Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14896 presentata da MARINACCI NICANDRO (MISTO) in data 19980115
Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dei lavori pubblici. - Per sapere - premesso che: in data 15 settembre 1997 con decreto del Presidente del Consiglio su proposta del Ministro dei lavori pubblici, l'avvocato Lorenzo Pallesi, attuale presidente della Consap (la societa' che gestisce il patrimonio immobiliare dell'Ina) e consigliere d'amministrazione dell'Arin (l'azienda che gestisce gli acquedotti napoletani), e' stato nominato commissario straordinario dell'Ente autonomo acquedotto pugliese; il provvedimento di nomina e' stato adottato ai sensi della legge n. 2060 del 1919 e dell'articolo 10 della legge n. 36 del 1994, sostenendo congiuntamente l'esistenza di gravi irregolarita' contabili da parte del precedente consiglio di amministrazione e la necessita' del riassetto funzionale dell'Ente in vista della trasformazione in societa' per azioni sulla base dell'articolo 1, comma 83 della legge n. 549 del 1995; all'avvocato Pallesi sono stati conferiti poteri ordinari e straordinari ed e' stato attribuito un limitato budget di spesa per se' e per i suoi esperti (quattro di nomina ministeriale) pari all'importo complessivo delle somme gia' riconosciute al precedente Consiglio di amministrazione che non sono superiori ai quaranta milioni di lire annui; e' stata segnalata la presenza al fianco del Commissario, di "consulenti" non riferibili alla categoria degli esperti, nelle persone del dottor Spagnolo, consigliere di amministrazione dell'Arin e del dottor Mazzini, capo dell'ufficio stampa, che operano gia', senza titolo, nell'ambito degli uffici, utilizzano autovetture di servizio, trattano pratiche e fascicoli dell'Ente, ai quali, inoltre, sono stati riconosciuti compensi molto maggiori di quelli corrisposti alla dirigenza dell'Ente -: sulla base di quali elementi sia stato disposto il Commissariamento in questione, atteso che ne' il Consiglio di Stato con il parere reso in proposito dalla seconda sezione, nella seduta del 23 luglio 1997, ne' la Corte dei conti, nelle relazioni annuali riguardanti gli ultimi esercizi, hanno segnalato irregolarita' tali da far ritenere giustificato il commissariamento stesso, il quale allo stato si regge soltanto su univoci apprezzamenti ministeriali; quali siano state le ragioni in base alle quali il ministero competente non ha provveduto nel corso degli ultimi due anni a nominare il presidente dell'ente, affidando piuttosto che al Commissario straordinario, alla rappresentanza del consiglio di amministrazione lo studio e la valutazione delle possibilita' e le modalita' della trasformazione dell'Ente secondo le indicazioni provenienti dagli organi di governo (regioni, province e comuni) che rappresentano le popolazioni interessate dal servizio erogato dall'ente; per quali ragioni il commissariamento sia stato deliberato in palese contrasto delle prerogative derivanti dall'articolo 117 della Costituzione e dal pure invocato articolo 10, comma 5 della legge n. 36 del 1994 (legge Galli), senza consultare le regioni interessate Campania, Puglia e Basilicata, e senza peraltro dare alcun rilievo alle proteste delle stesse regioni avverso una forma di vera e propria occupazione dell'ente da parte del ministero e del Governo; quale sia la posizione giuridica del dottor Pallesi in ordine ai suoi incarichi attuali che, evidentemente, intralciano la disponibilita' a tempo pieno per l'assunzione di un incarico che prevede la sostituzione di circa 17 membri del Consiglio di amministrazione in rappresentanza di otto province e di cinque ministeri vigilanti; quali siano i criteri cui si ispireranno il commissario ed il Ministro in merito alla nomina degli esperti e quali siano le disposizioni di legge che disciplinano la nomina di consulenti e la loro retribuzione; quali sono le motivazioni che hanno indotto il commissario ad allontanare il direttore generale dell'ente di recente nomina; quali siano stati i costi di gestione dell'ente durante l'amministrazione del commissario straordinario e quelli di pari periodo della gestione ordinaria precedente; quali siano stati, in particolare, i costi relativamente ai compensi, comprensivi di ogni voce quali emolumenti, spese di viaggio, vitto e alloggio eccetera, spettanti al commissario straordinario e ai suoi esperti e consulenti e quelli relativi al disciolto consiglio di amministrazione e agli incarichi apicali della gestione ordinaria dell'ente. (4-14896)