Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14953 presentata da BUONTEMPO TEODORO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980119
Al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: il Governo italiano sembra aver preso coscienza del dramma curdo solo ora, in seguito al massiccio sbarco di cittadini curdi sulle nostre coste avvenuto nei giorni scorsi; non si puo' e non si deve rimanere indifferenti e inerti di fronte alla continua e violenta repressione contro il popolo curdo in Turchia e in Iraq; le critiche al Ministro Dini giunte dal suo omologo greco per non aver fatto cenno alla vera natura del fenomeno e della sua recrudescenza sembra non abbiano sortito effetti attesi; in questi casi la concessione dell'asilo politico da parte di un paese occidentale e' sacrosanta -: quale ruolo s'intenda svolgere a livello internazionale per concorrere ad una definitiva eliminazione delle cause che hanno determinato questa gravissima situazione; quali provvedimenti il Governo intende adottare al fine di svolgere un'efficace azione di vigilanza delle frontiere al fine di perseguire una mafia abbietta che specula su questi sventurati ed esige milioni per portarli vicino alle coste italiane, per poi lasciarli in bali'a della sorte. (4-14953)
In merito alla questione curda cui l'onorevole interrogante fa riferimento si fa presente che il Governo italiano, non da oggi, ha avviato una riflessione, anche in ambito Unione Europea, per cercare di fare luce sulle motivazioni politiche che stanno alla base del fenomeno e non e' stato necessario l'arrivo delle navi Ararat e Cometa sulle coste ioniche perche' il Governo iniziasse ad agire in tal senso. Come il Ministro Dini ha sottolineato alle Commissioni riunite Esteri ed Interni della Camera e del Senato l'8 gennaio scorso, il problema dei curdi non tocca soltanto la Turchia, ma anche Iran, Iraq, Siria. La questione curda riveste problemi di natura diversa quali la salvaguardia della identita' culturale, i problemi di sviluppo, le rivalita' tra le varie fazioni alle quali anche le influenze degli Stati di appartenenza non sono a volte estranee. In Turchia, in particolare, i curdi sono integrati nei grandi centri urbani, mentre il problema dei loro diritti, in condizione di uguaglianza con gli altri cittadini turchi, si pone in quella parte del Paese, il Sud-Est anatolico, che si estende ai confini con l'Iraq. E' una regione che risente anche di instabilita' e tensioni nel Nord di quest'ultimo Paese. Qui le fazioni hanno ripreso a combattersi per l'accesso alle risorse locali ed internazionali, utilizzando come referenti diversi Stati nella regione. Su tale situazione si innesta un movimento storicamente piu' radicale, il PKK (partito dei lavoratori curdi) che e' bandito in Turchia e che opera attraverso le frontiere turco-irachene anche con azioni armate. Il movimento e' fuorilegge anche in taluni Paesi dell'Unione Europea, che ne condannano i metodi di lotta. La questione curda ha quindi dimensioni sovrannazionali. Non dobbiamo poi dimenticare che l'instabilita' e' determinata, oltre che dalle rivalita' fra fazioni e partiti, dalla politica repressiva adottata da Saddam Hussein e da altri fattori. Per quanto concerne piu' specificatamente gli sbarchi sulle coste italiane di clandestini, in gran parte di etnia curda, avvenuti nello scorso novembre ed all'inizio del corrente anno, va detto che essi hanno posto il Governo italiano di fronte ad un duplice ordine di problemi: da un lato le ragioni umanitarie derivanti dalla provenienza di un consistente numero degli immigrati da aree travagliate da conflitti e da violenze, dall'altro il rispetto degli impegni assunti dall'Italia in ambito Schengen in materia di lotta all'immigrazione illegale e di controllo della frontiera esterna. Per contrastare il traffico di clandestini, gli sforzi del Governo italiano si sono concentrati - oltre che sul rafforzamento dei controlli nelle zone di sicurezza in prossimita' della frontiera - sull'obiettivo di assicurare una cornice di collaborazione idonea a combattere un fenomeno complesso e dalle molteplici sfaccettature come piu' sopra accennato. Il fenomeno e' dunque particolarmente complesso, coinvolge diversi Stati ed ha molteplici cause. E' essenziale, per farvi fronte, uno sforzo internazionale di ampia portata, che vada oltre la lotta alla clandestinita' ed alla criminalita'. Sul piano della cooperazione internazionale, da tempo il Governo italiano aveva avviato contatti sia con le Autorita' turche che con quelle greche per un rafforzamento della vigilanza sui flussi di clandestini originari od in transito sul territorio di quei Paesi. Oltre alle missioni del Sottosegretario Sinisi ad Ankara in novembre ed ai colloqui del Sottosegretario Fassino con il suo omologo ellenico, il problema e' stato affrontato anche dal Presidente Prodi nel suo incontro a Roma lo scorso dicembre con il Primo Ministro turco Yilmaz. Un invito alla collaborazione e' stato inoltre rivolto dal Ministro Dini sia al Ministro degli Esteri greco Pangalos, affinche' Atene si adoperasse con piu' determinazione per impedire i transiti illegali, sia al collega turco Cem, perche' venissero adottate da parte della Turchia "misure necessarie ad arginare un fenomeno sempre piu' inquietante". Ma e' stata soprattutto la riunione dei Capi delle Polizie europee, svoltasi a Roma l'8 gennaio scorso su proposta italiana, che ha consentito di dare un significativo impulso a contrastare il traffico di clandestini provenienti dal territorio turco. La dichiarazione d'intenti adottata in tale occasione prevede infatti la messa in atto di misure operative finalizzate a smantellare le organizzazioni criminali che gestiscono questi flussi migratori. Anche se tale documento non e' stato sottoscritto dalle Autorita' di Ankara, il loro impegno di contrastare il fenomeno, ripetutamente ribadito, e' apparso finora innegabile, come dimostrano le operazioni della polizia turca che hanno portato all'arresto di numerosi trafficanti ed impedito l'arrivo di ulteriori navi di clandestini. Piu' incisive forme di cooperazione nella lotta all'immigrazione illegale sono state infine messe a punto negli incontri italo-turchi a livello di funzionari di Polizia tenutisi a Roma il 27 e 28 gennaio, nonche' nella riunione del 3 febbraio scorso, sempre a Roma, dei Punti di Contatto nazionali di dodici Paesi europei, tra cui Grecia e Turchia, che ha costituito il seguito operativo di quella dei Capi delle Polizie dell'8 gennaio. L'avvenimento costituisce un importante passo in avanti nella soluzione del problema, secondo un approccio globale che va nel senso espresso gia' in due Risoluzioni del Parlamento italiano. In linea con la tradizionale posizione dell'Italia, il Governo intende continuare a seguire la questione curda con la massima attenzione. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Patrizia Toia.