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Portale storico della Camera dei deputati

Documenti ed Atti

XIII Legislatura della repubblica italiana

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE 3/01888 presentata da DANIELI FRANCO (MISTO) in data 19980121

Ai Ministri dell'universita' e della ricerca scientifica e di grazia e giustizia. - Per sapere - premesso che: da qualche tempo appaiono, con grande rilievo, sulla stampa (la Repubblica, edizione di Bologna, ed il Resto del Carlino), articoli concernenti l'universita' di Bologna e soprattutto iniziative assunte dal rettore Roversi Monaco; in particolare, il 22 agosto 1997 appare un articolo titolato "Il distretto delle risorse agrarie al Caab. Ma e' polemica tra Lorenzini ed il rettore. L'ex preside di Ingegneria contesta il metodo e i costi dell'operazione - Roversiana -", in cui tra altro si legge: "L'Universita' si e' gia' mossa deliberando qualche settimana fa il trasferimento al Caab della facolta' di agraria e ipotizzando una settantina di miliardi di investimento. Una scelta targata Roversi Monaco contro cui insorge il suo Alter ego, Enrico Lorenzini, ex preside di Ingegneria e rivale sconfitto per la corsa per il rettorato, che ne contesta opportunita' e trasparenza"; ed ancora afferma Lorenzini: "L'Ateneo non ha una programmazione edilizia certa e coerente: abbiamo gia' speso oltre 20 miliardi a Cadriano poi si e' parlato di trasferimento a Ozzano, ora spunta il trasferimento al Caab (...). In consiglio di amministrazione si e' parlato di 3 milioni a metro quadro, una cifra assolutamente esagerata. Mi sono informato: il prezzo piu' equo secondo gli esperti sarebbe di 2.000.000 o 2.200.000 al massimo. E' quanto spenderemmo investendo a Cadriano"; su tale vicenda, ancora, appare il 6 dicembre 1997 sul quotidiano la Repubblica, edizione di Bologna, una lettera del professor Giorgio Celli direttore dell'Istituto di Entomologia, in cui tra l'altro si legge: "Non immaginavo, e avrei dovuto, conoscendo da tempo i miei polli, che i fautori dei si' al Caab, o per meglio ad Alcatraz, sarebbero giunti a tanto e che in facolta' ci fossero dei Pinochet in sedicesimo, pronti a ricorrere a mezzi anti democratici degni di repubbliche sud americane di funesta memoria (...). Su che cosa punta? Ma sull'intimidire quelli che non vogliono, per ragioni loro, esprimere alla luce del sole il loro convincimento temendo delle rappresaglie... Ahime', l'ostinazione nel proporre il trasferimento, mi conferma nell'idea che un progetto politico sia sotteso a tutta la questione e ribadisco di nuovo che ci sono altre soluzioni che potrebbero ricevere l'universale consenso, e che, in forza di questo progetto, non si vuole assolutamente percorrere"; altri articoli si sono succeduti su altre vicende sui citati giornali: 19 ottobre 1997: "Svolta del rettore si inchina a Biffi e sferza medicina". 5 novembre 1997: "La tesi fotocopia del professor Puddu", in cui tra l'altro si legge: "Amareggiato e colpito Puddu. "Interpellanze su un istituto, quello dei saggi che non esiste piu', denunce, vecchie storie che vengono a galla, ma credo di sapere da dove vengono - reagisce -; quando c'e' una guerra come quella in corso sul servizio di cardiologia la bassa manovalanza si mette a tirare colpacci, usa ogni mezzo anche quelli che io non accetterei mai. Non credo che Roversi Monaco c'entri, mi rattristerebbe molto se fosse cosi'""; 21 novembre 1997: "Ateneo, verbali anomali - Un professore minaccia di ricorrere al Tar", in cui tra l'altro si legge: "I professori universitari contro il rettore Fabio Roversi Monaco (...). I verbali delle sedute del consiglio di amministrazione vengono fatti, o completati, a distanza di diversi giorni. Anche 40, o piu', col risultato che il testo non viene mai sottoposto ai consiglieri per essere approvato definitivamente, come conforme a quanto avvenuto (...). Ricordo benissimo - dice Luciani - di essere stato contrario alla partecipazione dell'Universita' di Bologna allo stanziamento di fondi per lo sviluppo dell'Universita' in Romagna, 118 miliardi che avremmo dovuto dividere al 50 per cento con lo Stato. Votai bocciando quella soluzione. Ora invece nel verbale relativo trovo scritto che la delibera e' passata all'unanimita' (...). Ma, secondo Luciani, nella vicenda si potrebbe ipotizzare il reato di falso in atti d'ufficio". 14 dicembre 1997: "La gloriosa Agraria tra i fiori e la frutta". In tale lettera il professore Celli tra l'altro scrive: "Il tempo e' davvero galantuomo, e la verita', basta aspettare, finisce sempre per venire a galla. C'era chi dubitava, e scuoteva il capo con riprovazione, quando gridavo ai quattro venti che attorno al Caab sarebbe sorta, accanto al mercato della frutta e dei fiori, una pletora di attivita' commerciali e industriali, che nulla hanno a che vedere con un campus universitario che, anzi, l'avrebbero soffocato, impedendogli di crescere. Ma ora e' lo stesso Sassi a darmi ragione, dichiarando su questo giornale che attorno al Caab deve sorgere addirittura un ipermercato (...). Due sono le mie attuali perplessita': o quel giorno mi rifilava una pietosa bugia, oppure, in qualche settimana, se la cosa e' credibile, le cose sono precipitate, perche' proprio su questo giornale Sassi ha dichiarato apertis verbis lo stato di necessita' del Caab, e si capisce subito quanto gli farebbe comodo che l'universita', con i suoi denari, turasse una falla degna del Titanic. Ragion per cui quando subodoravo dietro il trasferimento un machiavello politico, avevo ragione da stravendere, e le dichiarazioni di Sassi suonano ora come una - volevasi dimostrare -". 3 gennaio 1998: "Chi spia a Ingegneria? Nell'esposto del Preside spunta Lorenzini". Intere pagine di giornale dedicate ad una vicenda dai contorni poco chiari; infatti nell'articolo si legge, tra l'altro: "Spunta un nome nel giallo delle intercettazioni telefoniche alla Facolta' di Ingegneria. E' il nome di un personaggio importante, anche se va subito chiarito che al momento non e' neppure indagato dalla magistratura, ma soltanto contenuto in un esposto che il rettore Fabio Roversi Monaco ha consegnato alla vigilia di Natale al sostituto procuratore della Repubblica Lucia Musti. Sulla vicenda il magistrato ha aperto un fascicolo in attesa di accertamenti che verosimilmente inizieranno nei prossimi giorni: il nome e' quello di Enrico Lorenzini, ex preside della facolta' dal 1989 al 1995, predecessore e rivale dell'attuale preside Arrigo Pareschi, consigliere di amministrazione dell'Ateneo, sfidante del Magnifico nell'ultima consultazione per l'elezione del rettore"; 4 gennaio 1998: "Pareschi contro lo spione" (la Repubblica). 4 gennaio 1998: "Ingegneria, un docente tra le spie?" (il Resto del Carlino), in cui tra l'altro si legge: "Qualcuno la classifica malignamente come l'apertura delle "grandi manovre" in vista delle elezioni, che si terranno fra il marzo ed il maggio del 1999, del nuovo rettore dell'Universita'. A norma di statuto Fabio Roversi Monaco dovra' lasciare, dopo 4 mandati, il bastone dell'Alma mater, e la poltrona ovviamente fa gola, tanto che gia' si delineano gli schieramenti dei grandi elettori (...). La mattina della vigilia Roversi Monaco e' arrivato in procura e ha consegnato al pubblico ministero Lucia Musti l'esposto che gli era stato inviato dal preside di ingegneria Arrigo Pareschi. Il procuratore capo Ennio Fortuna, che sulla vicenda aveva aperto un'indagine conoscitiva, ha deciso di lasciar passare le feste e di riprendere in mano gli atti dell'inchiesta dopo la Befana. La vicenda e' delicata, perche' nelle carte consegnate dal rettore alla magistratura compare pari pari il nome di Enrico Lorenzini, preside della facolta' dal 1989 al 1995, un professore che non fa mistero di essere fortemente critico sull'attuale presidenza"; 10 gennaio 1998: "Lorenzini: io spione? Sospetto infamante - Ingegneria, l'ex preside dai carabinieri "con argomenti diabolicamente forti"". Nell'articolo tra l'altro si legge: "La vigilia di Natale Roversi Monaco consegno' l'esposto di Pareschi e le lettere di alcuni docenti al pubblico ministero Lucia Musti che aveva aperto un fascicolo sull'oscura vicenda dello spionaggio via filo". In altra parte del medesimo articolo si legge: "Cosi' ieri mattina Magni si e' limitato ad accompagnare Lorenzini fin sulla soglia del colonnello Rizzo, comandante del nucleo, incaricato dell'indagine dal procuratore capo Ennio Fortuna che coordina personalmente l'inchiesta"; 14 gennaio 1998: "Alma mater tra veleni e spioni - Il Cda vota un richiamo a chi registra le riunioni. Lorenzini: "E' una persecuzione contro di me"", in cui tra l'altro si legge: "Alcuni colleghi raccontano di averlo visto con un registratore durante una riunione di dicembre in cui era all'ordine del giorno il regolamento sui verbali ed in cui fu bocciata la proposta, cavallo di battaglia dello stesso Lorenzini, di registrare ufficialmente le sedute del consiglio. Un episodio che lo stesso professore non nega: "E' vero, avevo con me un registratore, anche in bella mostra, ma non lo ho usato. Era mia intenzione registrare i miei interventi ma poi il consiglio ha deciso che non si poteva farlo"". Ed ancora, prosegue Lorenzini: "Ho chiesto io di registrare le sedute per il problema dei verbali. Io stesso ho trovato in alcuni casi miei interventi che non rispondevano a quello che io ritenevo di aver detto e piu' volte se ne e' dovuto discutere per modificarli. Il caso di Ingegneria non c'entra niente, il mio e' un discorso di una persona in minoranza che deve tutelare se stessa e che deve rendere conto ai colleghi che l'hanno votata. E' una battaglia sulla trasparenza" -: se il Ministro dell'universita' e della ricerca scientifica, alla luce dei fatti esposti come riportati dagli organi di stampa - che, se confermati, sono sicuramente lesivi del prestigio dell'Universita' e del corpo docente - non ritenga di doversi attivare, nell'ambito dei propri poteri, perche' siano accertate le ragioni del protagonismo, delle decisioni e degli intendimenti del rettore dell'Universita' di Bologna; quale sia lo stato delle indagini relative alle vicende delle intercettazioni ad Ingegneria e, in particolare, quale sia il magistrato della procura della Repubblica presso il tribunale di Bologna che ha aperto un fascicolo o una indagine conoscitiva, e quando cio' sia avvenuto; tale accertamento appare necessario in considerazione delle contraddittorie informazioni riportate al riguardo dalla stampa; quali iniziative si intenda adottare perche' siano accertati gli autori e le modalita' della diffusione alla stampa di notizie riservate all'ufficio della procura. (3-01888)





 
Cronologia
martedì 30 dicembre
  • Politica estera ed eventi internazionali
    Il Ministro dell'interno Napolitano dichiara che i curdi sbarcati sulle coste italiane non saranno espulsi e potranno presentare richiesta di asilo politico.

giovedì 22 gennaio
  • Parlamento e istituzioni
    La Camera approva, con 315 voti favorevoli, 255 contrari e 4 astenuti, l'articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 1° dicembre 1997, n. 411, Misure urgenti per gli accertamenti in materia di produzione lattiera (AC 4454), sulla cui approvazione il Governo ha posto la questione di fiducia.