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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15061 presentata da SAIA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980121

Al Ministro delle comunicazioni. - Per sapere - premesso che: il progetto pacchi recentemente adottato in via sperimentale a partire da ottobre 1997 dall'Ente poste italiane, ha comportato, tra l'altro, l'accentramento ad Ancona del lavoro di smistamento che veniva fatto, per le regioni Abruzzo e Molise, dal Centro meccanizzato postale (CMP) di Pescara che fino ad allora era stato un importante nodo di selezione e smistamento dei pacchi e delle stampe per le suddette regioni; a distanza di tre mesi dall'adozione sperimentale di tale progetto si e' verificata una serie di elementi negativi che fa di questa una scelta diseconomica, dannosa per la funzionalita' del servizio e foriera di inconvenienti di varia natura che si possono cosi' riassumere: a) tutte le sedi postali delle province abruzzesi debbono recarsi a prelevare i loro pacchi ad Ancona anziche' a Pescara, con il conseguente aumento di spese connesse a tale viaggio. A cio' va aggiunto che le due province molisane devono recarsi a prelevare i loro pacchi al CMP di Napoli; b) poiche' i furgoncini postali che vanno da Chieti, Teramo e L'Aquila non riescono a caricare tutto il materiale da Ancona, per cui rimangono fuori le stampe, queste devono comunque essere portate al CMP di Pescara, per cui e' necessario un altro viaggio dalle suddette province a Pescara per caricare le stampe stesse; c) per quanto riguarda i pacchi di Pescara avviene che ogni giorno deve partire da questa citta' e poi ritornarci un grosso mezzo snodato "190" che carica, al ritorno, pacchi e stampe di Pescara oltre agli esuberi di stampa delle altre province che devono poi recarsi a Pescara per prenderle; d) i tempi di consegna di pacchi e stampe sono passati da una media precedente di tre-quattro giorni ai sei-sette giorni attuali, il che comportera' perdite di clientela all'Ente poste italiane a favore dei trasportatori privati (di cio' si hanno gia' le prime avvisaglie); e) tutti questi spostamenti di mezzi comportano, oltre alle spese notevoli, un sovraccarico del traffico sulla A14 che gia' di per se' e' molto trafficata e, pertanto, pericolosa; f) la scelta appare incomprensibile, anche perche' tutti i giorni vi e' il collegamento per il trasporto di pacchi da smistare tra il nodo di Ancona e quello di Bari che, pertanto, pur passando per Pescara, salta questa citta' che, a sua volta, e' costretta a recarsi ad Ancona, mentre sarebbe piu' economico ed utile lasciare a Pescara tutti i pacchi e le stampe destinati a questa ed alle altre province abruzzesi e molisane, come era prima; g) l'intera operazione determinera' una perdita di dieci-quindici unita' lavorative in Abruzzo e prevalentemente a Pescara; h) l'operazione in parola ha comportato l'appalto del trasporto ad una societa' privata che ne ha avuto evidenti vantaggi, mentre non si capisce quale vantaggio ne abbia avuto l'Ente poste italiane ed il servizio stesso; i) se pure vi fosse una giustificazione ad accentrare ad Ancona lo smistamento dei pacchi, tale giustificazione non c'e' per le stampe che ad Ancona devono essere lavorate a mano; l) il Molise continua ad essere servito da Pescara per la posta, mentre per i pacchi deve andare a prelevarli a Napoli, per cui i furgoni che dal Molise vanno a prendere la posta a Pescara, tornano semivuoti e devono poi affrontare il viaggio a Napoli per pacchi e stampe; m) quando il nodo per la distribuzione di pacchi e stampe era a Pescara, il lavoro veniva quasi sempre smaltito in giornata, con evidente vantaggio per il servizio; da alcuni anni ormai si sta assistendo in Abruzzo al graduale e progressivo disimpegno da parte di enti e servizi pubblici (Poste, Telecom, Ferrovie dello Stato, eccetera), il che sta determinando un danno all'intera regione sia in termini economici ed occupazionali sia per quanto riguarda l'efficienza dei servizi pubblici e, quindi, la qualita' della vita dei suoi cittadini -: se il Governo, alla luce delle considerazioni su esposte, non ritenga necessario intervenire nei confronti dell'Ente poste italiane per fare piena luce sull'intera questione e per valutare se, come su esposto, vi sia una diseconomicita' sulla scelta messa in atto di trasferire lo smistamento di pacchi e stampe dal CMP di Pescara a quello di Ancona; se non ritenga quindi opportuno chiedere all'Ente poste italiane di tornare sulle proprie decisioni, alla luce dei risultati della sperimentazione sin qui effettuata e che si e' rivelata fallimentare e dannosa sotto ogni punto di vista, ripristinando nella sede del CMP di Pescara la selezione, lo smaltimento e la distribuzione dei pacchi e delle stampe destinati alle province dell'Abruzzo e del Molise. (4-15061)

Al riguardo si ritiene opportuno premettere che a seguito della trasformazione dell'ente Poste Italiane in societa' per azioni, il Governo non ha il potere di sindacare l'operato della suddetta societa' per la parte riguardante la gestione aziendale che, come e' noto, rientra nella competenza specifica degli organi statutari della societa'. Cio' premesso, si fa presente che la societa' Poste Italiane - interessata in merito a quanto rappresentato dalla S.V. on.le - ha comunicato che, nel corso del 1997, ragioni di economicita' di gestione hanno suggerito di riorganizzare la rete di trasporto postale di pacchi e stampe al fine di far fronte adeguatamente alla concorrenza dei vettori privati interessati ad acquisire quote di mercato sempre piu' consistenti. Tale riorganizzazione, ha precisato la societa', ha comportato la riduzione dei nodi di smistamento nazionali e la ridefinizione dei bacini territoriali garantendo, nel contempo, collegamenti giornalieri ad orari programmati tra i vari nodi della rete postale. La societa', nel sottolineare che la razionalizzazione attuata ha consentito di ottenere un miglioramento del servizio ed una riduzione dei costi di esercizio, ha riferito che tale operazione e' stata effettuata tenendo conto, tra l'altro, della potenzialita' degli esistenti centri di meccanizzazione dei pacchi e dei quantitativi e dei flussi di traffico accertati. Per quanto attiene in particolare le regioni Abruzzo e Marche, la societa' ha riferito che il flusso di traffico che interessa le predette regioni non e' tale da giustificare collegamenti giornalieri con altri nodi della rete e che il mantenimento di due centri postali avrebbe comportato costi non giustificati. La scelta, poi, di utilizzare il nodo di Ancona, ha continuato la societa', e' stata determinata dalla capacita', inesistente presso la sede di Pescara, del locale centro di meccanizzazione postale di assorbire tutto il traffico conseguente all'accorpamento delle regioni in parola, senza dover sostenere rilevanti costi aggiuntivi. L'area relativa alla regione Molise e' stata compresa, invece, sempre in conseguenza dell'analisi dei flussi di traffico, nella macroregione avente quale nodo di rete il centro di meccanizzazione dei pacchi di Napoli. Le province molisane sono collegate giornalmente con tale nodo di smistamento e, pertanto, il movimento in entrata ed in uscita del corriere pacchi e' regolarmente garantito. La societa', nel precisare, infine, che la riorganizzazione del trasporto pacchi nelle sedi in argomento non ha comportato alcun tipo di appalto dei trasporti a societa' private, ha affermato che il servizio ha registrato miglioramenti come dimostrano i dati dell'ultimo monitoraggio effettuato dal quale emerge che i pacchi vengono consegnati entro 4 giorni dalla impostazione a Pescara e L'Aquila ed entro 3 giorni a Chieti e Teramo. Il Ministro delle comunicazioni: Salvatore Cardinale.



 
Cronologia
martedì 30 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro dell'interno Napolitano dichiara che i curdi sbarcati sulle coste italiane non saranno espulsi e potranno presentare richiesta di asilo politico.

giovedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli, 255 contrari e 4 astenuti, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera (AC 4454), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.