Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15032 presentata da DE MURTAS GIOVANNI (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980121
Al Ministro per i beni culturali e ambientali. - Per sapere - premesso che: l'anfiteatro di Benevento e' un monumento di grande rilevanza storica e artistica, risalente al I secolo dopo Cristo; che per la sua ampiezza e' paragonabile al Colosseo; fu scoperto casualmente nel 1985, durante lo sbancamento di un'area destinata alla costruzione di un palazzo; gia' Tacito, nei suoi Annales, parla di un luogo, presumibilmente l'anfiteatro, in cui Nerone fu invitato ad assistere ai giochi dei gladiatori; la campagna di scavo e' durata dieci anni e, rispetto all'originaria struttura ellittica, ha portato alla luce un muro anulare e dei muri radiali che convergono verso l'arena; tali ritrovamenti costituiscono una parte piccolissima del patrimonio celato sotto il terreno; il resto del monumento scompare in parte sotto alcuni orti vicini, in parte sotto la via, la ferrovia, la stazione Appia ed altre costruzioni limitrofe; anche la parte scavata ricade in un terreno privato che i proprietari avevano destinato ad uso abitativo; il piano regolatore della citta' prevede che la superficie in questione sia da destinare a zona edificabile, nonostante si tratti, in tutta evidenza, di un'area ad alta densita' archeologica; la sovrintendenza archeologica competente, che ha ottenuto il permesso di occupare l'area per dieci anni allo scopo di condurre le campagne di scavo, pur con i limitatissimi fondi a disposizione (cinquanta milioni), e' riuscita a riportare in vista circa trenta metri di fronte murario; per l'occupazione del suolo, e' stato offerto ai proprietari un indennizzo che essi hanno rifiutato, pretendendone, invece, un altro di ben maggiore entita'; ne e' nato un contenzioso che e' tuttora in corso; le strutture murarie emerse sono state poste sotto il vincolo del ministero per i beni culturali e ambientali ma, scaduta l'occupazione il 29 aprile 1997, e terminati i fondi, l'area interessata e' stata riconsegnata ai proprietari che, d'altra parte, non possono utilizzarla a causa del vincolo; ricoprire la zona gia' scavata ed utilizzarla altrimenti, significherebbe distruggere un elemento costitutivo e fondamentale della storia del Sannio e di Benevento: essa, infatti, fa parte di un'area vasta che insiste sulla citta' romana e su strutture sannitiche, comprendendo l'Appia Antica, il ponte Leproso, Cellarulo e i Santi Quaranta. Inoltre, la continuazione delle ricerche sull'imponente monumento puo', come e' facilmente prevedibile, riservare ancora numerose e importanti scoperte; se le autorita' competenti non assumeranno le necessarie e urgenti misure di tutela e di prevenzione, l'area rischia, nella migliore delle ipotesi, di essere interessata da un naturale degrado o di venire definitivamente distrutta dai tombaroli e dai collezionisti coinvolti nel traffico illegale di reperti archeologici; occorrerebbe un procedimento di esproprio dell'area interessata, secondo quanto stabilito dalla legge 25 giugno 1965, n. 2359, e dalla legge 1^ giugno 1939, n. 1089, che, relativamente alla materia delle espropriazioni per causa di utilita' pubblica, comprende le aree archeologiche -: quali misure urgenti intenda adottare il Ministro interrogato, affinche' la sovrintendenza interessata provveda alla salvaguardia del monumento e per programmare e avviare la ripresa degli scavi, in modo che l'intera opera venga riportata, gradualmente, alla luce; quale piano voglia predisporre il Ministro, ai fini della costituzione e dell'allestimento di un parco archeologico-fluviale, comprendente l'Appia Antica, l'Anfiteatro, il ponte Leproso, Cellarulo e i Santi Quaranta, che possa consentire la piena e completa valorizzazione dell'area di cui trattasi. (4-15032)
In merito all'interrogazione parlamentare di cui all'oggetto si fa presente che questo Ministero ha avviato con la GE.PEL, proprietaria dell'area ove insiste l'Anfiteatro Romano, una transazione per la quale sono stati chiesti all'Avvocatura Distrettuale dello Stato di Napoli chiarimenti circa le condizioni e le modalita' di stipula dell'atto. Detta transazione consentirebbe di definire il complesso ed annoso contenzioso pendente. E' stata nel contempo avviata la procedura relativa alla liquidazione del premio ai sensi degli artt. 44 e seguenti della legge 1^ giugno 1939, n. 1089, per gli importanti rinvenimenti effettuati nella zona in questione. In merito alla paventata edificabilita' dell'area si precisa che, essendo la stessa sottoposta a vincolo archeologico con decreto ministeriale 12 settembre 1985, qualsiasi intervento finalizzato a modificare l'attuale stato dei luoghi dovra' essere preventivamente esaminato ed approvato dal Ministero, che garantisce in tal modo la tutela delle importanti testimonianze archeologiche, costantemente controllate dalla Soprintendenza archeologica di Salerno. Si comunica, altresi', che il Ministero, nella programmazione per il 1998, ha destinato all'immobile in questione un finanziamento di lire 40 milioni. Si segnala, infine, che nel caso in questione non si ritiene che si debba ricorrere alla procedura espropriativa in quanto la definizione della transazione in corso consentira' in tempi piu' celeri l'acquisizione dell'area al patrimonio archeologico dello Stato, con conseguente idonea valorizzazione dell'eccezionale complesso archeologico rinvenuto. Il Ministro per i beni culturali e ambientali: Valter Veltroni.