Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00847 presentata da TATARELLA GIUSEPPE (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980113
I sottoscritti interpellano il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato, per sapere - premesso che: l'andamento della discussione sulla riforma della legge n. 426/71, relativa alla riforma della disciplina del commercio, svoltasi presso il Comitato ristretto appositamente istituito dalla Commissione Attivita' Produttive ha evidenziato l'impossibilita' che la commissione stessa elabori un testo organico prima della scadenza del 31 marzo della delega conferita dall'articolo 4, comma 4, lettera C, della legge n. 59 del 1997 (cosiddetta legge Bassanini); lo stesso Ministro interpellato ha dichiarato, nel corso dell'audizione svoltasi il 10 dicembre 1997 presso la Commissione attivita' produttive della Camera, di volere esercitare la delega assicurando al tempo stesso la Commissione che gli indirizzi e le intenzioni del Governo sarebbero partiti dal risultato del lavoro condotto dal Comitato ristretto, avuto riguardo anche alle posizioni e alle sollecitazioni che fossero pervenute dai diversi gruppi; sembra ormai certo da notizie di stampa che lo stesso Ministro abbia predisposto uno schema di decreto legislativo sulla riforma della disciplina del commercio che stravolge l'attuale normativa e che tiene conto delle indicazioni emerse in sede di Comitato ristretto e ribadite anche nel corso dell'audizione del 10 novembre, quali: il mantenimento del requisito della qualificazione professionale per l'accesso all'attivita' commerciale per qualsiasi settore merceologico (alimentare, non alimentare e misto); la previsione espressa di un regime di convenzioni tra regioni e organizzazioni imprenditoriali del commercio per l'effettuazione di corsi di formazione e di aggiornamento professionale; la fissazione dei limiti dimensionali per la definizione di piccole, medie e grandi strutture di vendita rispettivamente: fino a 200 mq, fino a 2000 mq, oltre i 2000 mq o oltre i 600 mq per i comuni fino a 10.000 abitanti; la previsione, nell'ambito delle competenze programmatiche del comune, della determinazione, da parte del consiglio comunale, di criteri per il rilascio delle autorizzazioni per gli esercizi di vicinato. Per i negozi di alimentari e abbigliamento la previsione, da parte del consiglio comunale, di parametri per il rilascio di autorizzazioni relative alle nuove aperture che tengano conto del livello di offerta gia' esistente e delle caratteristiche della domanda residente e fluttuante; la garanzia della partecipazione delle associazioni imprenditoriali e del commercio e dei consumatori sia nella fase di definizione dei criteri, sia nei procedimenti di rilascio delle autorizzazioni; la conferma, per le grandi strutture di vendita, dell'attuale procedura dell'autorizzazione comunale previo nulla osta regionale da rendere vincolante o perfezionamento delle modalita' operative della conferenza dei servizi; l'affermazione del principio che il rilascio dell'autorizzazione commerciale e' condizione necessaria all'ottenimento della licenza edilizia; il mantenimento per le medie e grandi strutture delle disposizioni vigenti in materia di ampliamenti e trasferimenti; la previsione di ampi raggruppamenti merceologici collegati al requisito professionale per l'accesso all'attivita'; la previsione di una normativa transitoria atta a sospendere la presentazione di nuove domande fino all'emanazione degli strumenti previsti dal decreto; la valutazione delle domande di nulla osta in corso di istruttoria in base agli strumenti programmatori vigenti ivi compreso il parere della commissione regionale di cui all'articolo 17 della legge 426/71 -: se e per quali motivi le linee contenute nello schema di decreto legislativo predisposto dal Ministro si differenzino dai punti sopra indicati contraddicendo quanto piu' volte assicurato dallo stesso Ministro. (2-00847)