Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00419 presentata da MANTOVANI RAMON (RIFONDAZIONE COMUNISTA-PROGRESSISTI) in data 19980213
La Commissione III: considerato che: gli Stati Uniti hanno annunciato come imminente una propria iniziativa militare nei confronti dell'Irak ed hanno dichiarato di voler comunque agire anche senza un mandato del Consiglio di Sicurezza dell'Onu; la cosiddetta crisi degli ispettori Onu sembra essere un pretesto che gli Stati Uniti stanno amplificando per giustificare l'aggressione all'Irak, legittimare la loro presenza militare nel Golfo, controllare un'area strategica per le risorse energetiche, obbligare l'Europa a seguirla su una strada di confrontation con il mondo arabo; gli ispettori dell'Onu hanno agito per anni in Irak provvedendo all'individuazione ed alla distruzione delle residue armi letali in possesso degli iracheni. Alcuni di questi ispettori di cittadinanza statunitense sono stati sorpresi a consegnare i responsi delle ispezioni ai servizi segreti del proprio paese, violando in questo lo stesso statuto dell'Onu. Il comportamento disinvolto degli ispettori Usa e' stato piu' volte oggetto di censura da parte di altri paesi componenti il consiglio di sicurezza dell'Onu, ultimo in ordine di tempo, il governo francese; l'Irak ha comunque manifestato la volonta' di aprire i siti presidenziali alle ispezioni, ma chiede un riequilibrio della commissione dell'Onu ed assicurazioni che i dati delle ispezioni non siano trasmessi ai servizi segreti statunitensi; la decisione del presidente Clinton di annunciare come imminente un attacco all'Irak e' singolarmente venuta nel momento in cui, a giudizio del segretario generale dell'Onu Kofi Annan, bisognava alleggerire le sanzioni contro l'Irak e raddoppiare la produzione di petrolio iracheno in cambio di cibo e medicinali; l'intero Irak e' sottoposto ad un controllo militare asfissiante, sia attraverso i satelliti spia sia tramite le zone d'interdizione al volo che sostanzialmente limitano la sovranita' irachena sia nel sud che nel nord del Paese; la giusta ricerca e distruzione delle armi di sterminio di massa non puo' essere conseguita con determinazione se i paesi che ne possiedono in larga scala, Stati Uniti in testa, non cominciano a dare il buon esempio avviando una nuova stagione di disarmo atomico, chimico e batteriologico; la guerra del Golfo del 1991 non ha prodotto un processo di pacificazione nel Medio Oriente, ha aumentato le frustrazione del mondo arabo alimentando un pericoloso fondamentalismo religioso, non ha aperto la strada alla democrazia ed alla pace per il popolo iracheno e per quello kurdo; il mondo arabo, ad eccezione del Kuwait e di altri piccoli emirati, e' dichiaratamente contrario ad un intervento armato contro l'Irak; una nuova guerra non servirebbe agli obiettivi formalmente avanzati (la distruzione delle armi di sterminio di massa, la cacciata di Saddam Hussein), aumenterebbe il solco delle divisioni tra mondo arabo ed occidente e tra quest'ultimo e la Russia, rafforzerebbe il fondamentalismo islamico, allungherebbe le sofferenze del popolo iracheno sottoposto ad un embargo criminale che ha provocato gia' 1 milione di morti, in gran parte donne e bambini; la guerra, sia essa condotta dagli Stati Uniti in forma "privata", sia con la copertura dell'Onu, non rappresenta una soluzione bensi' e' un inaccettabile aggravamento della situazione ed un imbarbarimento delle relazioni internazionali; le basi militari in Italia rivestono un carattere strategico per l'apparato di guerra degli Stati Uniti: per questa ragione non dichiarare l'indisponibilita' del loro uso per atti di guerra, spinge nei fatti verso la soluzione militare della crisi; impegna il Governo: a dichiarare da subito l'indisponibilita' all'utilizzo delle basi Usa e Nato situate nel territorio italiano per ogni iniziativa di guerra contro l'Irak, sostenendo fattivamente in questo modo il ricorso ad una soluzione negoziale e giusta della crisi; ad attenersi scrupolosamente al ripudio della guerra sancito dall'articolo 11 della Costituzione, agendo in tutte le sedi internazionali per comporre le ragioni della crisi per la via diplomatica, avviando inoltre una iniziativa tesa all'eliminazione delle armi di sterminio di massa da parte di tutti i Paesi componenti le Nazioni Unite; a dare sostegno alle iniziative del segretario generale delle Nazioni Unite, ricordando che per propria natura istituzionale l'Onu non puo' fare la guerra, ma deve predisporre ogni sforzo nella ricerca della pace, alleviare le sofferenze della popolazione civile tramite la revoca dell'embargo, avviare un processo di disarmo nella regione anche attraverso una conferenza internazionale sul Medio Oriente. (7-00419)