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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14844 presentata da ASCIERTO FILIPPO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980115

Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: nel 1986 l'Organizzazione mondiale per la sanita' (Oms), in collaborazione con il "Comitato di esperti per il controllo del dolore e per le cure palliative", ha messo a punto delle linee guida per il trattamento del dolore oncologico, che prevedono l'impiego di analgesici non oppioidi per il dolore da medio a moderato ed il ricorso ad analgesici oppioidi, come la morfina ed altri farmaci oppioidi forti, per il dolore severo, specie da cancro; nel 1989 l'International narcotics control board chiese all'Economic and social council di stimare le legittime necessita' di oppio in vari paesi del mondo per superare l'inadeguata ed insufficiente cura della salute a causa di difficili situazioni economiche o per altre condizioni; nel 1995 l'International narcotics board, nel documento Avialability of opiates for medical needs, ha evidenziato che il consumo mondiale di morfina, utilizzato come indice sensibile per una valutazione dell'efficacia dei programmi per il trattamento del dolore neoplastico, e' risultato stazionario negli anni compresi tra il 1972 ed il 1984, mentre e' aumentato progressivamente fino a quadruplicarsi nel periodo compreso tra il 1984 ed il 1994; la tendenza a tale crescita e' stata osservata prevalentemente nei dieci Paesi che risultavano gia' tra i maggiori consumatori di oppioidi per uso analgesico, mentre in Italia, che ha un consumo pro-capite tra i piu' bassi d'Europa, collocandosi al penultimo posto e davanti solo alla Romania, si e' osservata addirittura una tendenza negativa; secondo l'Oms lo scarso ricorso alle sostanze oppioidi e' da imputare a restrizioni legislative che si prefiggono di prevenire l'abuso di questi farmaci per scopi non terapeutici ma finiscono per condizionare e limitare drasticamente la possibilita' d'impiego nel trattamento severo del cancro nelle sue fasi piu' avanzate, disattendendo la risposta piu' umana che puo' darsi, in tali situazioni, al dolore; l'Italia puo' vantare congiuntamente alla sola Grecia, la legislazione piu' restrittiva che possa riscontrarsi all'interno della Unione europea, ove Gran Bretagna, Belgio, Olanda e Danimarca vantano legislazioni meglio rispondenti alle esigenze in parola, e ove Francia e Spagna, nel corso degli ultimi anni, hanno modificato la propria legislazione per ridurre le restrizioni all'impiego terapeutico degli oppioidi; adeguare la legislazione vigente a standard europei meno restrittivi non comporta una minore efficacia preventiva all'abuso di sostanze stupefacenti, cosi' come si puo' rilevare da un articolo pubblicato in Lancet nel 1993 che ha dimostrato che l'incidenza di decessi per tossicodipendenti nei vari Paesi europei nel periodo 1986-1990 e' risultata del tutto indipendente dal grado di liberalita' della legislazione sugli oppioidi (in Italia e in Grecia il tasso di mortalita' per tossicodipendenza risultava addirittura superiore a quello di Gran Bretagna, Belgio e Olanda); in sintonia con le analisi dell'Oms, riferite a tutti i governi, la legislazione specifica in Italia risulta molto completa e rigorosa e si basa prevalentemente sulla legge n. 685 del 1975 e sul decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, che prevedono alcune aberrazioni come la prescrizione su apposite ricette ministeriali in triplice copia, la prescrizione limitata a solo otto giorni, la conservazione delle ricette per almeno due anni, sanzioni rilevanti per i professionisti, medici e farmacisti, in caso di errori anche meramente formali nella prescrizione, registrazione, dispensazione, conservazione e smaltimento, eccetera; numerose ricerche dimostrano che in Italia, diversamente da quanto avviene in altri Paesi, il personale sanitario, medici e infermieri, non ha avuto, e tuttora non riceve, una adeguata formazione relativa al trattamento del dolore e, in particolare, del dolore da cancro, tanto e' vero che solo il 16 per cento dei medici di famiglia prescrive oppioidi per il controllo dei dolori da cancro, in cio' scoraggiati oltre che da difficolta' correlate alle troppe normative, anche dalla scarsa preparazione ricevuta relativamente all'uso di questi farmaci prescritti con risultati che non producono l'effetto desiderato, agendo per lo piu' per un tempo troppo breve e rivelandosi le dosi inadeguate -: se intenda adottare urgenti iniziative per adeguare finalmente e senza ulteriori indugi la normativa italiana sull'impiego degli oppioidi nella terapia del dolore a quella piu' avanzata esistente nell'Unione europea di cui l'Italia fa parte, in modo da consentire, tra l'altro, che il possesso dell'apposito ricettario sia reso obbligatorio per tutti i medici di medicina generale convenzionati con il Servizio sanitario nazionale, che il fabbisogno terapeutico relativo alla singola prescrizione venga pianificato per un numero significativo di settimane (sino a 13, come avviene in Gran Bretagna) a fronte dei soli otto giorni attualmente previsti, che ogni singola ricetta possa contenere due dosaggi dello stesso medicinale o due medicinali diversi, che i medici possano detenere piccoli quantitativi di stupefacenti (50-100 mg di morfina) per affrontare situazioni di emergenza senza l'obbligo della tenuta del relativo registro di carico e scarico previsto dall'articolo 2, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, ma documentando l'avvenuto acquisto e la conseguente somministrazione mediante la conservazione della propria copia della richiesta, prevista dall'articolo 42, comma 1, del citato decreto del Presidente della Repubblica del 1990, eccetera. (4-14844)

 
Cronologia
martedì 30 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro dell'interno Napolitano dichiara che i curdi sbarcati sulle coste italiane non saranno espulsi e potranno presentare richiesta di asilo politico.

giovedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli, 255 contrari e 4 astenuti, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera (AC 4454), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.