Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15136 presentata da CICU SALVATORE (FORZA ITALIA) in data 19980122
Al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato. - Per sapere - premesso che: quasi di soppiatto si e' appreso del decreto legislativo che rivoluziona il piccolo commercio. Con il provvedimento governativo e' data la possibilita' a tutti i cittadini di aprire un'attivita' commerciale senza alcuna licenza preventiva, qualora il locale commerciale abbia una superficie inferiore a 300 metri quadrati; non si comprende la vera finalita' del provvedimento di governo in quanto non e' relativo ad una riforma del settore che affronti nella globalita' il problema. Da quanto approvato dal Consiglio dei ministri parrebbe che la crisi del piccolo commercio sia essenzialmente dovuta alle lungaggini per le complesse procedure per ottenere le autorizzazioni di legge. Lo stesso decreto legislativo si basa su un "processo democratico" che fa decidere al libero mercato il futuro delle "botteghe" nel senso che il commerciante, sia esso improvvisato o di esperienza, che sbaglia le sue previsioni magari aprendo un'attivita' commerciale in zone ove e' forte la concorrenza o ha sbagliato il prodotto di vendita, sara' costretto ad abbassare la serranda; peraltro, sulla base di una comparazione tra i dati relativi alle attivita' commerciali esistenti in Italia rispetto agli altri Paesi della Comunita' europea in ordine alle dichiarazioni di adeguamento e equiparazione al sistema adottato da parte del Governo, appare palese quale rischio si corre nell'inflazionare un mercato inflazionato che ha oggi un negozio ogni 99 abitanti contro i 230 della Francia e i 220 della Germania e, fatto ancora piu' grave, si ignora la volonta' popolare espressa con i referendum del 1995; il progetto governativo non assolve neppure la funzione di creare nuova occupazione in quanto per aprire un negozio e' essenziale disporre di un capitale iniziale non sempre alla portata dei disoccupati; l'obiettivo di autoregolamentazione introdotto, senza regole-quadro, si traduce in una sorta di anarchia che incrementera' la disoccupazione perche' influenzera' le attivita' gia' avviate che attendono da anni una vera legge di riforma; alla fine a pagare saranno comunque i cittadini alla merce' di venditori senza scrupoli e privi di deontologia professionale, l'iniziativa del Governo infatti non tiene in alcun conto le esigenze del cittadino-cliente; il caos sara' totale poiche' senza regole avremo "provvisoriamente" vie ricche di attivita' commerciali e vie ove sara' assente qualsiasi forma di commercio. La presenza di negozi, nelle citta', assolve anche alla funzione di deterrente contro la criminalita' -: se il predetto provvedimento governativo sulla liberalizzazione del commercio sia da considerarsi come schema di riferimento su cui la competente Commissione bicamerale possa discutere in modo che scaturisca proprio in sede parlamentare una proposta di riforma globale del piccolo commercio o sia parte integrante di un progetto di riforma gia' definito. (4-15136)