Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15083 presentata da ROSSETTO GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 19980122
Al Ministro dell'interno. - Per sapere - premesso che: il Coordinamento motociclisti (CM) e' un'associazione di utenti a carattere nazionale, nota anche presso i parlamentari nazionali ed europei, che da anni si batte - tra le altre cose - per il miglioramento della sicurezza stradale e per l'educazione stradale; nel perseguimento dei suoi scopi statutari, il C.M. fa periodicamente ricorso allo strumento della manifestazione di piazza; dal 1994 si svolge ogni anno a Roma, nel giorno dell'Epifania, una manifestazione avente per obiettivo un incontro con il sindaco della capitale, al quale viene consegnata una tradizionale calza contenente - in forma simbolica - la rappresentazione dello stato delle strade capitoline, nonche' le proposte del C.M. per la soluzione di alcuni problemi relativi alla viabilita'; detta manifestazione, al pari di altre promosse del C.M., si e' sempre svolta nella piu' assoluta tranquillita' e civilta' e non ha mai creato problemi di ordine pubblico, ne' di sicurezza, ne' di viabilita'; l'edizione di quest'anno, regolarmente autorizzata (verbalmente, come di prassi) e pur non avendo presentato alcuna criticita' di rilievo rispetto a quelle precedenti, e' stata improvvisamente interrotta (mentre era gia' in corso da piu' di un'ora) dal vice capo di gabinetto della questura di Roma, dottor tagliente, il quale, in collegamento telefonico con il presidente del C.M., signor Riccardo Forte, gli ha perentoriamente intimato di sciogliere la manifestazione, preannunciando l'invio di squadre della sezione scientifica della polizia di Stato per rilevare fotograficamente le targhe di tutti i motociclisti sorpresi a transitare in gruppo; il citato dottor Tagliente ha in piu' occasioni mostrato segni di insofferenza nei riguardi delle manifestazioni indette dal C.M., a causa della presenza delle motociclette, nonostante l'ampia volonta' di collaborazione dimostrata dai promotori nel cercare di arrecare il minor disagio possibile al resto della cittadinanza; l'improvviso divieto e' stato considerato inopportuno ed ingiustificato anche in un comunicato stampa diffuso nel pomeriggio del 6 gennaio 1998 da Daniela Monteforte, Consigliere del comune di Roma, che si era recata appositamente in via del Velabro, dove era previsto l'incontro con i motociclisti, secondo un uso divenuto ormai consueto; che la decisione della questura ha creato le condizioni per favorire incidenti e disordini (che non si sono verificati solo grazie al senso civico dei manifestanti), in quanto ai motociclisti e' stato ripetutamente impedito di fermarsi e sostare, costringendoli quindi ad un disordinato vagabondaggio in gruppo attraverso il centro della citta' (Piazza Venezia, Piazza del Popolo, Piazza del Quirinale), seguiti da agenti di pubblica sicurezza che cercavano di dividerli e allontanarli; paradossalmente, una manifestazione tranquilla ed ordinata che doveva svolgersi lontano dalle zone congestionate dal traffico automobilistico e pedonale, e' stata invece trasformata in una fonte di congestione ulteriore, come riportato sui quotidiani romani del 7 gennaio 1998; infine, lo stesso Ministro dell'interno ha di recente dichiarato "pienamente legittime" forme di protesta coma quella, nota come "Operazione lumaca", adottata poche settimane fa da vari agricoltori, che hanno percorso le principali strade e autostrade d'Italia ad andatura ridotta, e che la manifestazione promossa dal C.M. aveva modalita' di svolgimento simili -: come e' possibile che la gestione dell'ordine pubblico nella Capitale sia affidata a persone che hanno reiteramente dimostrato una spiccata avversione per determinate categorie di cittadini, come motociclisti; se ritenga tollerabile che uno dei diritti costituzionali fondamentali, quale e' quello di manifestare il proprio pensiero e le proprie idee, possa essere represso ed inibito in maniera tanto sbrigativa e ingiustificata, in evidente contrasto con orientamenti piu' volte espressi dal Governo, attraverso il Ministro dell'interno; se ritenga degno su un paese moderno, civile e democratico che gli organi di polizia neghino ai cittadini che promuovono manifestazioni l'attestazione scritta dell'avvenuta concessione del nulla osta, perpetuando cosi' uno stile di relazioni certamente piu' consono ad uno Stato feudale, oppressivo e dispotico; se ritenga opportuno aprire un'indagine sui fatti qui denunciati, al fine di stabilire se vi siano stati comportamenti illegittimi da parte della autorita' di pubblica sicurezza; quali azioni intenda intraprendere al fine di evitare che abbiano a ripetersi fatti come quelli qui denunciati e di garantire in futuro ai cittadini il pieno esercizio del diritto costituzionale a riunirsi e manifestare il proprio pensiero. (4-15083)