Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA 4/15564 presentata da PEZZONI MARCO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19980212
Ai Ministri degli affari esteri e dell'interno. - Per sapere - premesso che: deve essere tenuto presente il contenuto delle mozioni approvate il 10 dicembre 1997 a larghissima maggioranza in sede di Commissione affari esteri e comunitari della Camera dei deputati in materia di relazioni bilaterali e multilaterali con la Turchia e di iniziative politiche e umanitarie per la fine della guerra in corso e per la tutela della popolazione kurda e la promozione dei suoi diritti umani e nazionali; vanno considerati gli impegni assunti dal Governo nel recente dibattito sulla stessa materia in sede di Commissioni congiunte affari esteri e comunitari ed affari costituzionali -: quali passi siano stati compiuti e si intendano compiere in sede europea ed Onu, in vista di una Conferenza internazionale per una soluzione politica e pacifica della questione kurda sia in Turchia, sia nel piu' vasto quadro mediorientale, e perche' la questione non sia stata gia' sollevata in occasione dei recenti vertici europei di Bruxelles e Birmingham; se il Governo condivida l'asserzione della Presidenza di turno inglese, enunciata in occasione dei vertici europei citati, che "e' nell'interesse nazionale (dei Paesi membri dell'Unione europea) limitare al massimo l'approdo di profughi (kurdi) alle frontiere europee", quasi che la priorita' debba intervenire sugli effetti finali e non sulle cause dell'esodo; se il Governo italiano non ritenga di porre il problema di una presenza di rappresentanti del popolo kurdo, ed in particolare del suo Parlamento in esilio, in occasione dell'imminente Conferenza delle Nazioni unite sui diritti umani a Ginevra; in base a quali considerazioni, a fronte del perdurare ed intensificarsi dello stato di emergenza e della repressione in Turchia e dell'invasione militare turca del Kurdistan irakeno, il Governo italiano abbia dato il suo assenso al rifinanziamento europeo dei progetti di cooperazione proposti dal governo turco, senza vincolarli ad alcuna misura di apertura di spazi democratici, ed anzi dando credito alla finalizzazione di tali progetti allo sviluppo e ai diritti umani, proprio mentre la chiusura di tutte le sedi dell'Associazione turca per i diritti umani (IHD) e di tutti gli altri organismi sociali e culturali indipendenti e il blocco di tutti gli osservatori internazionali nelle regioni kurde appare funzionale all'implementazione di progetti, come il Gap e il progetto Koy-kent, di ulteriore devastazione ambientale e sociale foriera di nuovi esodi; come, in questo quadro, possa apparire credibile l'indicazione, gia' avanzata dal ministro dell'Interno turco, annunciata in occasione dei citati vertici europei ed accolta con favore dal governo italiano, di creazione di "campi sicuri" nei quali concentrare i profughi, in territorio turco e kurdo-irakeno e dunque controllati dalle stesse autorita' turche responsabili delle persecuzioni e dell'esodo; se intendano prendere in esame la possibilita' di avviare progetti di sostegno e cooperazione con fondazioni ed organizzazioni indipendenti dallo Stato turco ed impegnate sul terreno dei diritti umani delle popolazioni, e segnatamente dei prigionieri politici, delle vittime della tortura e dei profughi interni; quali passi intenda compiere il Governo nei confronti dell'annunciata intenzione del governo turco non solo di non interrompere l'illegale intervento militare nel territorio kurdo-irakeno, ma anzi di intensificarlo e stabilizzare l'occupazione di una "fascia di sicurezza" della profondita' di 15 chilometri oltre il confine, giustificata questa volta non dalla "lotta al terrorismo" ma dall'esigenza di bloccare la possibile fuga di popolazioni civili. (4-15564)