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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14835 presentata da BERSELLI FILIPPO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980114

Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: nella citta' di Modena negli ultimi tre anni, su autorizzazione della locale giunta comunale, si e' utilizzato in pieno centro cittadino un sistema laser di classe 3B e successivamente 3A "per allontanamento storni", con interventi serali e notturni di circa quattro ore ciascuno; gli utilizzatori sono stati nel 1995 i vigili della provincia di Modena, mentre nei due anni successivi il comune di Modena ne ha appaltato l'utilizzo ad una cooperativa (Consorzio di solidarieta' sociale di Modena). Tale cooperativa, costituita con le prerogative della legge 381 del 1991, volta a dare lavoro a soggetti "svantaggiati", ha utilizzato i fucili di classe 3B nell'anno 1996 e quelli di classe 3A nel 1997; a Modena si sono utilizzati, sotto le abitazioni dei cittadini, laser che per l'Ispesl sono molto pericolosi per le persone, se non vengono rispettate le procedure di sicurezza nell'utilizzo all'esterno -: per quale motivo il Servizio di prevenzione e sicurezza non sia mai intervenuto, cosi' come previsto dalla legge n. 833, del 23 dicembre 1978, e dall'articolo 18 della legge regionale dell'Emilia-Romagna n. 14, del 18 maggio 1979; quale sia la sua opinione in merito a quanto esposto, e quali iniziative intenda porre in essere a tutela della salute pubblica. (4-14835)

Come richiamato nell'atto parlamentare in esame, in esito a quanto disposto con la delibera della Giunta comunale di Modena dell'8 novembre 1995, nell'autunno di quell'anno vennero effettuati in citta', sotto il controllo del Servizio Faunistico Caccia e Pesca della Provincia di Modena, i primi interventi con dispositivi al laser per ridurre la presenza di uccelli (in particolare della specie "Sturnus vulgaris"), il cui stazionamento in gran numero entro ridotte superfici risultava causa di danni, degrado e disagio negli ambienti cittadini. Il metodo adottato si basa sugli effetti che le particolari caratteristiche di brillanza della luce laser proiettata sulla chioma degli alberi producono sul comportamento degli uccelli. I dispositivi al laser utilizzano radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti che, in assenza di protezioni adeguate, possono causare effetti dannosi agli occhi e alla cute essenzialmente per cessione di calore. L'entita' di tale interazione e dell'eventuale danno conseguente deriva dalle caratteristiche della lunghezza d'onda, della potenza, della durata e della geometria di esposizione al fascio. La classificazione dei raggi laser riportata dalle norme internazionali ne prevede la suddivisione in 4 classi di appartenenza a pericolosita' crescente, definite secondo i parametri "LEA" (limite di emissione accessibile). In base a quanto riferito dalle Autorita' Sanitarie della Regione Emilia-Romagna, sono state adoperate apparecchiature appartenenti alla classe laser 3, sottoclasse A (3 A) o sottoclasse B (3 B). In tale fattispecie, la norma europea di riferimento e' quella siglata EN 60825-1, riguardante la sicurezza delle radiazioni laser nelle diverse utilizzazioni. Tale norma, al punto 3/10.10, prescrive che gli strumenti a raggi laser classificati 3 B siano esclusivamente impiegati da personale formato ed assistito, in modo da garantire l'adozione di procedure di protezione sia degli stessi operatori sia di eventuali terzi. Nel corso del 1995, dopo che l'azienda costruttrice aveva effettuato due dimostrazioni pratiche, agenti dell'Ente Provincia edotti sulle misure di sicurezza e sulle procedure da adottarsi e nell'utilizzo degli strumenti a raggi laser, hanno eseguito il "trattamento" per la durata di 2 settimane. In seguito, il Comune di Modena (con delibera di Giunta del 3 luglio 1996) si e' convenzionato con il Consorzio di solidarieta' sociale che ha eseguito, con proprio personale appositamente addestrato ed in coordinamento con la Provincia, una serie di trattamenti a cicli settimanali nelle stagioni estiva ed autunnale degli anni 1996 e 1997. Tutti i trattamenti eseguiti nel territorio comunale sono avvenuti alla presenza e con l'assistenza di un esperto nominato dal costruttore, in accordo con quanto prescritto dalla citata norma EN 60825 - 1 sull'uso di queste apparecchiature. Accurate cautele sono state adottate anche nei riguardi dei cittadini residenti, tanto piu' che i trattamenti in questione sono avvenuti e vengono tuttora effettuati in orario notturno ed in piena oscurita', quando il fascio della luce laser e' ben evidente per l'operatore, che - comunque - non deve mai proiettare parallelamente al terreno, per evitare l'"altezza d'uomo" ed effettuare il trattamento senza coinvolgere persone od animali differenti dagli storni. Le modalita' di impiego sul campo e la consapevolezza che gli operatori addetti siano a conoscenza delle caratteristiche tecniche del dispositivo laser utilizzato, dei rischi diretti ed indiretti per la salute umana da esso derivanti e delle relative procedure, sono ritenute idonee a garantire la tutela degli addetti e quella dei cittadini residenti dalla competente Regione Emilia Romagna che, pertanto, non reputa necessario un intervento di controllo sulla corretta applicazione di tali procedure. NOTA DI AGGIORNAMENTO (Ordinanza 16 luglio 1998). A integrazione ed aggiornamento della risposta all'atto parlamentare in esame, si precisa che in data 20 luglio 1998 e' stata pubblicata (G. U. n. 167) l'Ordinanza - a firma del Dirigente Generale del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Sanita' - che ha posto il divieto di commercializzazione, sul territorio nazionale, di ".... puntatori laser o di oggetti con funzione di puntatori laser di classe pari o superiore a 3, secondo la norma CEI EN 60825...", a seguito delle segnalazioni circa il loro uso improprio ed i conseguenti rischi per la salute pubblica e tenuto conto di una relazione tecnica dell'Istituto Superiore di Sanita' del 4 giugno 1998. Tali apparati debbono essere immediatamente ritirati a cura del responsabile della loro immissione sul mercato. L'Ordinanza non si applica, in ogni caso, agli apparati che vengono commercializzati per usi professionali specifici e le cui modalita' di corretto impiego risultano chiaramente indicate dal responsabile della loro immissione sul mercato. Il Ministro della sanita': Rosy Bindi.



 
Cronologia
martedì 30 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro dell'interno Napolitano dichiara che i curdi sbarcati sulle coste italiane non saranno espulsi e potranno presentare richiesta di asilo politico.

giovedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli, 255 contrari e 4 astenuti, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera (AC 4454), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.