Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00902 presentata da SAONARA GIOVANNI (POPOLARI E DEMOCRATICI - L'ULIVO) in data 19980211
Il sottoscritto chiede di interpellare il Ministro degli affari esteri, per sapere - premesso che: il ruolo delle associazioni di volontariato nella ricostruzione delle zone di guerra, e l'apporto delle stesse ai processi di pace in ogni parte del mondo sono di riconosciuta e fondamentale rilevanza; anche nella ricostruzione dei rapporti civili ed economici nei territori della Bosnia-Erzegovina, le associazioni di pace e di volontariato stanno tentando di fornire un significativo apporto; in particolare i volontari di Padova e provincia sono impegnati nella raccolta e nell'invio di aiuti quali medicinali, viveri, materiale didattico, sementi per l'agricoltura; dal 1992 ad oggi, questo impegno degli attivisti padovani si e' concretizzato in oltre 230 tonnellate di aiuti, con la fattiva cooperazione dello stesso comune di Padova; in tale ottica di collaborazione ed assistenza umanitaria, varie sono state e continuano ad essere le iniziative comuni per una migliore organizzazione e distribuzione delle risorse; ad esempio, nel 1993 e' nata la Associazione interetnica "Suncokret-Girasole" in cui serbi, croati e mussulmani cooperano pacificamente con gli italiani per gestire al meglio gli aiuti che pervengono dalla provincia di Padova; altra importante iniziativa, che vede coinvolti direttamente gli enti locali, e' "Padova-Gracanica, un ponte di pace", che prevede 100 gemellaggi tra i comuni della provincia di Padova e le municipalita' bosniache, con la collaborazione delle associazioni di volontari, per aiutare la ricostruzione di ambulatori e scuole, sviluppare la ripresa produttiva, organizzare aiuti umanitari, scambi culturali, campi di lavoro estivi, cooperazioni accademiche etc.; l'aspirazione di questo progetto di gemellaggio sarebbe quella di estendersi a tutto il territorio nazionale, arrivando ad incentivare almeno 1000 gemellaggi di tale genere; iniziative del genere incontrano tuttavia una serie di difficolta' di non poco conto; recentemente ad esempio, la citata associazione interetnica "Girasole" ha dovuto affrontare e risolvere l'accusa di importazione "abusiva" per l'invio di alcuni autobus messi a disposizione dall'azienda dei trasporti padovana; piu' in generale, le associazioni di volontariato impegnate nei territori della Bosnia-Erzegovina lamentano gravissimi ritardi nell'arrivo e nella distribuzione degli aiuti nazionali ed internazionali; un ulteriore fattore di frizione e' rappresentato dagli apporti economici e culturali degli ambienti islamici estremisti, che condizionano la vita quotidiana e la tolleranza degli abitanti di quelle zone; inoltre, gli accordi di pace cosi' come formulati, allo stato attuale sembrano incoraggiare piu' gli obiettivi di guerra che la ricostituzione della pace, in quanto le costose forze militari presenti danno l'impressione di una occupazione militare, che rende piu' difficile la riconciliazione anche nell'animo della popolazione; inoltre, costituiscono una forma di intervento passiva, mentre occorrono iniziative concrete ed attive per garantire non solo sicurezza e diritti civili, ma anche diritti economici, scuole ed istruzione, lavoro, documenti, sanita' etc.; occorre quindi ricostruire gli edifici scolastici e le abitazioni, incoraggiare il ritorno protetto dei profughi, riorganizzare servizi e classe dirigente, incentivare l'economia locale -: se il tavolo di coordinamento della Presidenza del Consiglio non possa trovare nuovi stimoli di attivazione e discussione, e se non sia opportuna una rinnovata campagna di sensibilizzazione ed informazione in relazione al problema della Bosnia-Erzegovina; se non ritenga che iniziative di gemellaggio tra enti locali come quelle descritte possano essere utili per realizzare almeno in parte gli obiettivi concreti di cui sopra, e se di conseguenza non vadano incoraggiate fattivamente ed anche da parte del Governo le associazioni di volontari che tali iniziative organizzano; se, piu' in generale, il raggiungimento di una vera ricostruzione pacifica non richieda un clima disteso e pacifico, con la riduzione al minimo degli interventi militari, e lo sviluppo massimo di interventi concreti ed attivi di sviluppo e ricostruzione materiale e morale; se a tal fine non sia piu' utile una gestione diretta degli aiuti italiani o un coordinamento degli aiuti in sede Onu e con altri Stati, senza dovere passare per la Banca mondiale; se in sintesi non occorra una nuova, attiva e decisa politica estera italiana, che sia di esempio anche ad altri Stati impegnati nell'assistenza umanitaria e nell'attuazione degli accordi di pace, per assicurare un vero protettorato internazionale, al fine di un'autentica ricostruzione e riconciliazione anche morale, per riorganizzare servizi, economie locali, classe dirigente e rapporti civili, e favorire nella piu' ampia misura l'attivita' delle associazioni di volontariato che si impegnano con costanza, a livello interno ed internazionale. (2-00902)