Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15097 presentata da DE CESARIS WALTER (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980122
Ai Ministri dei lavori pubblici, di grazia e giustizia e dell'interno. - Per sapere - premesso che: il Comune di Roma con concessione edilizia n. 127/c del 30 gennaio 1990, ha autorizzato la Soc. Romana Scavi srl, con sede in Roma via Anagnina n. 273, a realizzare in via Tuscolana n. 1546 (di fronte agli stabilimenti cinematografici di Cinecitta') un centro integrato per attivita' artigianali (L2 di Piano regolatore Generale) per circa 70.000 mq; alla scadenza della predetta concessione edilizia, il 14 gennaio 1994, risultava realizzata la sola struttura in cemento armato che, in data 28 gennaio 1992, era stata ceduta alla societa CO.E.M. srl (Costruzioni ecologiche moderne) per 36 miliardi di lire; tale ultima societa', in data 28 febbraio 1995, presentava al comune di Roma domanda di condono edilizio, affermando di avere realizzato al posto dei laboratori artigianali, previsti dalla citata concessione edilizia n. 127/e, ben 242 appartamenti con vista sul parco degli acquedotti, e 11 uffici polifunzionali, con annessi saloni di bellezza, palestre e saune per i quali la medesima societa' CO.E.M. chiedeva una concessione edilizia in sanatoria, ai sensi della legge n. 724/1994; a detta del legale rappresentante della CO.E.M., tali abusi sarebbero stati realizzati prima del 31 dicembre 1993; secondo alcuni quotidiani, la Repubblica del 11 novembre 1996, il Giornale del 3 novembre 1996 e secondo quanto scritto a pag. 146 del libro "Cicciobello del potere" (edizioni Kaos), gli abusi edilizi denunciati dalla soc. CO.E.M. sarebbero del tutto immaginari ed avrebbero come unico scopo quello di permettere la realizzazione di una speculazione edilizia di proporzioni gigantesche; sulla vicenda risultano presentate presso la procura circondariale della pretura penale di Roma alcune denunce a seguito delle quali il comune di Roma avrebbe deciso di soprassedere al rilascio delle richieste concessioni in sanatoria; di recente risulta che la citata soc. CO.E.M. avrebbe riavviato con l'Istat serrati contatti, dopo che gli stessi nella primavera del 1996 si erano interrotti a seguito di un articolo apparso su "il manifesto" del 20 febbraio 1996 dal titolo "Una speculazione statistica", per la cessione, per circa 200 miliardi di lire, dell'attuale struttura in cemento armato all'interno della quale l'ente di statistica intenderebbe realizzare la propria sede operativa; in pratica, ove la trattativa con l'Istat andasse in porto, la CO.E.M. vedrebbe ulteriormente incrementare la rendita dell'immobile sorto con finalita' artigianali e inopinatamente trasformato, dapprima, in appartamenti-fantasma e, poi, addirittura in uffici pubblici; il comune di Roma da una parte avrebbe sospeso l'iter della sanatoria in attesa delle conclusioni delle inchieste penali da parte della magistratura; e dall'altra avrebbe consigliato all'Istat di ricorrere all'articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica n. 616/1977 per ottenere un rapido cambio di destinazione d'uso dell'immobile oggetto della presente interrogazione. A quanto consta all'interrogante, l'articolo 81 non dovrebbe applicarsi all'Istat -: in ogni caso occorre per evitare che l'immobile di via Tuscolana 1546 sia oggetto di concessione in sanatoria, viste le svariate trasformazioni richieste dalla CO.E.M. al solo scopo di procedere alla vendita con una altissima rendita, mentre sarebbe eventualmente opportuno che il comune di Roma acquisisse l'immobile da destinare a scopi socio-abitativi; se l'inchiesta avviata da tempo dalla procura presso la pretura penale di Roma sia stata conclusa e, in caso affermativo, con quale esito; se non ritengano inopportuno e quantomeno discutibile che un ente pubblico come l'Istat tratti l'acquisto di un immobile privo di sanatoria edilizia e oggetto di indagine da parte della magistratura ordinaria, con rappresentanti della societa' anch'essi oggetto di indagine per l'accertamento di reati relativi all'immobile che l'Istat intenderebbe acquistare n via Tuscolana n. 1546 a Roma; quali le motivazioni addotte per la richiesta di sanatoria dell'immobile in via Tuscolana n. 1546 e se tali motivazioni e le relative documentazioni siano state verificate e accertate; se non ritengano il caso di intervenire nei confronti dell'Istat affinche' sia sospesa ogni iniziativa tesa all'acquisto dell'immobile di Via Tuscolana 1546 sui quale gravano pesanti sospetti di illegalita' edilizie. (4-15097)