Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14860 presentata da APOLLONI DANIELE (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19980115
Ai Ministri di grazia e giustizia, dell'interno e dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: clamorosa e preoccupante e' la vicenda dell'imprenditore dei castelli romani Benedetto Fedeli, giunto suo malgrado nelle cronache di questi giorni per essere stato costretto a sparare a due delinquenti di nazionalita' slava che tentavano di sfondare una finestra blindata con una mazza; l'imprenditore romano si e' visto cosi' ammanettato come un presunto killer senza scrupoli, con l'accusa di tentato omicidio scritto a chiare lettere nel verbale dei militi dell'arma di Castelgandolfo, rinomati per vigilare sul Papa nel periodo estivo; la dinamica di quanto accaduto e' iniziata alle ore 18,45, quando cioe' l'imprenditore Benedetto Fedeli, in compagnia della moglie e della figlia di appena quindici giorni, ha sentito rumori sospetti in giardino, e ha visto dalla finestra due uomini che cercavano di entrare nella villa; l'immediata, sacrosanta, reazione di Fedeli e' stata quella di telefonare ai carabinieri; purtroppo, nonostante le ripetute intimazioni di fermarsi, i banditi slavi sono riusciti ad infrangere la finestra blindata; a quel punto l'imprenditore Benedetto Fedeli si e' visto evidentemente costretto ad impugnare la sua "Smith & Wesson", regolarmente denunciata con relativo porto d'armi, e far fuoco verso i malviventi slavi: non per ucciderli ma per intimorirli e convincerli a scappare; purtroppo, il colpo di pistola ha invece colpito alla testa uno dei due criminali slavi; appena sono giunti i carabinieri, l'altro malvivente Safet Javanovich ha terminato la fuga alla stazione di Castelgandolfo, e da li' e' stato condotto nelle carceri di Velletri con l'accusa di furto; agghiacciante, invece, la sorte dell'imprenditore Benedetto Fedeli: incarcerato con l'accusa di tentato omicidio -: se sia a conoscenza di questa vicenda, che mette ancora una volta il dito su una delle tante piaghe della giustizia italiana; come avrebbe dovuto comportarsi allora una persona di media diligenza se si fosse trovata nella medesima situazione, ovvero quella di essere violentemente minacciato dall'esterno della propria abitazione da due criminali senza scrupoli armati con oggetti contundenti, e in cui, dopo aver telefonato ai carabinieri, intimato piu' volte l'alt ai malviventi slavi, si sia visto costretto ad impugnare la propria arma per difendere la figlia di appena 15 giorni, la moglie e se stesso; se abbia preparato in questi due anni di legislatura adeguate soluzioni o proposte di legge al fine di risolvere casi analoghi a quello descritto, gia' frequentemente verificatisi in tutto il territorio italiano; se ritenga conforme al piu' comune senso di equita' il fatto di aver incarcerato l'imprenditore Benedetto Fedeli, immacolato al casellario giudiziario. (4-14860)