Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14867 presentata da GARDIOL GIORGIO (MISTO) in data 19980115
Ai Ministri dei trasporti e della navigazione e dell'ambiente. - Per sapere - premesso che: la linea ferroviaria ad alta velocita' Milano-Genova non e' compresa nel contratto di programma 1994-2000 fra Governo e Ferrovie dello Stato, non e' stata sottoposta allo studio di fattibilita' economico-sociale previsto dal contratto di programma 1994-2000 Fs-Governo, non e' finanziata e quindi non risulta essere fra le priorita' dell'esecutivo; e' in atto una revisione complessiva del progetto Tav anche sulla base di un documento congiunto del ministero dei trasporti e della navigazione e del ministero dell'ambiente relativo alle linee Milano-Genova e Milano-Verona-Venezia; l'autorita' Antitrust il 10 gennaio 1996 con il provvedimento n. 3526 ha ritenuto fuori norma il mantenimento dell'affidamento al General Contractor Co.Civ. (Cer, Civ Spa, Gambogi costruzioni, Itinera Spa, Tecnimont Spa), sottolineando come la "stipula delle convenzioni fra Tav e General Contractor anteriormente all'entrata in vigore della direttiva CEE n. 90/531, ha sottratto alle procedure concorrenziali, che tale disciplina garantisce, l'affidamento delle linee Milano-Genova e Milano-Verona-Venezia, la cui realizzazione, pur caratterizzata da rapporti contrattuali definiti, si trova ancora in fase iniziale; il Co.Civ. ha presentato nell'ottobre 1996 un progetto di massima e uno studio di impatto ambientale che sono ancora all'esame della Commissione nazionale Via e sono stati bocciati nel dicembre del 1996 dalla Commissione Via della regione Liguria e nel marzo del 1997 dalla Commissione tecnica mista istituita dalla regione Piemonte, in collaborazione con gli enti locali interessati, per gravi insufficienze tecniche progettuali, di impatto ambientale e paesaggistico, e per le carenze sull'utilita' economico-sociale dell'opera; parte integrante e imprescindibile di tale progetto, rigettato dagli organismi tecnici regionali e' la realizzazione della cosiddetta galleria Flavia, una galleria di valico fra Liguria e Piemonte di circa diciassette chilometri, con sbocco a Novi, che presenta gravissime difficolta' di realizzazione, per problemi legati al delicatissimo assetto idrogeologico della zona di intervento, dovuti all'esistenza di una imponente palcofrana, di linee tettoniche interessate da corsi d'acqua, dalla circolazione di acque termali e dalla vicinanza dell'importante invaso della Busalletta; il Co.Civ. ha ottenuto un finanziamento di centotrenta miliardi di lire, previsto nell'accordo di programma Stato-regione Liguria del 1994, per la realizzazione di cunicoli esplorativi per le ricerche geognostiche utili alla definizione del progetto esecutivo; per stessa ammissione dei responsabili dei cantieri di Castagnola, nel comune di Franconalto, e di Vallerone, nel comune del Voltaggio - entrambi in provincia di Alessandria - e di Paveto, nel comune di Mignanego - in provincia di Genova -, tali opere sarebbero cunicoli (con apertura di 5 metri quadrati), ma vere e proprie gallerie di servizio o vie di fuga (con apertura di 70 metri quadrati) della galleria Flavia, le cui specifiche tecniche e studi propedeutici non hanno carattere di esecutivita' e non sono stati sinora passati al vaglio di alcuna autorita' tecnica nazionale; tali lavori iniziati nel 1996 e previsti sino al 1999, hanno comportato un rilevante impatto ambientale conseguente allo sbancamento e al disboscamento di ampie zone appenniniche, all'apertura di strade e alla cementificazione o alla copertura di versanti e rii, e rischi per i lavoratori e per la popolazione delle zone interessate, a causa dello sparo non comunicato di mine, della realizzazione di imponenti cantieri che lavorano 24 su 24 con intenso movimento di mezzi pesanti su strade provinciali che sono inadatte alla loro percorrenza -: se non ritengano che si debbano fermare i lavori per un'opera che non e' finanziata, di cui non esiste alcun progetto esecutivo, e che non e' sostenuta da alcun studio di fattibilita' economico-sociale, chiudendo al piu' presto l'attivita' dei cantieri, obbligando il Co.-Civ. al ripristino delle zone interessate dai lavori e verificando la congruita' di tali opere con gli atti autorizzativi e concessori della pubblica amministrazione. (4-14867)