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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14757 presentata da APOLLONI DANIELE (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19980113

Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: invece di giocare, 230 mila bambini italiani, esattamente lo 0,4 per cento della popolazione tra i 5 e i 14 anni, lavorano; si tratta di un dato a dir poco allarmante, comunicato dalle prime audizioni svolte alla Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati, nell'ambito dell'indagine in corso sul lavoro minorile; esso costituisce ancora una volta una vera e propria denuncia per il completo disinteresse dello Stato italiano verso le generazioni piu' giovani; e' a dir poco allarmante perche', tra l'altro, si tratterebbe di dati sottostimati; secondo la Confederazione internazionale dei sindacati liberi, che ha presentato una denuncia contro l'Italia al Parlamento europeo, infatti, sono tra i 300 mila ed i 500 mila i bambini italiani, al di sotto dei 14 anni, costretti a lavorare; per questo il rapporto della Confederazione indica l'Italia tra i paesi dell'Europa occidentale a piu' alto rischio di sfruttamento del lavoro minorile; secondo i sindacati, il fenomeno in Italia e' presente al nord come al sud, e le zone piu' colpite risultano Napoli, Milano, Torino, Genova ed alcune zone del Lazio, la Puglia e la Sicilia; il rapporto riferisce inoltre che da un campione di minori che lavorano a Napoli risulta che il loro impegno lavorativo e' maggiore di 6 ore al giorno per un salario, in nero, di un terzo inferiore a quello di un adulto; pesanti critiche all'Italia per lo sfruttamento del lavoro minorile sono venute dal Consiglio d'Europa, che ha sottolineato come questo fenomeno sia addirittura in aumento; sono quella tessile e della lavorazione del pellame le aree piu' a rischio di manodopera minorile; l'Italia sembra dunque allineata ai paesi in via di sviluppo dove in totale risultano essere 250 milioni i bambini sfruttati nel lavoro: il 61 per cento circa in Asia, il 32 per cento in Africa ed il 7 per cento in America Latina -: se, alla luce di quanto descritto, sia a conoscenza dei dati riportati dalla Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati e dalla Confederazione internazionale dei sindacati liberi; se sia per caso a conoscenza di altri dati che denunciano questa realta' scomoda per l'Italia agli occhi dei partner europei; se abbia preparato in questi due anni di legislatura adeguate soluzioni al fine di combattere efficacemente lo sfruttamento del lavoro minorile; se creda che in un prossimo futuro tale situazione volgera' verso un risanamento della condizione del lavoro minorile o l'Italia tornera' a sfruttare quest'ultimo esattamente come fece ai tempi dell'industrializzazione; se non ritenga scandalosa una situazione che pone l'Italia alla pari dei paesi del secondo e, addirittura, terzo mondo per quanto concerne lo sfruttamento del lavoro minorile. (4-14757)

Con riferimento all'interrogazione in esame, relativa al gravissimo fenomeno del lavoro nero minorile, si fa presente, in via preliminare che la normativa a tutela del lavoro dei fanciulli e degli adolescenti e' stata recentemente modificata per effetto dell'entrata in vigore del decreto legislativo n. 345/1999 di attuazione della direttiva 94/33/CE relativa alla protezione dei giovani sul lavoro. A quest'ultimo riguardo e' da evidenziare che le sanzioni penali previste per le violazioni delle disposizioni sulla tutela dei minori, gia' riqualificate dal decreto legislativo n. 566/1994, sono state ulteriormente inasprite (pena alternativa dell'arresto o dell'ammenda), anche mediante l'individuazione di specifiche responsabilita' delle persone "investite d'autorita' o incaricate della vigilanza sopra un minore" (in pratica a carico dei genitori o dei tutori). In tal senso va evidenziato come, sotto il profilo strettamente normativo, la disciplina della legge 977/67, con le modifiche apportate dal citato decreto, assicuri un ampio quadro di tutela dei minori (fanciulli e adolescenti), sia per quanto concerne i limiti d'eta' per l'accesso al lavoro, sia per la tutela della salute e dello sviluppo psico-fisico, anche mediante la previsione di visite mediche preventive e periodiche, del divieto del lavoro notturno, di limitazioni alla durata del lavoro, di riposi, ferie, eccetera. Al riguardo, occorre sottolineare che la ridefinizione della tutela legislativa del lavoro dei minori, applicabile anche agli apprendisti, ha fissato i requisiti di ammissione al lavoro, specificando in quindici anni la relativa eta' minima, accompagnata dall'assolvimento dell'obbligo scolastico: obbligo che, in via transitoria e fino al generale riordino del sistema scolastico e formativo, ha durata novennale (legge 20 gennaio 1999, n. 9). Cio' ha comportato necessariamente la soppressione di tutte le deroghe previste per l'inserimento al lavoro dei fanciulli quattordicenni. Dalle relazioni sull'attivita' svolta dagli Ispettorati del Lavoro risulta che il fenomeno del lavoro nero minorile, presente su tutto il territorio nazionale, e' piu' esteso in alcune province, anche se trova maggiori difficolta' ad emergere, specie perche' inserito nel piu' vasto quadro di illegalita' diffusa, associandosi a fenomeni di abbandono della scuola dell'obbligo e di devianza connesse a particolari situazioni familiari. Al fine di contrastare tale situazione e' sicuramente indispensabile un coordinamento tra Strutture Scolastiche, Provveditorati agli Studi, Centri Territoriali per l'Impiego, Comuni e Strutture sociali per monitorare costantemente il rispetto dell'obbligo scolastico ed il potenziamento dell'attivita' ispettiva di questa Amministrazione. Tale potenziamento e' stato previsto dalla legge n. 338 del 23 dicembre 2000 (finanziaria 2001) mediante: autorizzazione all'assunzione di 1.000 ispettori (600 nel 2001 e 400 nel 2002); proroga di 12 mesi della validita' della graduatoria del concorso di questo Ministero per ispettore del lavoro; destinazione della quota del 10 per cento proveniente dalle sanzioni penali e amministrative effettuate dal servizio Ispettivo alla formazione e aggiornamento del personale (50 per cento) e all'incremento del Fondo Unico di Amministrazione (50 per cento). Il Ministro del lavoro e della previdenza sociale: Cesare Salvi.



 
Cronologia
martedì 30 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro dell'interno Napolitano dichiara che i curdi sbarcati sulle coste italiane non saranno espulsi e potranno presentare richiesta di asilo politico.

giovedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli, 255 contrari e 4 astenuti, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera (AC 4454), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.