Documenti ed Atti
XIII Legislatura della repubblica italiana
RISOLUZIONE IN COMMISSIONE 7/00429 presentata da PEZZONI MARCO (SINISTRA DEMOCRATICA - L'ULIVO) in data 19980219
La III Commissione, premesso che: la tensione nel Golfo per i preparativi bellici sta raggiungendo livelli talmente elevati da far temere inevitabile lo scoppio di un conflitto armato, destando gravissime preoccupazioni tra tutte le popolazioni direttamente o indirettamente interessate, dal Medio Oriente al Mediterraneo tutto; le armi chimiche e biologiche rappresentano una minaccia inaccettabile ed e' opportuno che le ispezioni della Unscom in Iraq non solo continuino, ma vengano rafforzate tenendo conto che gli ispettori Onu in questi anni hanno gia' neutralizzato piu' armi irachene di distruzione di massa di quante non abbia fatto la guerra del 1991; da piu' parti si levano voci, tra cui quella autorevolissima di Sua Santita' Giovanni Paolo II, che invitano a non considerare come opzione ineludibile il ricorso alla soluzione militare, ma al contrario a moltiplicare gli sforzi per la ricerca di soluzioni diplomatiche alla crisi; nella ricerca di una soluzione concordata e' opportunamente impegnato il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, al cui tentativo va garantito il massimo appoggio da parte di tutti, mentre va espressa una disponibilita' della comunita' internazionale a delineare forti novita' politiche; dopo i sette anni trascorsi dalla cosiddetta "Guerra del Golfo" occorre che da tutte le parti, a cominciare dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, si proceda ad un riesame generale dei rapporti tra la comunita' internazionale e l'Iraq, riesame che da un lato valuti i risultati raggiunti, in particolare l'efficacia e le difficolta' che hanno segnato l'azione degli ispettori internazionali incaricati dall'Onu di verificare l'applicazione effettiva delle misure di disarmo chimico e batteriologico da parte irachena, dall'altro non sottovaluti piu' le conseguenze reali sul popolo iracheno dell'embargo imposto; analogamente tutta la comunita' internazionale ed in primo luogo il Consiglio di sicurezza dell'Onu sono chiamati a giudicare se le varie risoluzioni dell'Onu e l'accordo "Oil for Food", cui si fa riferimento, non siano in qualche modo da considerare superati alla luce dell'attuale situazione, e non sia pertanto all'ordine del giorno la necessita' di una nuova risoluzione aggiornata e onnicomprensiva, che promuova parallelamente sia il rispetto degli impegni di disarmo da parte irachena sia la sostanziale modifica dell'embargo allo scopo di consentire una maggiore vendita di petrolio e per ragioni umanitarie in senso stretto (ottenere in cambio cibo e medicinali) e per ampliare l'importazione dei ricambi tecnologici necessari ad una minima ripresa di produzioni agroalimentari e industriali pacifiche, a loro volta tese a limitare le conseguenze dell'embargo sulla popolazione civile; impegna il Governo: a sostenere in tutte le sedi e con ogni sforzo le iniziative di pace, in particolare quella del segretario generale dell'Onu Kofi Annan e a porre nella sede stessa delle Nazioni Unite la questione di una nuova risoluzione sull'Iraq, che sia espressione della collegialita' istituzionale dell'Onu e riveda i meccanismi dell'embargo; a moltiplicare le iniziative italiane, in linea del resto con quelle gia' intraprese nelle ultime settimane, allo scopo di trovare una soluzione al problema del controllo delle armi chimiche e biologiche, riaffermando il primato nel diritto internazionale della via negoziale e quindi operando per scongiurare l'eventualita' che la parola passi alle armi. (7-00429)