Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14736 presentata da PEZZOLI MARIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980113
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri delle finanze, dell'interno, di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: nel 1997 balzo' agli onori della cronaca il caso del maresciallo di finanza Oscar D'Agostino - segretario regionale per il Veneto dell'associazione "Democrazia in divisa" e presidente onorario del Life, Liberi imprenditori federalisti europei - che denuncio' pubblicamente gravi distorsioni all'interno del corpo d'appartenenza e per questo venne subitaneamente trasferito d'imperio da Venezia a Firenze; Franco Maccari, segretario regionale per il Veneto del Sap - Sindacato autonomo di polizia - con un comunicato stampa a firma della segreteria regionale Sap, diffuso il 10 luglio 1997, assunse con veemenza le difese del D'Agostino, senza entrare nel merito di quanto da questi affermato, bensi' deplorando con toni estremamente duri il metodo brutale applicato dai vertici della Guardia di finanza per "tappare la bocca" a uno scomodo oppositore dell'ordine gerarchico vigente; per aver detto e scritto cio' - per aver dunque liberamente manifestato, con lo strumento della libera associazione sindacale di un paese che costituzionalmente garantisce tale diritto, un pensiero su un fatto realmente accaduto che non puo' quanto meno non imbarazzare coloro che materialmente lo ordinarono e coloro da cui essi direttamente dipendono - Franco Maccari, sulla base di un esposto della stessa Guardia di finanza, e' ora oggetto di indagine da parte della magistratura inquirente -: se non ritengano "deludente" che uno Stato che dovrebbe essere "di diritto" debba ricadere sistematicamente nell'oppressione per millantare almeno uno spettro di consenso che, in certi casi, e di fronte all'evidenza, gli viene chiaramente negato dai cittadini, e se non considerino manifestamente "reazionario" l'utilizzo pratico di certi sistemi antidemocratici che, a parole, sembrerebbero unanimemente aborriti. (4-14736)