Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15025 presentata da GIORDANO FRANCESCO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980121
Al Presidente del Consiglio dei ministri. - Per sapere - premesso che: il presidente della Bosco Officine Meccaniche, una societa' per azioni in amministrazione controllata, dal 30 giugno 1997, con sede in Terni, ha inoltrato ricorso al pretore del lavoro di Terni avverso il dipendente Paolo Quintiliani, delegato sindacale, accusandolo di violazione dell'obbligo di fedelta' nei confronti del datore di lavoro, nonche' per aver compiuto atti lesivi dell'onore, della reputazione e dell'immagine della Bosco; la Bosco, nel passato, ha rappresentato una delle realta' produttive piu' significative della Conca ternana, e a seguito delle logiche di privatizzazione delle Aziende a partecipazione statale, attuate dai passati Governi, e' stata rilevata nel 1991 dall'avvocato Morandini; da allora ad oggi la Bosco e' passata da circa 400 dipendenti a meno di 150, attraversando lunghi periodi di difficolta' che hanno determinato, e tutt'ora determinano, reiterate irregolarita' nella corresponsione degli stipendi, mancati versamenti dei contributi sindacali, eccetera; da tempo, ma anche dopo l'amministrazione controllata che ha mantenuto in posizione strategica la famiglia Morandini, all'attuale assetto proprietario della Bosco viene addebitata, in maniera corale da piu' parti della societa' civile ternana, una incapacita' nell'esprimere un progetto industriale volto a rilanciare la vocazione produttiva dell'azienda in questione; e' opinione corrente, nella collettivita' ternana, il fatto che la proprieta', ed in primo luogo Morandini, abbia gravissime responsabilita' nella drammatica situazione in cui e' precipitata la Bosco e che solo un nuovo assetto proprietario potrebbe riportare credibilita', progettualita' ed interventi a sostegno della Bosco medesima; non e' la prima volta che la proprieta' Morandini, anziche' assumere le proprie responsabilita', reagisce con atti di minacciosa arroganza nei confronti dei dipendenti e dei rappresentanti sindacali allorche' assumono iniziative finalizzate al rispetto dei propri diritti e alla salvaguardia dell'attivita' della Bosco; oltretutto la correttezza comportamentale di Paolo Quintiliani, come lavoratore e come delegato sindacale, e' notissima, e cio' e' confermato anche dal fatto che i lavoratori della Bosco, appena appresa la notizia del ricorso al pretore contro il suddetto, hanno immediatamente proclamato due ore di sciopero e che varie componenti politiche, sociali e sindacali della collettivita' ternana hanno prontamente manifestato la piu' ampia solidarieta' a Paolo Quintiliani; inoltre le organizzazioni sindacali e le RSU hanno ribadito pubblicamente le responsabilita' della attuale proprieta' nella crisi della Bosco fino ad evidenziare il rischio di un fallimento; i rappresentanti sindacali aziendali hanno persino dichiarato l'intenzione di richiedere, in via giurisdizionale, una indennita' per danno biologico, loro determinato dal protrarsi di una grave situazione di stress a causa della precarieta' della situazione, dei rapporti con l'azienda e della mancanza di certezze del mantenimento del posto di lavoro -: quali iniziative ritenga debbano essere attivate anche attraverso la task force per l'occupazione presieduta dall'onorevole Giampietro Borghini, al fine di raggiungere un immediato nuovo assetto della Bosco che sia in grado di recuperare quella credibilita', quel prestigio e quella capacita' produttiva che l'attuale proprieta' ha cosi' fortemente compromesso, e che nonostante cio', continua a reagire con l'arroganza che appare evidente anche nell'assurdo ed anacronistico ricorso al pretore del lavoro contro il delegato sindacale Paolo Quintiliani. (4-15025)