Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01856 presentata da CAMBURSANO RENATO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19980114
Al Ministro delle finanze. - Per sapere - premesso che: un noto settimanale ha pubblicato di recente (Il Mondo, sabato 17 gennaio 1998, pagg. 34 e seguenti) un'inchiesta sulle esattorie dalla quale si rileva che: a) lo Stato italiano e' l'unico dei paesi industrializzati a dare in concessione, a pagamento, la raccolta delle tasse alle esattorie, una rete di societa', spesso a controllo bancario, che rappresenta "un intricato e vischiosissimo sistema di potere, intorno al quale ruotano migliaia di miliardi l'anno, e che, per decenni, ha operato e prosperato nell'ombra"; b) nel gennaio 1995, il Ministro delle finanze pro tempore, Augusto Fantozzi - presidente dell'Ascotributi (associazione che rappresenta le esattorie) fino a poco tempo prima di diventare Ministro - decise di assegnare concessioni decennali per la riscossione delle tasse in tutte le province italiane fino all'anno 2004; c) la procura di Napoli ha aperto un'inchiesta sui costi delle esattorie, gonfiati sistematicamente e puntualmente rimborsati dall'erario; d) un documento realizzato dall'ex segretario generale delle finanze Gianni Billia, oggi presidente dell'Inps, fa un monitoraggio sulla contabilita' delle esattorie negli anni che vanno dal 1990 al 1993, ed offre la fotografia sconcertante di un sistema "pieno di lati oscuri"; e) in particolare: mentre 73 concessionarie su 115 hanno dichiarato di spendere per la riscossione da un minimo dello 0,25 per cento dei tributi incassati (Banca popolare di Verona) a meno del 2 per cento, a Cosenza nel 1990 si spendevano 9 miliardi per riscuoterne 39 (23 per cento); a Torino nel 1993 la Gesap spa ha incassato oltre 22 miliardi dalle finanze statali per averne riscosso 124 (costo per l'erario: 18 per cento); il Monte dei Paschi di Siena ha speso per lo stesso servizio 8 per cento dei tributi incassati a Grosseto, 4,83 per cento a Lecce, 2,6 per cento a Cagliari, 0,49 per cento a Roma. E l'elenco potrebbe continuare; f) sono emerse spese esorbitanti e costosissimi subappalti esterni per l'informatica (dal 10 per cento fino ad oltre il 60 per cento dei servizi di riscossione); g) dal 1990 al 1993 alcune concessionarie hanno pagato a consulenti esterni fino al 60 per cento dei costi totali della riscossione; h) infine la procura di Napoli ha accertato che, almeno al Sud, il 70 per cento della riscossione mediante ruoli e' falsa. Qualora questo dato statistico risultasse accertato in tutta Italia, avremmo 4200 miliardi che non entrano nelle casse dello Stato ogni anno per un totale, dal 1990 al 1996 (durata dell'indagine della procura di Napoli) di 28.000 miliardi che potrebbero essere stati sottratti all'erario -: quali iniziative intenda prendere il Ministro interrogato qualora la procura di Napoli accertasse che i dati del dossier di Gianni Billia fossero penalmente rilevanti e quali per il recupero dei tributi non riscossi; tenendo conto che la riforma del sistema della riscossione che il Ministro delle finanze sta mettendo a punto dovrebbe lasciare alle esattorie la riscossione coattiva, come intenda egli agire per porre fine alla riscossione ed ai pignoramenti falsi. (3-01856)