della Cirio da parte dell'IRI all'epoca della sua presidenza.