Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00895 presentata da SAIA ANTONIO (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980210
I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro per le politiche agricole, per sapere - premesso che: in attuazione del decreto legislativo Bassanini, un gruppo di esperti sta predisponendo un decreto nel quale si sancisce lo scioglimento del corpo forestale dello Stato con il passaggio delle competenze alle regioni; in conseguenza di cio' le aziende statali delle foreste demaniali (ex Asfd) verrebbero privatizzate, mentre attualmente vengono gestite con grande professionalita' dal corpo forestale dello Stato; tale scelta appare sbagliata ed ingiustificata alla luce di due questioni: a) lo scioglimento del corpo forestale dello Stato sarebbe un grande errore perche' la protezione ambientale rischierebbe di rimanere senza tutela in quanto attualmente le regioni non sono in grado di assicurare una organizzazione efficiente in tal senso; b) come e' noto, attraverso le strutture della gestione ex Asfd il corpo forestale dello Stato si occupa della conservazione della biodiversita' animale e vegetale ed in situ ed ex situ, assicurando una qualificata gestione dal punto di vista naturalistico e scientifico delle aree protette e degli altri territori assegnatigli ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 616 del 1977 e della legge quadro sulle aree protette n. 394 del 1991. L'azione negli anni della gestione della ex Asfd ha permesso di porre sotto tutela un rilevante patrimonio naturalistico (130 riserve naturali statali, di cui 72 inserite nel circuito di riserve biogenetiche del Consiglio d'Europa, ed i parchi nazionali del Circeo e della Calabria), cosi' come ha contribuito al mantenimento di razze o popolazioni e varieta' genetiche animali e vegetali che altrimenti sarebbero risultate a rischio di estinzione, attraverso le aziende pilota e sperimentali di carattere agrozootecnico e faunistico, istituite su aree costituenti l'1 per cento del patrimonio dell'ex Asfd, escluse dal trasferimento alle regioni a statuto ordinario, per essere destinate, ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 23 gennaio 1978, a scopi scientifici, sperimentali e didattici di interesse nazionale. Allo stato attuale le suddette aziende, tenendo conto degli indirizzi di salvaguardia della biodiversita' animale e di adozione di tecniche agricole compatibili, perseguono prioritariamente lo scopo della conservazione del patrimonio genetico animale in pericolo di estinzione e quelle di riqualificazione ambientale dei territori interessati; gli ambienti protetti con le riserve naturali, inoltre, interessano tutto il territorio nazionale costituendo una rete strategica a tutela della natura che si estende dalla Val Grande dell'Aspromonte e comprende i piu' disparati habitat, da quelli di montagna e di alta quota alpini ed appenninici, a quelli lacustri e costieri, agli insulari, ai fluviali ed hanno costituito le premesse, spesso rappresentandone il cuore, il nocciolo piu' integro, dei nuovi parchi nazionali e del sistema delle aree protette del nostro Paese; le aree protette e le altre finalizzate aria conservazione della biodiversita' compongono una rete capillare dal valore strategico, in quanto oltre a preservare habitat e specie di rilevanza nazionale ed internazionale costituiscono la base tecnica e scientifica di specializzazione del corpo forestale dello Stato nelle materie ambientali; per cui attivita' di polizia ambientale e tutela delle risorse naturali, rappresentano un unicum inscindibile; alla luce di cio' appare evidente l'importanza delle Asfd quale strumento operativo del corpo forestale per le suddette funzioni di conservazione e tutela ambientale, anche se la loro gestione e' complessa; per quanto riguarda la regione Abruzzo va detto che le aziende statali foreste demaniali in questa regione sono tre e danno occupazione a ben 150 persone tra operai a tempo determinato ed operai a tempo indeterminato. Esse sono: l'azienda San Marco di Castel del Monte (Aquila), che si occupa dell'allevamento ovino e che opera con un personale di oltre 30 dipendenti; l'azienda forestale Feudozzo, al confine tra l'Abruzzo e il Molise, a Castel di Sangro (Aquila), che ha piu' di 60 dipendenti ed e' una delle piu' antiche aziende forestali d'Italia, si occupa di sperimentazione e zootecnia, e' stata oggetto di studi dell'Enea ed ha realizzato un concime, il Fertilat, derivato dal siero del latte. Con 200 mucche selezionate produce latticini di alta qualita' attraverso l'uso del metodo biologico. Registra un bilancio economico largamente in attivo. Ha un patrimonio che si valuta intorno ai 10 miliardi; la terza Azienda trovasi a Popoli (Pescara) e svolge attivita' zootecnica (ovini), ceduta temporaneamente in gestione all'Associazione ovicaprini d'Abruzzo: gestisce un allevamento di cavalli con annessa scuola di equitazione a disposizione del pubblico per la formazione professionale del Cfs, essa dispone anche della banca genetica del lupo con recinti a disposizione del pubblico per attivita' di informazione sul lupo; alla luce di quanto sopra il sindacato, sia a livello nazionale che regionale, sta operando con forza per mantenere l'unitarieta' del corpo forestale dello Stato e per evitare quella che l'interrogante ritiene la scellerata privatizzazione delle Aziende ex Asfd. A tale scopo c'e' stato recentemente un incontro interlocutorio con il capo di gabinetto del Ministro a cui e' stato chiesto un impegno preciso su queste due questioni. Ma sembra che vi sia contrasto con il Ministro per la funzione pubblica e gli affari regionali che spinge per la privatizzazione delle aziende e lo scioglimento del corpo forestale dello Stato; in particolare, in Abruzzo la Flai-Cgil sta conducendo una dura battaglia per evitare la privatizzazione delle aziende di Castel di Sangro, Castel del Monte e Popoli. Tale azione appare suffragata dal fatto che l'Abruzzo, regione verde d'Europa, non puo' permettere che una rete importante di aziende sperimentali sul versante della biodiversita' venga compromessa o ceduta (tra l'altro per una cifra irrisoria, molto al di sotto del suo valore). E' stato gia' chiesto l'intervento delle autorita' regionali e delle forze politiche e parlamentari abruzzesi per impedire uno scempio economico e naturalistico che contrasterebbe con la scelta d'individuare in Abruzzo ben tre parchi nazionali. Va, infine, sottolineato che contro tale scellerata eventualita' e' stata annunciata una prima iniziativa di mobilitazione per il prossimo 5 febbraio a Sulmona (Aquila) presso la Cgil, per un'assemblea regionale dei lavoratori ex Asfd; appare all'interrogante incredibile, antidemocratica ed arrogante la scelta di calare dall'alto decisioni come questa, senza alcuna consultazione preventiva degli enti locali (regioni, Comunita' Montane eccetera), dei sindacati e dei lavoratori, decisioni che si rivelano oltretutto dannose, inutili, antieconomiche e devastanti per un ambiente che al contrario, andrebbe conservato e difeso con scelte piu' opportune -: se non ritenga piu' opportuno mantenere l'appartenenza allo Stato centrale del corpo forestale dello Stato, facendo poi dei protocolli regionali con le varie amministrazioni regionali per i compiti da svolgere in sede locale per la protezione ambientale (ad esempio la sorveglianza nei parchi e nelle aree protette). In questo modo si salvaguarderebbe il grande patrimonio di professionalita' dello status di "Corpo di polizia" e l'attivita' del corpo forestale dello Stato avrebbe sempre una grande incisivita' e forza deterrente. Anche le regioni sarebbero soddisfatte in alcune loro richieste perche' proprio con i protocolli regionali ci sarebbe un grande coordinamento funzionale a livello operativo; se non ritenga altresi' necessario che vengano mantenute le Asfd, la cui privatizzazione costituirebbe un grave danno per il Paese e, in particolare, se non ritenga necessario evitare che siano cedute le tre Asfd abruzzesi che operano in una regione che e' sede di ben tre parchi nazionali (parco nazionale d'Abruzzo, parco nazionale della Majella, parco nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga), oltre ad altri parchi regionali e a numerose riserve naturali, e che ha circa il 50 per cento del territorio vincolato. (2-00895)