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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14766 presentata da MAURO MASSIMO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19980113

Ai Ministri del tesoro e delle finanze. - Per sapere - premesso che: la Carical, prima dell'intervento della Cariplo, versava in una situazione di grave crisi da ascrivere alla dissennata-dissestata gestione precedente; la Cariplo e' intervenuta per il salvataggio della Carical, con una operazione finanziaria "tutta Cariplo". Tale operazione, ora, registra un balletto di cifre difficilmente quantificabili: si va dai 240 miliardi, pagati, parte al momento del commissariamento nell'anno 1987 e parte nel 1992 in occasione della trasformazione in SpA; ad oltre mille miliardi, che la Cariplo indica come aumento di capitali ed acquisti. Siamo a credere che questa ultima consistente cifra comprenda, nella voce acquisti, interventi extra Carical, quali: acquisto Caripuglia (ottocento miliardi per circa venti sportelli); acquisto Carisalerno (cento miliardi per circa venti sportelli); tali investimenti, calcolati sul breve termine, non hanno dato ritorni, ma che nel medio termine gli utili si aggireranno su cifre 700-1.000 miliardi, dovuti ai vantaggi fiscali che le deriveranno dalla voce "perdite". Si aggiunga che dalla prospettata fusione: Carical, Caripuglia, Carisalerno; e' intenzione della Cariplo creare una bad-bank per gestire le operazioni in sofferenza. Questa operazione, tutta bancaria, dara' ulteriori e significativi guadagni; una delle fonti delle perdite viene indicata dalla passivita' di gestione riveniente delle esattorie. Tale funzione, e' stata demandata, alla Carical, a fronte (non bisogna dimenticare) di appalti di gestione di molte esattorie, prima, affidate a privati o societa' che avevano dato risultati, erariali e morali, disastrosi. Non si puo' sottacere, che questo, ampliato, incarico o carico di lavoro, dato alla Carical discende anche dal fatto che molte esattorie erano gestite, e questo non solo in Calabria, da personaggi in odore di mafia o collusi con la stessa; prima del commissariamento della Carical, alcuni compiti bancari, quali: operazioni Italia-estero, estero-su estero, non avevano, proprio per incapacita' gestionali, un apposito servizio, cosi' come avrebbe dovuto essere, supportato da adeguate professionalita'. Da tale richiamata situazione molte attivita' artigianali e industriali esistenti nel territorio, hanno subito, quando seriamente fatte, gravissime perdite. Di converso ad inesistenti attivita' e/o di dubbia legalita', purche' sponsorizzate dalle politiche del passato, sono state concesse linee di credito. Questo, e non solo, e' stata la causa del dissesto della Carical, ma anche l'effetto di un impossibile rilancio dell'economia calabrese. Le cui conseguenze, sono ora a tutti note; da dati raccolti da dichiarazioni ministeriali, si evince che nel periodo settembre 1995-febbraio 1996 (in piena gestione Cariplo), "la Carical e' stata sottoposta ad accertamenti ispettivi di vigilanza, che hanno posto in luce carenze di ordine gestionale-strategico e disfunzione di assetti interni". Da tali esiti ispettivi la Banca d'Italia ha sensibilizzato la Cariplo e la Fondazione Carical "in base alla indifferibile necessita' di promuovere interventi destinati sui fattori di strutturale crescita della banca"; la linea di indirizzo gestionale, almeno la piu' prossima, della Cariplo-Carical e' quella di promuovere e concludere accordi, con le rappresentanze sindacali dei lavoratori, finalizzati alla riduzione del costo del lavoro. E' utile ricordare che un primo intervento in tale senso si e' verificato negli ultimi mesi del 1996, con la riduzione del 30 per cento degli emolumenti del personale, la riproposizione di questa linea vuol dire riduzione-compressione della occupazione; un nuovo indirizzo gestionale per la Cariplo-Carical, dovrebbe aprirsi grazie alla avvenuta fusione della Cariplo con l'Ambro Veneto, fusione che potrebbe allargarsi ad altri soggetti. Da questa operazione, almeno si spera, dovrebbero discendere nuove professionalita' principalmente indirizzate agli interessi del territorio e a coloro che con correttezza in esso operano, il rischio di tutto cio' e' che come avvenuto nella precedente, condannabile gestione, a fare le spese di tutta questa operazione saranno ancora una volta i lavoratori -: se intendano prendere iniziative volte a salvaguardare il personale che opera nell'Istituto con serieta' e professionalita'; se, dalla ormai certa fusione con la Caripuglia e la Carisalerno, vista l'intenzione manifestata dalla Cariplo, quella di trattare la riduzione dei costi con ogni soggetto accorpante, non sia maggiormente punitiva nei confronti dei lavoratori che operano nei tre Istituti. Precedenti esperienze indicano che dove si sono concretizzate queste scelte, ad avvenuto accorpamento sono state presentate ulteriori piattaforme "sacrificali". In questa deprecabile ipotesi si finira' con il penalizzare ancora di piu' i lavoratori che in essi operano; se, il Governo non ritenga di adoperarsi anche a supporto dell'ispezione della Banca d'Italia, al fine di sollecitare un serio e concreto piano d'impresa che si formi su precise coordinate, quali: a) acquisire nuove quote di mercato, operazione che si rendera' possibile solo con una chiara linea capace di coniugare esigenze di tipo professionale, territoriale, nazionale e comunitarie; b) fornire nuove attivita' e servizi, in modo da fare discendere da questi imput, un sistema moderno per la raccolta del denaro; c) dare sostegno alla imprenditoria locale utilizzando le agevolazioni comunitarie e stimolando iniziative che consentano l'accesso al credito agevolato; se, in conclusione, non ritenga sia urgente intervenire al fine di dare serie direttive che non si traducano in minimi accomodamenti di gestione, accomodamenti, cosi' come comunicati dalla Cariplo, privi di prospettive, che rischiano, se attuati di essere penalizzanti nei riguardi dei lavoratori, degli operatori, del territorio. (4-14766)

 
Cronologia
martedì 30 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro dell'interno Napolitano dichiara che i curdi sbarcati sulle coste italiane non saranno espulsi e potranno presentare richiesta di asilo politico.

giovedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli, 255 contrari e 4 astenuti, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera (AC 4454), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.