Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15086 presentata da CONTI GIULIO (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980122
Al Ministro degli affari esteri. - Per sapere - premesso che: la petroliera Sahara da 40.000 tonnellate di stazza e' da ormai oltre due mesi e mezzo sotto sequestro nel porto di Pointe a' Pierre, nello stato caraibico di Trinidad e Tobago; il sequestro e' stato operato per il recupero di un credito di oltre 5 milioni di dollari vantato dai Cantieri di Fiume nei confronti della societa' armatrice della Sahara; il capitano Consorti, di San Benedetto del Tronto, e gli altri 18 uomini di equipaggio sono costretti a bordo della nave senza percepire stipendio sin dall'inizio del sequestro, e se a cio' si sommano i mesi di navigazione effettuati prima dell'azione giudiziaria, per i marittimi si arriva a piu' di sei mesi di lontananza dalle famiglie; questa condizione sta creando notevoli problemi di ogni genere, anche economici, all'equipaggio della Sahara ed a chi in Italia aspetta il ritorno di padri e congiunti; il capitano Consorti ed il suo personale non percepiscono lo stipendio da alcuni mesi, e questo sta creando persino problemi per pagare i mutui delle case a molte delle famiglie coinvolte -: per quali ragioni non sia ritenuto opportuno neanche attivare l'unita' di crisi presso il Ministero degli esteri per l'immediata risoluzione della controversia, che ormai si protrae dall'inizio dell'autunno, abbandonando i marittimi italiani allo stato di profondo disagio in cui tuttora versano; quali misure urgenti si intendano prendere per risolvere positivamente la controversia della Sahara e permettere il ritorno in Patria del capitano Consorti e dei 18 marinai; se non si ritenga opportuno supportare economicamente le famiglie dei marittimi coinvolti nel sequestro in attesa del loro rimpatrio. (4-15086)
In merito al sequestro della motonave Sahara si fa presente che il Ministero degli Esteri si e' prontamente attivato al fine di assicurare all'equipaggio ogni possibile forma di assistenza e propiziare una sollecita soluzione della complessa vertenza commerciale tra la societa' armatrice "Italia Sea Trade" di Ravenna e la societa' "Loca-fit" di Milano (gruppo BNL). L'equipaggio della nave, che ha dichiarato di non avere problemi di vettovagliamento e di potersi recare liberamente a terra, si e' rivolto al Consolato Generale d'Italia in Caracas, tramite il Consolato Onorario a Port of Spain, per segnalare che da alcune settimane non riceveva le spettanze maturate. Il Ministero degli Esteri autorizzava pertanto il Consolato Generale in Caracas a concedere all'equipaggio, qualora ne avesse fatto richiesta, aiuti finanziari sotto forma di prestiti con promessa di restituzione (la vigente normativa non consente la concessione di un sussidio in quanto il personale di bordo e' compreso nella tipologia del connazionale in transito). Nel contempo si provvedeva a sollecitare la societa' Locafit a pagare comunque le spettanze dell'equipaggio data l'inadempienza della Italia Sea Trade, societa' armatrice cui era stata concessa in locazione la Sahara. La societa' Locafit, nelle more della soluzione della vicenda, ha accettato "per ragioni umanitarie" di saldare i crediti vantati dall'equipaggio nei confronti dell'Italia Sea Trade. Il Comandante della motonave, C.L.C. Roberto Consorti, in una lettera ove ringraziava, anche a nome dell'equipaggio, le Autorita' consolari italiane per l'assistenza prestata, ha altresi' informato di aver avuto in data 28 gennaio u.s. comunicazione dalla Locafit circa l'avvenuto pagamento all'equipaggio delle competenze spettanti. L'Ambasciata d'Italia in Caracas ha informato per le vie brevi, il 16 febbraio u.s., che gran parte dell'equipaggio della Sahara era sbarcato e rimpatriato in Italia a spese della Locafit e che la nave risultava essere in corso di dissequestro. Il Sottosegretario di Stato per gli affari esteri: Patrizia Toia.