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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14849 presentata da NAPPI GIANFRANCO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19980115

Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: la Convenzione stipulata per la trasmissione delle sedute parlamentari da parte di Radio radicale e' scaduta nel mese di novembre 1997; con il collegato alla finanziaria 1998 si e' giunti ad una proroga straordinaria ed eccezionale fino al gennaio 1998; il vigente contratto di servizio Stato-Rai, sul quale la stessa Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza sui servizi radiotelevisivi ha espresso parere favorevole nel luglio 1997, all'articolo 14 prevede al comma 3 che: "La concessionaria si impegna all'avvio del servizio di rete parlamentare a terra a partire dal l^ gennaio 1998. In ogni caso dal l^ novembre 1997, con carattere aggiuntivo, si avviera' la diffusione via satellite, in analogico ed in digitale del canale radiofonico parlamentare"; per la realizzazione di tale obiettivo i cittadini concorrono direttamente con quota parte del canone radiotelevisivo; il contratto di servizio nel suo articolo 14 e' al momento disatteso, pur essendo stato affermato ripetutamente, e da ultimo in sede di Commissione parlamentare vigilanza Rai il 16 dicembre 1997, dai responsabili della concessionaria pubblica, la possibilita' dell'azienda di avviare la trasmissione con una capacita' di copertura territoriale leggermente inferiore, solo nella fase di avvio, rispetto a quella attualmente garantita da Radio radicale o, da subito, pari, nel caso di conclusione positiva della trattativa aperta con Radio radicale; per l'attivazione del servizio pubblico della rete parlamentare si sono ripetutamente espressi i Presidenti della Camera e del Senato; nessuna conseguenza avrebbe, tra l'altro, l'avvio della rete parlamentare sul futuro di Radio radicale che continuerebbe nella sua libera esistenza e nel suo libero ruolo informativo, visti i finanziamenti pubblici che la Radio legittimamente continuerebbe a percepire in quanto organo di partito; nonostante la proroga gia' concessa e' ripresa una spinta per giungere ed una nuova e piu' ampia proroga anche attraverso nuovi atti legislativi proposti dal Governo -: se tutto cio' corrisponda agli orientamenti del Governo; se non sia necessario procedere inderogabilmente alla attuazione del dispositivo dell'articolo 14 del contratto di servizio; se ulteriori proroghe siano suscettibili di impugnabilita' sotto il profilo della legittimita'; se considerino giusto che i cittadini oggi paghino due volte per lo stesso servizio: la Rai con il canone, Radio radicale con la convenzione; se non considerino quantomeno singolare e non corrispondente ad alcun criterio liberale e pluralista immaginare che un delicato servizio di natura pubblica possa essere condotto da un organo, formalmente e sostanzialmente di partito; a quanto ammontino i contributi percepiti nell'ultimo triennio dalla proprieta' di Radio radicale in quanto organo di partito; a quanto ammontino i contributi percepiti nell'ultimo triennio dalla proprieta' di Radio radicale per la trasmissione delle sedute parlamentari; di chi sia la proprieta' di Radio radicale; quanti siano i dipendenti della Radio e quale sia il loro regime contrattuale, anche in relazione alle mansioni effettivamente svolte, segnatamente per la redazione giornalistica addetta alla realizzazione dei servizi parlamentari. (4-14849)

Al riguardo, nel far presente che si risponde per incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri si ritiene opportuno fare un breve riepilogo della situazione riguardante la trasmissione delle sedute parlamentari. In proposito si significa che gia' l'articolo 24 della legge 6 agosto 1990, n. 223 prevedeva che alla concessionaria RAI poteva essere assentita una quarta rete radiofonica da riservare esclusivamente ai lavori parlamentari. Tuttavia, l'indisponibilita' di frequenze radioelettriche derivante dalla mancata definizione del relativo piano di assegnazione, non consenti', a suo tempo, di destinare alla concessionaria RAI i necessari supporti tecnici per l'istituzione della suddetta rete parlamentare. Allo scopo di assicurare, comunque, il servizio di trasmissione radiofonica delle sedute parlamentari, il Governo fu autorizzato, con decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 558, piu' volte reiterato, a stipulare una convenzione di durata triennale, con un altro operatore del settore - individuato nella societa' Centro di produzione S.p.A., titolare dell'emittente radiofonica radio Radicale - al fine di assicurare le predette trasmissioni. Con decreto ministeriale 21 novembre 1994, pertanto, fu approvata una convenzione (scaduta il 21 novembre 1997) con cui il Centro di produzione S.p.A. si impegnava a provvedere alla trasmissione delle sedute parlamentari previa una remunerazione pari a lire 10 miliardi annui. Successivamente a tale data atteso che il menzionato Centro di produzione S.p.A. aveva, nel frattempo, continuato ad effettuare le trasmissioni in parola e che il Parlamento aveva, con vari ordini del giorno, impegnato il Governo ad assumere idonee iniziative legislative al fine di garantire la continuazione delle trasmissioni di cui trattasi nonche' di ridisciplinare la materia in modo da pervenire ad un effettivo potenziamento del servizio, e' stata emanata la legge 11 luglio 1998, n. 224 con cui il ripetuto Centro di produzione S.p.A. veniva autorizzato alla prosecuzione delle trasmissioni parlamentari per un ulteriore triennio (fino al 20 novembre 2000) per un importo annuo rivalutato in lire 11.500.000.000. La predetta legge prevede, altresi', che fino all'entrata in vigore della legge di riforma generale del sistema delle comunicazioni, la rete radiofonica dedicata ai lavori parlamentari non puo' essere ampliata fatte salve, comunque, le acquisizioni di impianti conseguenti all'esercizio di opzioni gia' concordate alla data di entrata in vigore della legge n. 224 del 98. Nel frattempo, atteso che non si sono riscontrati impedimenti giuridici a che la RAI avviasse le trasmissioni parlamentari in attuazione dell'articolo 14 del contratto di servizio approvato con decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, gli organi amministrativi competenti hanno provveduto ad autorizzare, in via provvisoria, alcuni impianti RAI operanti in modulazione di frequenza, dedicati alle ripetute trasmissioni parlamentari. Il Ministro delle comunicazioni: Salvatore Cardinale.



 
Cronologia
martedì 30 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro dell'interno Napolitano dichiara che i curdi sbarcati sulle coste italiane non saranno espulsi e potranno presentare richiesta di asilo politico.

giovedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli, 255 contrari e 4 astenuti, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera (AC 4454), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.