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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/14989 presentata da DELMASTRO DELLE VEDOVE SANDRO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980120

Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: l'Ente poste di Vercelli ha istituito la figura dell'operatore unico presso lo sportello allocato nel comune di Rimasco (Vercelli); la decisione riguarda gli interessi dei vicini comuni di Rima San Giuseppe e Carcoforo; questa grave decisione e' stata assunta dopo che erano gia' stati chiusi gli sportelli nei comuni di Rima San Giuseppe e Carcoforo; lo sportello di Rimasco, colpito dal provvedimento, era dunque l'unico rimasto a servire i tre comuni la cui popolazione, ancorche' poco numerosa, e' prevalentemente anziana e distribuita su un territorio abbastanza vasto; Rima San Giuseppe dista 8 chilometri e Carcoforo 7 chilometri da Rimasco; la qualita' del servizio offerto con l'istituzione dell'operatore unico, e' ormai degradata ad un livello inaccettabile; le stesse modalita' di assunzione del provvedimento non sono condivisibili, sia per la comunicazione ai comuni avvenuta soltanto una settimana prima dell'avvio del nuovo sistema, sia perche', come se non bastasse, sono state disattivate le cassette per l'impostazione della corrispondenza situate nei comuni di Rima San Giuseppe e di Carcoforo, e nelle frazioni di Ferrate e di San Giuseppe; i sindaci dei comuni interessati hanno richiesto all'Ente poste di Vercelli di rimeditare il provvedimento, senza peraltro ottenere un risultato concreto; la razionalizzazione del costo di gestione dei servizi e' concetto assolutamente diverso dalla pratica soppressione del servizio medesimo; i provvedimenti assunti presentano addirittura profili di possibile illegittimita', atteso che paiono in contrasto con la filosofia e l'articolato medesimo della legge sulla montagna, che prevede il mantenimento del servizio in zone considerate, per definizione, disagiate; pare veramente assurdo che possano essere sviluppate politiche contraddittorie e confliggenti che, da una parte, tentano di prevenire lo spopolamento della montagna e dall'altra, eliminando di fatto i servizi piu' essenziali, rendono inevitabile lo spopolamento medesimo -: quali analisi del territorio e dei bisogni della sua popolazione sia stata effettuata dell'Ente poste competente per territorio; se si sia tenuto conto delle caratteristiche della popolazione, in ragione soprattutto dell'eta' avanzata di cospicua parte della medesima; se siano stati considerati i disagi determinati dal fatto che la distanza fra i comuni di Rima San Giuseppe e di Carcoforo rispetto al comune di Rimasco non e' adeguatamente superabile dal trasporto pubblico; se sia stata correttamente valutata la difficolta' (se non l'impossibilita') per l'operatore unico di offrire all'utenza, su un territorio cosi' articolato, un servizio degno di essere definito tale; se sia stata considerata la compatibilita' del provvedimento assunto con la "ratio" della legge sulla montagna; se sia da considerarsi corretto, nel metodo, che le comunicazioni del provvedimento siano state date ai sindaci dei comuni interessati soltanto una settimana prima dell'avvio della nuova formula di organizzazione del servizio; se non si ritenga di dover ripristinare, presso lo sportello di Rimasco, le tradizionali modalita' di organizzazione e di gestione del servizio. (4-14989)

Al riguardo la societa' Poste Italiane ha precisato di aver posto in essere varie iniziative di riordino del settore postale con il duplice fine di migliorare l'efficienza dei servizi e di realizzare il risanamento economico-finanziario. In tale ottica si inquadra la decisione della societa' di adottare sistemi operativi diversificati in relazione al traffico postale registrato nelle varie localita', in modo da poter effettuare un riequilibrio nel rapporto domanda/offerta arrivando, dove ritenuto necessario, all'apertura degli uffici a giorni alterni o con orari limitati. Cio' premesso in linea generale, per quanto riguarda il caso dell'agenzia postale di Rimasco, la medesima societa' ha comunicato che a seguito di un attento esame del volume di traffico svolto dall'ufficio, della popolazione residente, della superficie e della orografia del territorio, nonche' dei parametri di produttivita' dell'agenzia stessa, e' stato realizzato un nuovo modello del servizio mediante la istituzione dell'"operatore unico", figura prevista per quelle sedi che presentano modesti volumi di traffico. Tale riorganizzazione, che limitatamente al periodo dal 2 al 22 dicembre 1997 ha comportato la disattivazione delle cassette d'impostazione nei comuni di Rimasco, Rima San Giuseppe e Carcoforo, non ha compromesso le esigenze dell'utenza; il servizio e' stato infatti strutturato in modo da riservare parte della prestazione giornaliera ai servizi di sportelleria e parte alla consegna della corrispondenza. La societa' ha peraltro precisato che dal 20 febbraio 1998, grazie all'assunzione di alcune unita' con contratto a termine, la filiale di Vercelli ha potuto assegnare all'agenzia postale di Rimasco una unita' per il servizio di recapito; cio' ha consentito di ripristinare le tradizionali modalita' di organizzazione e di gestione del servizio fino al 30 settembre 1998. La societa' ha precisato, infine, di aver sempre preventivamente informato i prefetti ed i sindaci delle localita' interessate circa l'adozione di nuovi modelli organizzativi ed in particolare in merito alla istituzione dell'operatore unico. Il Ministro delle comunicazioni: Antonio Maccanico.



 
Cronologia
martedì 30 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro dell'interno Napolitano dichiara che i curdi sbarcati sulle coste italiane non saranno espulsi e potranno presentare richiesta di asilo politico.

giovedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli, 255 contrari e 4 astenuti, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera (AC 4454), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.