Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15128 presentata da ANGELICI VITTORIO (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19980122
Al Ministro della sanita'. - Per sapere - premesso che: nella nuova legge finanziaria e' prevista, per ricetta la riduzione a solo tre voci (erano sei) per dieci sedute (ora dodici) delle prescrizioni, per i Centri convenzionati di fisioterapia. Ossia mentre nella ricetta potevano essere prescritte sei terapie (ionoforesi, elettroterapia, massaggi, eccetera) per dodici sedute ciascuna, attualmente sono prescrivibili, per ricetta, solo tre voci per dieci sedute. Da una prescrizione di settantadue prestazioni distribuite in dodici giorni si e' passati quindi alle trenta prestazioni con una riduzione di circa il 60 per cento; molte voci della terapia strumentale sono state ridotte rispetto al vecchio tariffario risalente al 1989. Come dimostrano alcune voci: elettroterapia ieri a lire 5.211, oggi a 4.100; ultrasuoni ieri a lire 4.254, oggi a 2.600; a queste tariffe le regioni possono apportare proprie riduzioni (la regione Puglia ha portato una riduzione del 7 per cento); alcune tariffe sono incredibilmente basse; una seduta di magneto-terapia o di ionoforesi viene pagata lire 2.600 a seduta, sempre ridotte del 7 per cento (un gelato costa di piu'); per la ionoforesi (lire 3.400 a seduta) non possono farsi piu' di sei sedute (non si capisce con quale concettualita' filosofica o con quale possibilita' terapeutica); l'avere determinato alcuni parametri di tempo nella applicazione terapeutica (la terapia deve durare dieci minuti o trenta minuti) non ha considerato il rapporto tempo-costo mano d'opera. Esempio: rieducazione funzionale semplice (la durata e' di trenta minuti con una tariffa di lire 13.000 a seduta); se una terapista esegue due sedute consecutive, senza considerare il tempo necessario al paziente di spogliarsi, rivestirsi ecc. (si consideri che quasi sempre si tratta di motulesi) la terapia costerebbe lire 26.400 per un'ora (sempre ridotta del 7 per cento). Tale importo non copre neppure il costo della terapista che, come risulta dalla specifica della Camera di commercio, costa ad ora lire 34.000; non e' superfluo ricordare che ai costi della mano d'opera vanno aggiunti gli altri costi di gestione: segretari, medici, addetti ai servizi, le apparecchiature, la luce, il gas eccetera. Da questo e' intuibile come la gestione di qualsiasi studio convenzionato esterno (ossia privato) diventera' sicuramente fallimentare e destinato alla chiusura con perdita di tanti posti di lavoro; il ricorso a cure fisioterapiche costituisce notevole risparmio rispetto al ricovero, cui andrebbero incontro gli assistiti, o a farmaci antiflogistici, antiartrosici cui sicuramente associare quelli gastroprotettivi ad altissimo costo. Da considerare anche il recupero al lavoro anticipato di molti motulesi che sicuramente impiegherebbero molto piu' tempo a recuperare la propria funzionalita'; il problema pertanto investe non solo i centri ma l'assistenza indispensabile e dovuta a tutti i cittadini -: se non ritenga: a) che sia opportuno rivedere il numero delle prestazioni prima di settantadue, ora di trenta o ventisei; b) di correggere il tariffario in maniera equa e non offensiva considerando i costi di gestione e ricordando che il prezzario precedente risaliva al 1989; c) di considerare anche i diritti degli ammalati che, messi in queste condizioni dovranno pagare in proprio quasi tutte le prestazioni o rinunciare per impossibilita' finanziaria alle cure necessarie. (4-15128)