Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
INTERPELLANZA 2/00918 presentata da NAPOLI ANGELA (ALLEANZA NAZIONALE) in data 19980217
Il sottoscritto chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e i Ministri dei trasporti e della navigazione, dell'ambiente, dei lavori pubblici, del tesoro, bilancio e della programmazione economica, delle finanze e dell'interno, per sapere - premesso che: il 4 dicembre 1997 sono state presentate, a Palazzo Chigi, le linee guida del Master Plan del porto di Gioia Tauro; nel documento programmatico viene delineato lo scenario di riferimento e di sviluppo dell'area industriale, del porto e delle infrastrutture annesse; alla riunione sono stati invitati i deputati del territorio esclusivamente appartenenti all'Ulivo; durante la riunione da parte del sottosegretario al ministero dei trasporti e della navigazione, onorevole Giuseppe Soriero, e' stato rivolto l'invito a valutare tutti gli aspetti e gli indirizzi contenuti nel Piano e a dare eventuali contributi; la polifunzionalita', uno degli obiettivi che il piano nazionale dei trasporti assegna al porto di Gioia Tauro e' stata finora disattesa; non e' stato mantenuto quanto previsto nel protocollo d'intesa tra parte pubblica e privata relativamente allo sviluppo di nuove attivita' economiche derivate da quelle portuali o ad esse connesse; non c'e' stato apporto di ricchezza e di nuova occupazione, a parte un vantaggioso affare per la parte privata e circa 500 persone assunte dalla "Contship Italia" con criteri poco chiari; il 97 per cento dell'imponente traffico si e' risolto in transhipment da grandi navi a piu' piccole o da queste alle "navi madri", il restante 3 per cento e' stato costituito da contenitori sbarcati a terra e qui avviati allo smistamento su gomma o su rotaia; nel Master Plan l'obiettivo della polifunzionalita' e' marginale, vago, molto futuribile; viene, infatti, riservata alle attivita' non legate ai contenitori l'area piu' interna del porto, strangolando, cosi' lo sviluppo di ogni attivita' su merci non containerizzate; nel Master Plan rimane del tutto virtuale l'impegno di promuovere nuove attivita' economiche connesse a quelle del porto in un'apposita area commerciale ed industriale adiacente alle strutture portuali; non vengono, infatti, precisate ne' le agevolazioni, ne' i tipi di attivita' che dovrebbero svolgersi; viene esclusa la praticabilita' della "zona franca"; nella fantomatica area industriale e commerciale prevista dal Master Plan mancano tutte le infrastrutture; occorrerebbe, invece, creare condizioni infrastrutturali idonee all'imprenditorialita' ed offrire opportunita' che risultino attraenti; da una attenta valutazione del Master Plan appare la chiara volonta' di dare priorita' all'attivita' di transhipment assoluta e quella di capovolgere la polifunzionalita' completa affermata nel Protocollo d'Intesa; nel Master Plan non vengono prese in alcuna considerazione le aree a sud ed est di Gioia Tauro: nessuna infrastruttura intermodale, abbandono dell'aeroporto di Reggio Calabria, nessuna ipotesi per i collegamenti da e per la Sicilia, interi bacini di potenziale utenza vengono tagliati fuori; in base al Master Plan si dovrebbe aspettare il 2010 (sperando che vada bene!) per il completamento delle infrastrutture indispensabili e propedeutiche alla polifunzionalita' del porto e allo sviluppo dell'economia e dell'occupazione nella Piana di Gioia Tauro e nell'intero Reggino; tra gli interventi infrastruttuali da realizzare nell'area, il Master Plan indica la "realizzazione di due filiere destinate, rispettivamente, alle merci deperibili e alle merci pericolose e nocive" per le ferrovie dello Stato, individuando, cosi', la Calabria quale pattumiera per scorie e rifiuti radioattivi o velenosi; risulta all'interrogante che la "Contship Italia" abbia ottenuto l'autorizzazione ministeriale a non far ispezionare, dal chimico di Porto, le merci, seppure ad alto rischio in transito e che restino in deposito fino ad una settimana; la mancanza di legalita' incide pesantemente su ogni ipotesi di sviluppo; e' dei giorni scorsi un colpo messo a punto dai carabinieri del Ros alle cosche mafiose di Gioia Tauro che con il loro strapotere non risparmiano il porto e la relativa area limitrofa; complessivamente fino ad oggi nel porto di Gioia la parte privata ha fatto i propri interessi e raggiunto i propri obiettivi, la parte pubblica, al contrario, non riesce a promuovere il bene comune -: se non ritengano opportuno: a) ribadire e coerentemente intervenire per perseguire gli obiettivi dichiarati dal protocollo d'intesa e recepiti dall'accordo di programma; b) riconsiderare l'ordine di priorita' nell'esecuzione delle opere affinche' la piana di Gioia Tauro ed il Reggino tutto ottengano i vantaggi socio-economici promessi; c) sottrarre alla "Contship Italia" e al transhipment i metri in piu' di banchina che nel tempo sono stati concessi in eccesso rispetto a quelli che il protocollo d'intesa assegnava; d) prevedere la realizzazione della "zona franca" quale unico possibile e credibile incentivo all'installazione di nuove imprese nell'area capaci di creare, in tempi congrui, occupazione nell'industria, nel commercio, nell'indotto. (2-00918)