Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15006 presentata da DE CESARIS WALTER (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980120
Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri per la funzione pubblica e gli affari regionali e del lavoro e della previdenza sociale. - Per sapere - premesso che: come e' noto, la legge 2 aprile 1965, n. 482, e successive modificazioni e integrazioni, obbliga le pubbliche amministrazioni che occupano almeno 36 dipendenti ad assumere in ruolo appartenenti a determinate categorie protette (invalidi civili, privi di vista, non udenti, profughi, coniuge superstite e figli di vittime del terrorismo, ecc.), entro i limiti e con le modalita' previste dalla stessa legge; l'Istat, pur dovendo riservare il 40 per cento della consistenza del profilo di "ausiliario tecnico" della propria pianta organica, che e' pari a 100 unita', a disoccupati appartenenti alle categorie protette di cui alla suddetta legge, presenta ad oggi in organico solo 20 riservatari; sollecitato dal sindacato USI-ricerca ad avviare le procedure di rito per l'assunzione degli ulteriori 20 riservatari, l'ISTAT ha replicato comunicando allo stesso sindacato che non solo non intende effettuare alcuna assunzione di personale appartenente alle categorie protette, ma che si sta attivando per ridurre drasticamente la dotazione organica del summenzionato profilo di "ausiliario tecnico" per eliminare, in tal modo, la "deficienza" segnalata -: se il comportamento dell'ISTAT sia conforme allo spirito e alla ratio della citata legge n. 482 del 1968 o se, invece, non rappresenti una palese, quanto ingiustificata, discriminazione nei confronti di cittadini meno fortunati di altri; in quest'ultimo caso, quali iniziative si intendono intraprendere per indurre il predetto ISTAT ad assumere, attraverso il competente ufficio di collocamento, i venti disoccupati appartenenti alle categorie protette; se risulti che le mansioni ascrivibili al citato profilo di "ausiliario tecnico" (come, ad esempio, servizio di portineria, di anticamera, di smistamento, selezione e consegna di posta e modellame vario) vengano in gran parte affidate dall'Istat a ditte esterne, a tariffe tutt'altro che economiche, e se risulti, altresi', che nel caso della vigilanza privata, alla quale da tempo l'ente di Via Balbo in Roma ricorre per sopperire alla cronica carenza di personale ausiliario da adibire al servizio di portineria, il costo per vigile superi addirittura i sette milioni di lire al mese, sufficienti a garantire lo stipendio mensile lordo ad almeno tre "ausiliari tecnici". (4-15006)