Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
MOZIONE 1/00237 presentata da PISANU GIUSEPPE (FORZA ITALIA) in data 19980216
La Camera, premesso che: la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite n. 687 del 1991 obbliga l'Iraq a distruggere o rendere innocue tutte le armi di distruzione di massa (nucleari, chimiche e batteriologiche) ed i missili balistici con portata superiore a centocinquanta chilometri, nonche' ad evitarne la produzione in futuro; il compito di sovrintendere a tali obblighi e' stato affidato ad una commissione speciale, l'Unscom, con l'ingiunzione all'Iraq di offrire la piu' ampia collaborazione; invece, il governo iracheno ha finora sistematicamente boicottato le ispezioni dell'Unscom con inganni, occultamenti e forme diverse di ostruzionismo; nonostante le distruzioni finora operate (38.000 armi chimiche, 480.000 litri di preparati per munizioni chimiche, 54 missili, 30 testate speciali, eccetera), l'Iraq e' ancora in possesso di missili tipo Scud e di una grande capacita' produttiva per munizioni chimiche e batteriologiche, sufficienti ad annientare l'intera popolazione mondiale; da ultimo l'Iraq ha vietato le ispezioni Unscom ai cosiddetti siti "presidenziali" e ha deciso unilateralmente l'abolizione delle sanzioni allo scadere il 20 maggio 1998, rendendo piu' incombente e credibile la sua minaccia (Saddam Hussein ha gia' impiegato le armi chimiche contro curdi e iraniani) e, comunque, annullando di fatto la risoluzione Onu; gli Stati uniti d'America, la Gran Bretagna, la Germania e numerosi altri paesi d'Europa e d'oltre oceano hanno esplicitamente minacciato il ricorso alla forza, qualora fallissero le iniziative diplomatiche di pacifica persuasione; preso atto che: la dichiarazione congiunta Prodi-Eltsin del 10 febbraio 1998 (formulata senza la preliminare consultazione dei nostri tradizionali alleati) esclude ogni possibilita' di ricorso alla forza, fa propria la linea della Russia (adottata, peraltro, fin dal 1990) e si pone in aperto contrasto con i nostri maggiori alleati, lasciando perfino intravedere una allarmante rottura di continuita' con cinquanta anni di politica estera italiana costantemente basati sulla scelta storica per l'occidente, l'amicizia con gli Stati uniti d'America e la solidarieta' euro-atlantica; i successivi interventi del Presidente del Consiglio dei ministri e del Ministro degli affari esteri hanno attenuato gli allarmi iniziali, ma reso ancor piu' evidenti le incertezze e le ambiguita' del Governo sia in ordine alla crisi irachena sia in ordine ai fondamenti della politica estera italiana; ulteriori, ripetute dichiarazioni di diversi esponenti della maggioranza hanno rilanciato la dichiarazione congiunta Prodi-Eltsin, escludendo ogni possibilita' di sostegno italiano all'azione militare internazionale che si rendesse necessaria dopo il paventato fallimento delle iniziative diplomatiche in corso; ritenuto che la sostanziale unita' del Parlamento sugli orientamenti di fondo della nostra politica estera e sulle decisioni a cui essa ci obbliga sia di vitale importanza per il Paese e vada tutelata in ogni possibile modo; impegna il Governo: a rinsaldare i rapporti bilaterali con gli Stati uniti d'America, perche' sono indispensabili alla nostra sicurezza ed al comune progresso; a coltivare l'alleanza euro-atlantica come scelta strategica fondamentale suscettibile di ulteriori, positivi sviluppi e, pertanto, a confermare la piu' ampia fiducia nella Nato, strumento insostituibile per la sicurezza comune e la costruzione della pace; a compiere ogni sforzo per il successo delle iniziative diplomatiche nei confronti dell'Iraq, ma anche ad assicurare fin d'ora il pieno sostegno politico ed il supporto logistico dell'Italia ad una eventuale azione militare internazionale che si imponesse come estremo rimedio per ripristinare l'autorita' delle Nazioni unite e per bloccare il riarmo chimico, batteriologico e nucleare della dittatura irachena. (1-00237)