Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15135 presentata da BARRAL MARIO LUCIO (LEGA NORD PER L'INDIPENDENZA DELLA PADANIA) in data 19980122
Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: la societa' "La Quarzite" a responsabilita' limitata di Barge (Cuneo) in data 7 marzo 1994 ha presentato al competente Distretto minerario di Torino una domanda per l'ottenimento di una concessione mineraria per l'estrazione del feldspato e minerali associati nella stessa area di quel comune in cui dal 1930 esercita un'attivita' di cava per l'estrazione della quarzite; analoga richiesta di concessione e' stata avanzata dalla Maffei spa di Trento, per un'area che si sovrappone a quella in cui opera la societa' "La Quarzite"; la societa' di Trento e' gia' in possesso di una concessione mineraria, denominata "Tre Fontane" e rilasciata il 29 marzo 1995, per esercitare l'attivita' estrattiva nel comune di Sanfront (Cuneo), adiacente a quello di Barge; tale attivita' estrattiva della Maffei spa e' stata svolta dal 1993 al 1995 senza i necessari titoli minerari (cosi' come riportato dalla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 21 dicembre 1995) e in difformita' al decreto del Presidente della Repubblica 128/1959 senza che la stessa attivita' sia stata in alcun modo sospesa o rallentata, tanto da creare una situazione di difficolta' nel comune di Sanfront tale da indurre il distretto minerario di Torino ad "ampliare" la concessione denominata "Tre Fontane" al comune di Barge con una nuova concessione mineraria intestata alla Maffei spa e denominata "Monte Bracco"; a tutt'oggi, nessuna delle due imprese risulta essere concessionaria, non avendo il responsabile del distretto minerario di Torino comunicato ufficialmente alcunche' -: quali siano le ragioni che hanno reso indispensabile "ampliare" la succitata concessione "Tre Fontane" tanto da farla estendere ad una quota di una superficie gia' assegnata ad un altro soggetto; quali siano le motivazioni che hanno indotto il responsabile del distretto minerario di Torino a non prendere, a tutt'oggi, alcuna decisione in merito alle richieste di concessione mineraria presentate dalle societa' succitate; non ritenga un periodo di circa 4 anni "congruo" perche' un cittadino possa ricevere una risposta, dovuta, in merito ad una domanda posta alla pubblica amministrazione e, quindi, se l'azione svolta dal responsabile del distretto minerario di Torino sia contraria ai criteri di efficienza e trasparenza cui dovrebbe conformarsi l'attivita' della pubblica amministrazione. (4-15135)
Occorre premettere che la legislazione mineraria italiana, all'articolo 2 del Regio Decreto n. 1443/1927, opera una distinzione tra attivita' di miniera ed attivita' di cava, elencando le tipologie dei minerali appartenenti alla categoria di miniera, mentre le altre sostanze non comprese nell'elenco rientrano nel regime di cava e la relativa regolamentazione rientra tra le attribuzioni delle Regioni. E' da rilevare che con il recente Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112, recante "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59", le funzioni relative ai permessi di ricerca ed alle concessioni di coltivazione mineraria sono state delegate, ai sensi dell'articolo 34, alla competenza regionale, anche se sono ancora in corso i provvedimenti attuativi. Tale premessa e' necessaria per comprendere la situazione articolata e complessa che si e' venuta a creare nella zona del Monte Bracco di cui alla presente interrogazione. Il Monte Bracco e' un rilievo montuoso ed e' suddiviso amministrativamente tra diversi comuni quali: Barge, Sanfront ed Envie. L'area e' da tempo sede di attivita' estrattiva di quarzite di ottima qualita' ed il giacimento in questione e' costituito da diverse bancate di materiale con diverso orientamento e spessore coltivato in regime di cava da diverse ditte tra cui la Quarzite di Barge. Nella zona interessata dalle lavorazioni e' presente, oltre al banco di quarzite, un ulteriore materiale suscettibile di coltivazione mineraria la "pegmatite". Esso e' costituito da una miscela di feldspato, caolino, argilla ed altro che ha un pregio dal punto di vista industriale come materia prima dell'industria ceramica. Occorre rilevare che la pegmatite e' coltivabile in regime di miniera e, quindi, in un regime ben diverso di quello relativo alla quarzite. La societa' Maffei S.p.A., nota industria del settore della produzione di materie prime per l'industria ceramica, ha esaminato la possibilita' di impiegare tale minerale per i propri fabbisogni. L'istanza per il conferimento della concessione "Tre Fontane" richiesta in cointestazione tra la Quarzite di Sanfront e la Maffei S.p.A. e' stata istruita senza opposizioni. Nel corso dell'istruttoria sono stati eseguiti gli accertamenti del materiale da parte del Servizio chimico del Ministero dell'industria che ha riconosciuto l'appartenenza alla prima categoria del minerale in questione. Completata regolarmente l'istruttoria, la concessione e' stata conferita con decreto distrettuale del 29 marzo 1995. Il conferimento del titolo in questione ha causato una presa di posizione da parte del Comune di Barge, a tutela dei propri interessi, e da parte di tutte le ditte operanti nella zona che si sono tutelate con la richiesta di titoli minerari a proprio nome. I lavori della concessione "Tre Fontane" hanno interessato una porzione di giacimento gia' compresa nella cava di quarzite della societa' Quarzite di Sanfront, anch'essa titolare della miniera in questione. La prosecuzione dei lavori di coltivazione e' legata comunque alla possibilita' di poter disporre di terreni oltre il confine del Comune. La possibilita' di eseguire lavori prima del 2001 sembra comunque esclusa, in quanto, deve essere coltivata preliminarmente la quarzite in base a programmi che non ne prevedono l'estrazione prima di tale data. Da quanto sopra appare evidente l'interesse della societa' Quarzite di Barge a voler ottenere il rilascio del titolo minerario in questione anche al fine di tutelare la propria attivita' estrattiva in regime di cava. Venendo ora a considerare i quesiti posti nell'interrogazione in esame si comunica quanto segue. Per quanto attiene l'ampliamento della concessione denominata "Tre Fontane" non risulta che dalla data del suo conferimento la stessa sia stata ampliata. Per quanto riguarda le motivazioni che hanno indotto il responsabile del Distretto minerario di Torino a non prendere alcuna decisione in merito alle richieste di concessione, si fa presente che il Distretto competente e' dell'avviso che il conferimento del titolo in questione non possa che avvenire in accordo con le autonomie locali e dopo approfonditi ed esaurienti accertamenti delle risorse estrattive dell'area. Piu' specificatamente, l'Ufficio e' dell'avviso che l'area coperta dal giacimento di quarzite non sia libera da gravami che la rendano conferibile in concessione. Il conferimento del titolo minerario non puo' che essere conferito in accordo con l'Amministrazione del Comune di Barge, sia in considerazione degli accertati interessi pubblici sulle aree in oggetto, sia per i possibili contenziosi tra amministrazione e imprese richiedenti. Per quanto attiene ai tempi e alle modalita' per l'istruttoria in argomento, l'Ufficio, ai sensi del Decreto del Presidente della Repubblica n. 382/94 e successive modifiche ed integrazioni, accertera' in sede di conferenza di servizi, con le modalita' e i tempi che verranno concordati in quella sede, la possibilita' di conferire titoli minerari in zone limitate o in corrispondenza di aree non coperte da bancate di quarzo. Inoltre, il Distretto minerario di Torino e' dell'avviso che in tale fase sarebbe preferibile effettuare ulteriori accertamenti per definire con sufficiente esattezza la presenza e la cubatura del giacimento di pegmatite sul territorio del Comune di Barge. In proposito e' da considerare che la ditta La Quarzite di Barge, che ha presentato istanza di concessione mineraria, aveva dato notizia di alcuni assaggi effettuati, i risultati dei quali non sembravano decisivi e tali da giustificare la contemporanea presenza di piu' attivita' estrattive. Il Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato: Pier Luigi Bersani.